Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01238 presentata da RUSSO SPENA GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920525
Ai Ministri del lavoro e previdenza sociale, della sanita' e dei trasporti. - Per sapere - premesso che: mercoledi' 19 settembre 1990 ha perso la vita in un incidente sul lavoro Demetrio Chimenti, di 53 anni, residente in localita' Ponte alla Chiassa di Arezzo. Il Chimenti stava lavorando insieme ad altri tre operai nei cantieri per la costruzione della direttissima nei pressi di San Giovanni Valdarno e stava sistemando il bitume del corridoio laterale destro in direzione di Firenze, tra il muro della sede ferroviaria e la ringhiera esterna. L'uomo si trovava sopra un escavatore gommato quando, per cause ancora non precisate, il macchinario si e' squilibrato schiacciando il Chimenti; cresce dunque tragicamente il tributo di sangue in questi cantieri ribattezzati dagli stessi lavoratori come "cantieri della morte". Nella decima legislatura il ministro dei trasporti Bernini nella risposta alla interrogazione Russo Spena (4-19279) riguardante le precedenti otto vittime dei cantieri della morte affermava tra l'altro: "la USL competente per il cantiere non sembra disporre di un adeguato numero di funzionari sufficientemente qualificati sotto il profilo tecnico e giuridico (ingegneri e geologi)" e che "l'Ente ferrovie dello Stato rappresenta che, in generale, l'esigenza di curare con continuita' la disamina degli aspetti metodologici connessi con la sicurezza sul posto di lavoro e nei cantieri, e' sempre stata tenuta da parte delle ferrovie, nella massima considerazione". Piu' avanti si legge inoltre "che l'Ente assicura di aver in tal senso costantemente vigilato perche' le maestranze usufruissero di strutture organizzative ove la sicurezza avesse rilievo preminente rispetto al mero concetto di produzione, nella convinzione che sicurezza e produzione non debbano essere disgiunte l'una dall'altra". Belle e inquietanti parole, smentite tragicamente da questa nuova vittima che allunga una catena luttuosa di cui ancora non si intravede la fine -: le ragioni per cui, di fronte ad effermazioni come quelle del ministro Bernini riportate in premessa e che sottolineano l'inadeguatezza della USL competente priva di strumenti e personale specializzato idoneo ad intervenire seriamente sul problema, il ministro della sanita' non sia ancora intervenuto d'urgenza per sanare tale situazione disastrosa; quali provvedimenti in concreto il Governo intenda adottare, evitando di affidarsi unicamente alle assicurazioni dell'Ente ferrovie dello Stato smentite tragicamente dai fatti, per tutelare realmente l'integrita' fisica dei lavoratori impegnati nei cantieri della direttissima. (4-01238)