Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01312 presentata da RUSSO SPENA GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920525
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro di grazia e giustizia. - Per conoscere: in relazione a quanto esposto nell'articolo "Requiem per Gladio" apparso su Panorama il 22 febbraio 1992; 1) come sia possibile che due magistrati indaghino su Gladio a Padova e che la procura di Roma inquisisca i due magistrati per fatti avvenuti a Padova; 2) se risulti che la procura romana si sia mossa in base a sollecitazioni esterne; se risulti che la valutazione di legalita' espressa dai magistrati Ionta e Palma sulla vicenda Gladio abbia tenuto conto di quanto emerge dalla operazione Delfino, operazione destinata a impiegare gladiatori in compiti di anti-insorgenza comunista e non in compiti di resistenza contro l'armata sovietica; se possano essere resi pubblici i verbali del comitato clandestino alleato e del comitato di pianificazione, coordinamento e organizzazione, non dipendenti dalla Nato, ma creati dai Servizi segreti; se al vertice della Cia, che operava con i nostri Servizi risulti vi fossero membri della Loggia P2 come Howard Stone e Mike Sednauii e se sia da attribuire alla Cia la dichiarazione secondo cui gli americani non volevano piu' sborsare denaro per Gladio se non si fosse attrezzato a colpire i sovvertimenti interni, mentre alcuni gladiatori dovevano tenere sotto controllo i comunisti; se non si ritenga completamente contradittorio il comportamento di una magistratura che da una parte opera a tutela del segreto di Stato e dall'altra chiede archiviazioni su procedimenti, come quello per la vendita di armamenti aventi una classifica di alta segretezza (e addirittura relativi ad armamenti sottratti ai reparti operativi, come erano quelli di cui si e' occupata in un recente caso, la dottoressa Maria Cordova); in qual modo gli organi dello Stato mettano (o non mettano) in atto la normativa secondo cui tutta la documentazione, i materiali, le notizie, protetti da classifica di segretezza devono essere annualmente sottoposti al riesame allo scopo di abbassare la classifica iniziale ovvero annullarla, onde evitare che "con l'inflazione delle classifiche venga a decadere il valore del sistema di sicurezza"; a proposito dei documenti del piano Delfino, se il lavoro di declassificazione sia stato compiuto nei 25 anni trascorsi dalla sua emanazione. Trattasi di un documento che con riferimento alla indipendenza, alla unita', alla minaccia delle nostre istituzioni, puo' avere, nella visione piu' pessimistica, lo stesso valore e gli stessi effetti che potrebbe avere la rivelazione dei piani di guerra del 1918 predisposti dallo stato sabaudo; se tutto l'agitarsi inquisitorio che ha caratterizzato la vicenda non sia da ricollegarsi a motivi politici, motivi che la sentenza del 1977 della Corte costituzionale dice di essere irrilevanti. Tutto cio' nel quadro di una interessata confusione fra quello che e' lo Stato e quello che e' la sfera politica, come si e' potuto constatare ad esempio nella strabiliante proposta, avanzata di recente, di apporre il segreto di Stato sui fascicoli provenienti dal disciolto KGB; se non si ritenga utile assumere idonee iniziative anche di ordine legislativo e inserire nella normativa, che regola l'istituto del segreto, un principio cardine dell'ordinamento giudiziario per il quale lo Stato e' impossibilitato a delinquere (mentre certamente nel caso delle vendite di armi questa delinquenza si e' manifestata). Un principio che renderebbe automaticamente non lecito e illegittimo l'intero istituto del segreto, e impedirebbe di nascondere operazioni illegali come le operazioni paramilitari di anti-insorgenza previste dal piano Delfino. (4-01312)