Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00069 presentata da LABRIOLA SILVANO (PARTITO SOCIALISTA ITALIANO) in data 19920617
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro dell'ambiente, per sapere: quale coerenza esista tra l'indirizzo politico-amministrativo del Governo in materia di tutela ambientale ed episodi come quello di cui si riportano di seguito alcune caratteristiche sintomatiche tali da suscitare non poche perplessita', fino a dubitare fortemente della organicita' e della accettabilita' della azione amministrativa in tale delicatissimo settore, e quindi da esigere un chiarimento nella sede parlamentare. 1. Da tempo e' in discussione l'ipotesi della ubicazione, in localita' Monte Niquila, sito in comune di Massarosa, nella pregiata area turistico ambientale della Versilia, di una discarica per rifiuti, come "provvisoria", destinata cioe' ad un periodo di funzionamento di un solo triennio (o di otto anni se utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani della sola citta' di Lucca e non anche della Versilia). Cio' non risulta conforme alla condizione generalmente accettata secondo la quale la vita media di tali impianti non puo' essere inferiore a venti anni. 2. Secondo le direttive definite con delibera del Comitato interministeriale di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1981, n. 915, una discarica per rifiuti solidi urbani non puo' essere collocata al di sotto di un determinata distanza di sicurezza da sorgenti destinate ad uso civile: l'ubicazione di Monte Niquila si trova ad una distanza inferiore a tali valori minimi con riferimento alle sorgenti del Paduletto, utilizzate da Pisa e da Livorno, le quali si trovano in connessione idraulica con l'area interessata, e inoltre tale inconveniente si riproduce anche per pozzi recentemente aperti in una contrada viciniore che sono utilizzati per l'approvvigionamento idrico di una frazione del comune di Massarosa. Ma nemmeno risulta rispettata la distanza di sicurezza dell'alveo di piena del lago di Massaciuccoli. 3. Il comune di Lucca, in previsione di questo progetto, ha nominato una commissione per la verifica delle condizioni di fattibilita', con una convenzione palesemente inquinata da una norma, che per comprensibili motivi di buona amministrazione non dovrebbe mai essere inserita in un simile atto, secondo cui in caso di fattibilita' della discarica, ai membri della commissione sarebbe poi affidato l'incarico della progettazione esecutiva dell'impianto. L'inserimento di tale clausola, assai imprudentemente trascurato in sede di controllo di legittimita', getta un'ombra di sospetto sui risultati, peraltro nemmeno condivisi dall'intera commissione, che sono stati favorevoli alla fattibilita'. Come si e' ricordato, alcuni membri della commissione hanno dissentito, ed hanno redatto una relazione di minoranza, di cui pero' ufficialmente non si fa menzione; si aggiunga che la commissione stessa ha lavorato tra contrasti assai vivaci, dei quali sarebbe il caso che il Governo si dotasse di un rapporto completo e veritiero. 4. In seguito ad un ricorso per accertamento tecnico preventivo proposto da un privato contro il progetto di discarica, il tribunale di Lucca ha nominato un tecnico d'ufficio nella persona del professor Sandro Nosengo, docente di geologia applicata e geologia ambientale presso l'Universita' di Genova. Nella relazione del Predetto docente, la cui lettura e' assai istruttiva per quanto riguarda la migliore intelligenza dell'intera vicenda, si ravvisa la assoluta carenza di accertamenti riguardo alle condizioni idro-geologiche ed ambientali, una rassegna assai preoccupata dei profili relativi al rispetto dei vincoli formali e normativi e infine, secondo le conclusioni, si afferma che: "... le condizioni del sito definiscono un'area parzialmente degradata che si inserisce in un contesto idrogeologico ed ambientale di elevato pregio, caratterizzato pero' da equilibri assai fragili stanti anche le modificazioni pregresse indotte dalla ... attivita' estrattiva di Monte Niquila e di altre cave, da porsi in relazione anche all'importanza dell'estesa falda freatica della piana del lago di Massaciuccoli avente rilevanza sovraccomunale. La destinazione a discarica di rifiuti solidi urbani, per ammettendo che vengano adottate tutte le cautele del caso, da' adito a rischi che potrebbero essere meglio sopportati da altri siti di minor pregio ambientale, con caratteristiche idrogeologiche meno delicate e quindi meno vulnerabili". 