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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01347 presentata da MELILLA GENEROSO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19920525

Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: da tempo sono allo studio proposte di riassetto dei tribunali per dare maggiore razionalita' all'amministrazione della giustizia; l'indicazione che sembra emergere in alcuni settori e' di avere le sedi di tribunale solo nella citta' capoluogo; per l'Abruzzo, dove oltre ai tribunali nei capoluoghi di provincia, ne esistono altri, tra cui Sulmona, tale indicazione e' del tutto inaccettabile in quanto quei tribunali rappresentano un servizio essenziale; e' indispensabile, per migliorare l'amministrazione della giustizia, il potenziamento sia delle strutture che degli organici, e un disegno di ristrutturazione degli ambiti territoriali dei tribunali che tenga conto delle aree omogenee in cui l'Abruzzo e' diviso e delle sue caratteristiche orografiche; di fronte al grave acuirsi dei fenomeni di criminalita' in Abruzzo, tale disegno di smantellamento dei tribunali ha provocato una giusta preoccupazione tra le istituzioni, gli operatori della giustizia e le popolazioni locali -: se non ritenga di chiarire la posizione del Governo assicurando impegni precisi per il mantenimento del tribunale di Sulmona e degli altri minacciati di soppressione. (4-01347)

Nel corso della precedente legislatura in data 10 ottobre 1990, fu presentato, dal ministro di grazia e giustizia, il disegno di legge n. 2478/S concernente "Revisione delle circoscrizioni degli uffici giudiziari". Tale disegno di legge prevedeva l'attribuzione di delega al Governo per la predisposizione di un piano di redistribuzione degli uffici giudiziari (preture, tribunali, corti di appello) sul territorio nazionale, rispondente alla esigenza di garantire la omogeneita' degli uffici, quanto alla consistenza dell'organico ed ai flussi di lavoro. La dimensione propria degli istituendi uffici avrebbero dovuto corrispondere ad un organico di non meno di otto e non piu' di venti magistrati per le preture ed i tribunali; non meno di dodici e non piu' di venticinque magistrati per le corti di appello. Il criterio principale adottato per procedere alla revisione delle circoscrizioni (determinazione di uno standard - calcolato in base alla media nazionale dei carichi pendenti di lavoro dell'ultimo quinquennio - al di sotto del quale il mantenimento dell'ufficio giudiziario e' antieconomico) e' affiancato da una serie di correttivi che tengono conto delle specifiche esigenze della utenza connesse alla qualita' e quantita' dei collegamenti viari, alla orografia dei territori, alla consistenza degli insediamenti abitativi ed industriali. A maggior garanzia delle autonomie locali era previsto, dal disegno di legge, l'intervento dei consigli regionali chiamati ad esprimere il proprio parere in merito al piano di revisione approntato dal Governo (articolo 3 del disegno di legge). Il disegno di legge in questione e' decaduto a seguito dello scioglimento delle Camere e, ad oggi, non e' stato presentato alcun provvedimento analogo. Allo stato, pertanto, le preoccupazioni dell'interrogante in ordine alla paventata soppressione di taluni uffici giudiziari abruzzesi, tra cui il tribunale di Sulmona, non hanno ragione d'essere. Il Ministro di grazia e giustizia: Conso.



 
Cronologia
sabato 23 maggio
  • Politica, cultura e società
    Il giudice Giovanni Falcone resta ucciso in un gravissimo attentato di mafia a Capaci, nei pressi di Palermo. Falcone già capo del pool antimafia in Sicilia e direttore degli affari penali del Ministero della giustizia perde la vita insieme alla moglie, il magistrato Francesca Morvillo e a tre uomini della scorta.

lunedì 25 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Palermo ai funerali di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta partecipano migliaia di persone e i più alti rappresentanti del mondo politico, che vengono duramente contestati dalla cittadinanza.

mercoledì 3 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Al quinto scrutinio e con 360 voti, è eletto Presidente della Camera Giorgio Napolitano.