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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00040 presentata da SERVELLO FRANCESCO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920525

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: con l'articolo 27 della legge 30 dicembre 1991, n. 412, e' stato istituito un diritto fisso di 100 lire su ogni posta di gioco dei concorsi pronostici esercitati dallo Stato, dal CONI e dall'UNIRE, ripartito nella misura del 65 per cento all'erario e del 35 al montepremi del concorso; con decreto ministeriale del 28 dicembre 1991 il Governo ha proceduto altresi' ad un aumento "ordinario" di 100 lire del prezzo della posta unitaria di gioco dei medesimi concorsi ripartito, secondo le percentuali di legge, e quindi per quanto riguarda i concorsi riservati al CONI, tra montepremi, Stato, CONI ed Istituto per il credito sportivo; alla luce dei citati provvedimenti, a decorrere dal primo concorso del 1992 il costo complessivo per ogni colonna e' passato da 600 ad 800 lire; conseguentemente a tali provvedimenti, nei primi quattro mesi dell'anno il concorso Totocalcio ha fatto registrare un calo di oltre 508 milioni di colonne giocate, con una percentuale del 20,85 per cento in meno rispetto al corrispondente periodo del 1991 e in termini di incassi il saldo negativo della quota CONI rispetto al preventivato e' arrivato a 19,3 miliardi, con una percentuale negativa del 4,69 per cento; l'andamento negativo del concorso Totocalcio e' stato determinato dall'eccessivo aumento della posta di gioco (nella misura del 33,33 per cento) conseguente ai provvedimenti sopracitati; l'istituzione del diritto fisso di 100 lire su ogni posta di gioco stabilito dalla legge 30 dicembre 1991, n. 412, ripartito esclusivamente tra erario e montepremi, oltre ai riflessi negativi sull'andamento del concorso ha provocato altresi' una consistente flessione nelle entrate del CONI che si va evidenziando in maniera sempre maggiore; gia' nel passato il Governo adotto' una analoga misura con l'istituzione di un diritto speciale "pro-Friuli" a seguito degli eventi sismici dell'anno 1976 e a seguito di tale fatto si registro' una notevole contrazione del numero delle colonne giocate; a seguito della influenza negativa sulla partecipazione al gioco, il Governo chiese al Parlamento l'abolizione di tale diritto speciale e la norma venne revocata con la legge 16 dicembre 1977, n. 927; i proventi del concorso Totocalcio costituiscono per il CONI, per le Federazioni sportive nazionali e per l'intera organizzazione sportiva italiana il finanziamento della propria attivita'; il Consiglio nazionale del CONI, nella seduta del 30 aprile 1992, con apposito ordine del giorno approvato all'unanimita', ha chiesto alle autorita' di Governo e al Parlamento la revoca del diritto fisso di 100 lire su ogni posta di gioco del concorso Totocalcio, previsto dall'articolo 27 della legge 30 dicembre 1991, n. 412, al fine di garantire il migliore andamento del concorso Totocalcio tale da assicurare al CONI e a tutta l'organizzazione sportiva il regolare svolgimento della propria attivita'; come evidenziato dal CONI, se si fosse proceduto al solo aumento "ordinario" di 100 lire per ogni posta di gioco senza prevedere altresi' l'istituzione del diritto fisso di 100 lire, mantenendosi il livello ottimale di colonne registrato nel periodo precedente all'emanazione dei provvedimenti citati, non solo ne avrebbero tratto beneficio i pronosticatori, il CONI, l'Istituto per il credito sportivo e tutta l'organizzazione sportiva, ma il vantaggio sarebbe stato consistente anche per l'erario, che avrebbe ricavato in media circa 3 miliardi di introiti in piu' per ogni concorso (27,8 miliardi rispetto ai 24,8 mediamente introitati per concorso nel 1992) e comunque il maggiore introito per lo Stato sarebbe stato di circa un miliardo se si fosse mantenuto il livello di colonne giocate dell'intero bimestre precedente; la situazione sta penalizzando fortemente il CONI e, di conseguenza tutto lo sport italiano, per cui si ravvisa la necessita' e l'urgenza di specifici interventi volti ad invertire la tendenza negativa manifestata dal concorso pronostici Totocalcio a seguito dei citati provvedimenti; anche se sarebbe logico e giusto che tutto quanto prodotto dallo sport ritornasse allo sport come avviene in altre nazioni, almeno dovrebbe essere ripristinato il principio del fifty-fifty tra Stato e CONI che era stato sancito dalla legge 29 settembre 1965, n. 1117; l'iniquita' della situazione determinata dal diritto speciale, se protratta, rischia di provocare una crisi ancora piu' grave nell'andamento del concorso Totocalcio e di accentuare la disaffezione e, peggio ancora, il ricorso verso forme di scommesse illegali, a vantaggio della malavita e della criminalita' organizzata -: quali iniziative intenda assumere il Governo per l'urgente abolizione del diritto speciale sui concorsi pronostici, consentendo l'avvio di una fase prima di recupero e poi di rilancio del Totocalcio, che costituisce la fonte di finanziamento che lo sport stesso si e' trovato e da cui trae vantaggio, in maniera considerevole, il bilancio dello Stato. (2-00040)

 
Cronologia
sabato 23 maggio
  • Politica, cultura e società
    Il giudice Giovanni Falcone resta ucciso in un gravissimo attentato di mafia a Capaci, nei pressi di Palermo. Falcone già capo del pool antimafia in Sicilia e direttore degli affari penali del Ministero della giustizia perde la vita insieme alla moglie, il magistrato Francesca Morvillo e a tre uomini della scorta.

lunedì 25 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Palermo ai funerali di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta partecipano migliaia di persone e i più alti rappresentanti del mondo politico, che vengono duramente contestati dalla cittadinanza.

mercoledì 3 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Al quinto scrutinio e con 360 voti, è eletto Presidente della Camera Giorgio Napolitano.