Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01848 presentata da ROSITANI GUGLIELMO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920601
Ai Ministri del tesoro e dell'industria, commercio e artigianto. - Per conoscere i motivi che hanno determinato l'emanazione dei due decreti del 9 dicembre 1991 aventi per oggetto "Adeguamenti ai limiti a modalita' di concessione del contributo interessi per gli artigiani", decreti che, oltre a provocare preoccupanti effetti negativi, rappresentano una ulteriore conferma della volonta' del Governo di seguire una politica di vera e propria persecuzione nei confronti di una categoria (1.500.000 imprese in campo nazionale) che puo' vantare, senza dubbio alcuno, grandi meriti di ordine economico, sociale e morale a favore della comunita' nazionale; tali provvedimenti esprimono, in ordine di tempo, l'ultimo atto rispetto al taglio del 50 per cento del Fondo Nazionale dell'Artigianato, al continuo assottigliamento dei plafonds del contributo in c/interessi della Cassa per il Credito alle Imprese artigiane (Artingiancassa), alla conseguente riduzione degli stanziamenti regionali con riferimento alle previsioni contenute nei Piani Pluriennali per l'Artigianato, alla insufficienza dei fondi previsti per la nuova legge a sostegno della innovazione nelle Piccole e Medie Imprese e nell'Artigianato; in particolare detti provvedimenti producono: a) il pagamento degli interessi al tasso di riferimento (13,50 per cento) sulle somme erogate nel periodo di utilizzo (12 o 6 mesi) in quanto l'ammortamento ha inizio soltanto a pratica perfezionata, per cui vengono esclusi dal beneficio i pagamenti fatti in stato di avanzamento dei lavori; b) la riduzione della durata del riconoscimento del contributo da 10 a 7 anni per investimenti immobiliari, da 5 a 4 per investimenti in macchinari, da 3 a 2 per le scorte che significa una vera e propria decurtazione del contributo; c) l'ammissione al contributo con riserva, che rappresenta l'aspetto piu' penalizzante in quanto, con la decisione di mantenere il beneficio fino al massimo di 360 giorni, si esclude di fatto ogni possibilita' di qualsiasi vantaggio e si condanna l'interessato a pagare gli interessi al tasso di riferimento (13,50 per cento) perche', normalmente, i tempi medi entro cui viene sciolta la riserva sono decisamente superiori ai 12 mesi (nel leasing addirittura 24); nelle regioni del Centro-nord in particolare, comportano un'intollerabile aggravio per gli artigiani a causa della nota carenza di fondi: nella sola Umbria (25.000 imprese con 60.000 addetti) si hanno al 31 dicembre 1991 2.745 domande giacenti (di cui 528 di credito e 2.217 di leasing) per un importo complessivo di 150 miliardi circa con 21,5 miliardi di contributo; si tratta di pratiche senza alcuna possibilita' di essere finanziate in quanto si e' "fermi" alle richieste dei primi mesi del 1991 per le operazioni di credito, e al maggio 1990 per il leasing; se alla luce delle suddette allarmanti situazioni non si ritenga necessario e urgente revocare i due decreti in questione per restituire alle categorie artigiane il ruolo essenziale e traente per lo sviluppo sociale ed economico. (4-01848)