5. La regione Toscana ha a suo tempo trasmesso, con nota dell'assessore all'ambiente pro-tempore Marcucci, il parere del Comitato tecnico regionale, reso a norma della legge n. 65 del 1984, in cui si sottolinea la prioritaria necessita' dello sviluppo di un programma di indagini idrogeologiche-isotopiche che comprenda le acque di diversi acquiferi dell'area. Cio' non e' stato fatto, anzi risulta come dal parere precedentemente esposto del professor Nosengo specificamente carente. Appare inoltre istruttiva una comunicazione preoccupata e scettica dei risultati della commissione di studio per la fattibilite' da parte del sindaco di Vecchiano, comune fruitore di approvvigionamento idrico della zona: le preoccupazioni del sindaco di Vecchiano contenute in una lettera informale al Presidente della regione sono aggravate dal rapporto scientifico interno riservato dell'istituto Internazionale per le ricerche geotermiche del Consiglio nazionale delle ricerche sulla specifica questione. 6. E' notevole la risposta data dall'amministrazione comunale di Massarosa al Capo dell'ufficio legislativo del Ministero dell'ambiente, per la istruttoria della interrogazione parlamentare rivolta dal senatore Boggio nella X legislatura (n. 4-07559), a cui non ha fatto seguito risposta del Governo (probabilmente per lo scioglimento delle Camere), nella quale la civica amministrazione conviene sulle critiche contenute nell'atto ispettivo, ricorda le inutili e ripetute sollecitazioni di varie amministrazioni comunali al Ministero dell'ambiente per bloccare l'iniziativa della discarica, con un richiamo anche a pareri tecnico-scientifici di alto profilo ed inoltre, come afferma testualmente la nota del sindaco di Massarosa, si trasmette al Ministro la pressante sollecitazione dell'amministrazione comunale di considerare tutti i provvedimenti normativi certamente ostativi all'impianto quali il vincolo idrogeologico, la tutela delle bellezze naturali, la tutela delle zone di particolare interesse ambientale, il sistema delle aree protette in Toscana, le norme di sicurezza antincendio reclamate dalla presenza di un metanodotto di prima categoria, la pertinenza dell'area al parco naturale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli ed altri ancora: sollecitazione pressante, ma resa vana da un assoluto silenzio del Ministero. 7. I tecnici dissenzienti, posti in minoranza nella commissione per la fattibilita', hanno stilato una relazione integrativa della relazione di minoranza che conclude in senso negativo riguardo al progetto e che si ha motivo di ritenere non sia mai pervenuta all'attenzione personale del Ministro dell'ambiente; ne' gli argomenti in essa contenuti sono stati considerati nel dovuto modo nel momento in cui la Conferenza di cui all'articolo 3-bis della legge n. 441 del 1987, presieduta dall'assessore regionale pro-tempore Franceschini, ha dato parere favorevole con alcune prescrizioni in data 29 ottobre 1990. 8. Ad ulteriore illustrazione della singolarita' della complessa procedura che ha segnato l'intera vicenda e' da considerare la nota della Sovrintendente per i beni culturali e ambientali di Pisa in data 1^ dicembre 1990 con la quale si richiama il decreto ministeriale 3 luglio 1975 in Gazzetta Ufficiale n. 203 del 31 luglio 1975 che contiene la dichiarazione di notevole interesse pubblico di una zona nei comuni di Lucca e Massarosa che comprende la localita' scelta per la discarica. E, prosegue la nota della sovrintendente, si rileva l'esistenza di un contrasto di fondo fra le motivazioni della salvaguardia dei valori paesaggistici contenuti nel decreto riportato e la prevista discarica, concludendosi quindi con un "preventivo parere di merito negativo": non e' dato conoscere se vi e' stato un mutamento di giudizio di tale organo e quali ragioni ne abbiano eventualmente provocato il ripensamento. 9. Finalmente, dopo l'informale ed amichevole carteggio tra il sindaco di Vecchiano, il Presidente pro-tempore della regione Toscana Marcucci, e le successive decisioni della commissione presieduta dall'assessore pro-tempore Franceschini, il consiglio comunale di Vecchiano ha deliberato all'unanimita' in data 14 maggio 1992 di chiedere alla regione Toscana l'annullamento del parere favorevole sulla fattibilita' della discarica di Monte Niquila, dal momento che la relazione di verifica di fattibilita' precedentemente stilata, risulta erronea nei suoi presupposti; nel sollecitare i necessari chiarimenti da parte del Governo, quale parte effettiva abbiano avuto componenti e uffici dell'amministrazione dello Stato nell'intera vicenda, che ha visto mutevoli atteggiamenti di alcune amministrazioni locali ed un'evidente continua pressione rivolta a far superare contrarieta', ostacoli e contraddizioni normative e tecniche e, infine, in rapporto a tutto questo quali provvedimenti intenda adottare vista la gravita' degli episodi (e l'urgenza di porvi rimedio), che sono tali da legittimare ed anzi obbligare l'azione del Governo sia pure in carica solo per l'ordinaria amministrazione. (2-00069)