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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01458 presentata da DE BENETTI LINO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19920525

Ai Ministri della marina mercantile, dell'ambiente e dell'interno. - Per sapere - premesso che: in base alla abrogata legge sulla caccia veniva ritenuto fosse consentito sparare da natanti a motore fermi, in quanto tra i divieti contenuti nell'articolo 20 compariva espressamente solo quello di "sparare da natanti a motore in movimento", rendendo cosi' possibile la caccia in mare nei confronti di anatidi migratori; a cio', tuttavia, ostava l'articolo 80 del codice della navigazione (uso di armi ed accensione di fuochi nei porti) sanzionato, anche penalmente, dagli articoli 1169 e 1174 stesso codice; esistendo tuttavia una potesta' derogatoria della capitaneria, prevista dagli articoli 30 e 81 del codice della navigazione (e articolo 59 del relativo regolamento), la capitaneria di Genova, con ordinanza n. 18 del 16 aprile 1968 (poi sostituita da analoga ordinanza nel 1990), "considerata la necessita' di disciplinare l'uso delle armi a bordo dei natanti per la caccia in mare" regolamentava la materia, imponendo una "domanda di autorizzazione" e varie prescrizioni inerenti la disciplina del traffico e la sicurezza della vita umana in mare. Veniva inoltre fatto obbligo di attenersi alle disposizioni della legge 27 dicembre 1977, n. 968, nonche' a quelle di "ogni altra disposizione legislativa e regolamentare emanata in proposito dallo Stato, dalla regione Liguria o da altro ente competente"; in altri termini l'autorita' marittima, assumendo come legittima la caccia in mare, interveniva per superare il divieto di detenere ed usare armi a bordo; con l'entrata in vigore della legge 11 gennaio 1992, n. 157, la situazione si e' meglio definita e al divieto di "sparare da natanti a motore in movimento", l'articolo 21, primo comma, lettera I della nuova legge sostituisce il divieto di "cacciare sparando... da natanti" e quindi senza le specificazioni "a motore" e "in movimento". Tale divieto e' sanzionato dall'articolo 30, lettera I (sanzioni penali, con l'arresto fino a 3 mesi o l'ammenda fino a lire 4 milioni) e dall'articolo 32, lettera A (misure accessorie, sospensione della licenza da 1 a 3 anni e in caso di recidiva - lettera B - revoca della licenza e divieto di rilascio di nuova licenza per un perioso di 10 anni); a seguito della lgge n. 157 del 1992, quindi, quello che era un supposto diritto (sparere da natanti con motore fermo) derivante, a contrariis, da un divieto (sparare da natanti con motore in movimento), oggi diviene un incontestabile divieto (cacciare sparando da natanti) per di piu' pesantemente sanzionato sia in sede penale che amministrativa -: se non ritenga che l'autorita' marittima non abbia piu' ragione alcuna per derogare a disposizioni del codice della navigazione consentendo l'esercizio della caccia in mare, in quanto questa - che puo' svolgersi solo da natanti - non solo non e' piu' permessa, anzi e' vietata ed il divieto e' penalmente sanzionato; se non ritenga che occorra che la provincia, da subito, rappresenti tale nuova situazione giuridica alla capitaneria, al fine di farle revocare tempestivamente ordinanze ed autorizzazioni ai sensi dell'articolo 21, primo comma, lettera I, della legge n. 157 del 1992. (4-01458)

 
Cronologia
sabato 23 maggio
  • Politica, cultura e società
    Il giudice Giovanni Falcone resta ucciso in un gravissimo attentato di mafia a Capaci, nei pressi di Palermo. Falcone già capo del pool antimafia in Sicilia e direttore degli affari penali del Ministero della giustizia perde la vita insieme alla moglie, il magistrato Francesca Morvillo e a tre uomini della scorta.

lunedì 25 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Palermo ai funerali di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta partecipano migliaia di persone e i più alti rappresentanti del mondo politico, che vengono duramente contestati dalla cittadinanza.

mercoledì 3 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Al quinto scrutinio e con 360 voti, è eletto Presidente della Camera Giorgio Napolitano.