Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00058 presentata da GARAVINI ANDREA SERGIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920617

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: in Bosnia-Erzegovina, in seguito alla disgregazione della Repubblica federativa socialista di Jugoslavia, e' in corso un'aspra guerra civile che vede combattere gli uni contro gli altri croati, serbi e musulmani; i serbi e i croati della Bosnia-Erzegovina cercano di "ripulire" le proprie zone per renderle etnicamente "pure", aiutati in cio' - rispettivamente - dalla Serbia e dalla Croazia; a loro volta, i musulmani della Bosnia-Erzegovina puntano ad allargare il territorio da essi controllato, con il sostegno sempre piu' evidente della Turchia; gli Stati Uniti e la Germania, prima sono intervenute con riconoscimenti unilaterali a singole repubbliche, fuori della ricerca di un accordo generale tra i popoli e gli stati della ex Jugoslavia, e oggi, invece di agire effettivamente per la pace, manovrano essenzialmente per spartirsi nuove sfere di influenza, hanno fatto arrivare armi e mercenari, e hanno appoggiato in molti casi le forze estremiste di varie repubbliche; in particolare la Germania - la quale ha incoraggiato in ogni modo la creazione di Stati-nazione sul territorio della ex Jugoslavia - punta con tutta evidenza a creare nei Balcani un'area di influenza economica e politica tale da concretizzare rapidamente la sua rinata vocazione di potenza; altre potenze - come la Russia e gli Stati Uniti - intendono esercitare una crescente influenza nei Balcani; gli Stati Uniti, in particolare, utilizzano la crisi bosniaca e l'ONU sulla falsariga della guerra del Golfo - per riaffermare la loro leadership sulle altre potenze; su questa strada, incombe il pericolo che esploda nei Balcani una guerra di vaste dimensioni e che essa investa, come gia' e' avvenuto altre volte nella storia, aree assai piu' ampie dell'Europa e del Mediterraneo; in uno scenario come questo, le sanzioni americane deliberate formalmente dall'ONU contro la Serbia sono inidonee a porre fine alla guerra civile bosniaca che e' alimentata da molteplici cause interne e non soltanto da interventi esterni; inique perche' indirizzate contro una soltanto delle potenze coinvolte nella crisi; controproducenti perche' esse rischiano di favorire la coesione nazionalistica attorno al potere di Belgrado; strumentali perche' volte ad occultare i molteplici disegni delle grandi potenze ormai evidentemente attivi nell'area Balcanica -: se il Governo non ritenga di dover assumere una linea di coerenza tra princi'pi e pratica ad ogni livello, assumendo immediatamente iniziative coraggiose, anche autonomamente nel contesto europeo e atlantico, per riportare la pace nella ex Jugoslavia e salvare la pace per il nostro paese, esposto in prima linea in questa gravissima crisi; se non ritenga necessario perseguire con urgenza i seguenti obiettivi: 1) realizzare un "cessate il fuoco" generalizzato e scoraggiare ogni altro conflitto nelle varie aree della ex Jugoslavia; 2) bloccare immediatamente tutte le forniture di armi e di ogni forma di sostegno bellico a tutti i paesi della ex Jugoslavia indistintamente. L'ONU deve sanzionare i paesi trasgressori; 3) tutte le truppe regolari, in primo luogo quelle serbe e croate, devono ritirarsi entro i confini delle loro repubbliche precedentemente definiti nella ex Repubblica Federativa di Jugoslavia; 4) tutte le milizie irregolari devono essere disarmate sotto il controllo delle forze di pace dell'ONU; 5) garantire, anche con adeguate presenze dei caschi blu dell'ONU che cessi ogni eccidio e persecuzione nei confronti delle minoranze etniche dei vari territori; 6) condannare e contrastare tutti i nazionalismi che si scontrano nei Balcani; 7) rifiutare soluzioni sulla crisi bosniaca fondate sulla "purezza etnica"; 8) esercitare la massima pressione politica e diplomatica su tutti i contendenti per giungere al piu' presto ad una reale "cantonalizzazione" della Bosnia-Erzegovina; 9) esercitare pressioni economiche su tutte le potenze che interferiscono nella guerra civile bosniaca; 10) annullare subito le "sanzioni" della Serbia-Montenegro, escluso il blocco sulle armi che va esteso a tutte le repubbliche della ex Jugoslavia; 11) accettare e riconoscere tutti i processi di autodeterminazione dei popoli democraticamente sanciti sul territorio della ex Jugoslavia; 12) procedere subito al riconoscimento internazionale di tutte le repubbliche che ne hanno fatto richiesta con la verifica del voto popolare, essendo questa la condizione inderogabile per poter riprendere una qualsiasi trattativa di pace; 13) escludere tassativamente ed in modo esplicito ogni forma di intervento militare nei Balcani, sotto qualsiasi sigla internazionale o nazionale, e in qualunque forma venga proposto; 14) favorire la sicurezza di ogni repubblica, il pieno esercizio delle liberta' democratiche e i diritti delle minoranze, anche con adeguate autonomie, in un quadro di forme nuove di intesa e di collaborazione difficile certo da ricercare e da avviare ma essenziale per ricostruire nell'area pace e stabilita'. (2-00058)





 
Cronologia
giovedì 11 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    L'Austria riconosce formalmente che l'Italia ha adempiuto a tutti gli impegni assunti nel 1969 per garantire l'autonomia dell'Alto Adige.

mercoledì 17 giugno
  • Politica, cultura e società
    Nell'ambito dell'inchiesta Tangentopoli, Mario Chiesa e 25 imprenditori vengono rinviati a giudizio.

giovedì 18 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro conferisce a Giuliano Amato l'incarico di formare un nuovo Governo.