Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01681 presentata da GRASSO GAETANO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19920601
Ai Ministri dell'interno, per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: la giunta municipale di San Marco d'Alunzio (ME), con deliberazione n. 319 del 19 luglio 1989, ha approvato un progetto per la realizzazione di una strada di collegamento del comprensorio dei comuni di Longi-Alcara, Li Fusi-Torrenova-San Marco d'Alunzio con la strada statale 113 e Sant'Agata Militello; con deliberazione del CIPE del 3 agosto 1988, secondo Piano annuale di attuazione del programma triennale di sviluppo del Mezzogiorno, e' stato disposto il finanziamento di lire 23.000 milioni dell'opera suddetta; in pari data il CIPE ha disposto il finanziamento per la somma di lire 25.000 milioni, per la realizzazione di una strada di collegamento dei comuni di Galati Mamertino-Mirto-Longi-Frazzano'-San Marco d'Alunzio con la Messina-Parlermo anch'esso proposto dal comune di San Marco d'Alunzio; al momento del finanziamento di entrambi i progetti succitati, non erano stati conferiti i relativi incarichi di progettazione e non erano stati, ovviamente, approvati i progetti stessi dal comune in questione; l'esecuzione di queste opere non era prevista dallo strumento urbanistico del comune di San Marco d'Alunzio ne' in quello degli altri comuni interessati; l'esecuzione delle opere non era prevista nel Piano Triennale delle opere pubbliche previste dalla legge regionale n. 21 del 1985 dei rispettivi comuni; non era stata mai avviata da alcun Ente istituzionalmente competente la procedura prevista dall'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 1981, n. 65, come modificato dall'articolo 6 della legge regionale 30 aprile 1981, n. 15, che consente all'assessore regionale al territorio e all'ambiente, nel caso di opere di interesse regionale o statale, di autorizzare i relativi progetti, sentiti i consigli comunali interessati; ne' la procedura ex articolo 12 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, da parte della provincia di Messina; nonostante cio' i progetti risultano muniti delle certificazioni di conformita' agli strumenti urbanistici rilasciate dai sindaci dei comuni interessati; sulla scorta di questa falsa attestazione il CTAR nelle adunanze del 28 agosto 1989, e del 19 dicembre 1990, ha proceduto all'approvazione dei progetti stessi; tali opere sono destituite di funzionalita', in relazione alla attuale, adeguata, situazione dei collegamenti tra i predetti comuni e ad una ovvia, quanto indispensabile, valutazione tra i costi e i benefici che la loro realizzazione puo' indurre al territorio in termini di ricaduta economica; se realizzate produrranno un notevolissimo impatto ambientale per l'abuso di viadotti, gallerie e opere in genere ricadendo in un territorio dalla morfologia accidentata e caratterizzato da notevoli valenze ambientali ed archeologiche, in parte assoggettato al vincolo dalla legge n. 431 del 1985. l'esecuzione del primo lotto e' gia' stata affidata tramite licitazione privata, con un ribasso d'asta del 2 per cento all'unica impresa che ha prodotto la relativa offerta, entro il termine stabilito (10 minuti prima del termine ultimo); questi due progetti fanno parte di un piu' vasto programma di viabilita' intercomunale, da eseguirsi con fondi dell'Agenzia per la promozione dello sviluppo nel Mezzogiorno per un importo complessivo di lire 116 miliardi, del quale costituiscono un tassello, nell'ambito di un organico "disegno" di organizzazione del territorio che, fra l'altro, interessa anche aree ricadenti in riserve e parchi naturali regionali; tutto l'iter decisionale ed amministrativo che conduce alla esecuzione delle opere predette, insinua il sospetto di una gestione non trasparente del territorio e della spesa pubblica, nel momento in cui si trascurano le normali procedure che assicurerebbero il controllo democratico delle scelte attraverso le assemblee elettive; siffatte irregolari procedure sono poste in atto in un territorio dove, negli ultimi anni, si e' assistito all'accrescere, sia quantitativamente che qualitativamente, della presenza della malavita organizzata interessata al controllo delle attivita' economiche e che percio' possono obiettivamente offrire ulteriori margini di penetrazione al racket e la saldatura di interessi tra settori della politica, degli affari e della criminalita' organizzata -: se il ministro dell'interno intenda o meno disporre una immediata e rigorosa indagine al fine di accertare responsabilita' amministrative o penali a carico di persone od Enti che hanno contribuito, singolarmente o in concorso tra loro, alla attuazione dei progetti; se, atteso l'esito delle indagini, assumera' i conseguenti provvedimenti a carico degli eventuali responsabili; se il ministro per gli interventi straordinario nel Mezzogiorno in qualche modo ritenga che l'investimento di 116 miliardi per la realizzazione di viabilita' intercomunale tra centri di poche migliaia di abitanti, gia' serviti adeguatamente dalle strade esistenti, in un comprensorio caratterizzato da un atavico sottosviluppo e dalla quasi totale assenza di attivita' produttive, possa determinare un effettivo sviluppo economico e sociale delle popolazioni dei Nebrodi; se non ritenga opportuno di revocare, attraverso l'Agenzia per la promozione dello sviluppo nel Mezzogiorno, la disposizione del finanziamento del predetto programma e di indirizzare la stessa somma verso la realizzazione di infrastrutture capaci di attivare un duraturo sviluppo fondato sulle risorse della zona (recupero dei centri storici, promozione attivita' zootecniche, artigianato tipico, eccetera) e di soddisfare l'annosa penuria di servizi sociali (scuole, ospedali, reti fognarie, centri sociali); se il ministro dell'ambiente ritenga di ordinare la sospensione di quei lavori che contrastano con le norme di tutela di cui alla legge n. 431 del 1985, ed i cui progetti sono sprovvisti della necessaria valutazione d'impatto ambientale. (4-01681)