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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02078 presentata da CONCA GIORGIO (LEGA NORD) in data 19920617

Al Ministro dall'ambiente. - Per sapere - premesso: che vi e' stata una autorizzazione della regione Lombardia alla realizzazione di una discarica di rifiuti solidi urbani in territorio di Corte Madama comune di Castelleone (CR) in ottemperanza della legge regionale n. 42 del 1989; che l'interrogante gia' in ambito regionale interrogava inutilmente la giunta senza ottenere risposta, in ordine a mai precisate relazioni tecniche contrastanti tra di loro sull'aspetto idrogeologico del terreno; che per volonta' politica si e' giunti alla ammissibilita' del sito in un primo momento dichiarato inidoneo, aumentando lavori di consolidamento del territorio con riporti abnormi di terra costantemente sommersi dalla falda freatica; che comunque dall'inizio dei lavori si sono create situazioni di grossa contrapposizione tra la popolazione residente e la ditta costruttrice, tali da non garantire l'incolumita' fisica degli operatori; che a tutt'oggi nonostante leggi precise in merito non esiste a conoscenza degli organi di controllo provinciali e regionali un progetto di riassetto territoriale e di impatto ambientale -: se non ritenga, anche alla luce della relazione tecnica e degli studi idrogeologici che l'interrogante si riserva di trasmettere al Ministero, di dover intervenire per sospendere i lavori, imponendo altresi' alla provincia di Cremona di accelerare gli studi per la individuazione di siti idonei di discariche di rifiuti solidi urbani sul territorio cremonese. (4-02078)

Si precisa in via preliminare che lo smaltimento dei rifiuti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 915/82 e delle leggi 441/87 e 475/88 e' di competenza delle amministrazioni regionali e provinciali e che il Ministero dell'ambiente ha funzioni di indirizzo e coordinamento con poteri di intervento esclusivamente subordinati, in via sostitutiva, alle eventuali inadempienze o alle scelte manifestamente contrarie alla tutela ambientale da parte delle amministrazioni suddette. Si precisa inoltre che ai sensi dell'articolo 1 punto c) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 377 del 10 agosto 1988 i progetti di discariche sono sottoposti alla procedura VIA di questo Ministero ai sensi della legge 8 luglio 1987, n. 349 solo se trattano rifiuti tussici e nocivi. Con riferimento all'interrogazione parlamentare indicata in oggetto, dalle informazioni avute dalla prefettura di Cremona e' risultato che la regione Lombardia con delibera V/5258 del 5 febbraio 1991, ha affidato in concessione di costruzione e gestione al consorzio delle imprese EMIT-EMAS-HADEP-LAINERTI, denominato consorzio Castellone l'impianto di smaltimento per rifiuti solidi urbani ed assimilabili nel comune di Castelleone. Detto consorzio ha previsto per la realizzazione dell'impianto un preventivo di spesa di 13 miliardi di lire lievitata di altri 5 o 6 miliardi in via definitiva. L'impianto dispone di avanzati sistemi di controllo; infatti sono stati costruiti intorno alla discarica 5 pozzi piezometrici che permettono ad apposite sonde di pescare l'acqua delle falde sottostanti per poi analizzarla; intorno alla base della discarica sono state aperte, internamente, delle bocche canalizzate per raccogliere lo scolo dei rifiuti e convogliarlo in appositi contenitori. I controlli, come risulta dagli accordi, vengono effettuati dal gestore dell'impianto sul materiale conferito, da tecnici dell'amministrazione provinciale oltre che sul materiale conferito anche su tutti gli atti contabili; sulla qualita' delle acque superficiali (rivo Retorto) e quelle sotterranee (freatiche ed artesiane) mediante il rilevamento dello stato iniziale e campionamenti successivi, controlli che iniziati nel mese di maggio 1991 sono proseguiti costantemente. In merito alle tipologie di rifiuto e' stato evidenziato che non possono essere diversamento definite poiche' l'impianto e' stato autorizzato esclusivamente per rifiuti solidi urbani e rifiuti assimilabili agli urbani come indicati dalla vigente normativa. Per quanto attiene la durata della discarica, si rileva che l'arco temporale di esercizio dipende esclusivamente dal bacino di utenza definito nella delibera regionale per l'intera provincia di Cremona. Con tale utenza, visti i quantitativi prodotti, si prevede una durata di circa due anni. Tenuto conto che il presidente della giunta regionale puo' emettere ordinanza di conferimento all'impianto di rifiuti provenienti da altri bacini si evidenzia, in proposito, che a questa eventualita', a tutt'oggi non prevedibile, corrisponderebbe una diminuzione proporzionale della durata di esercizio dell'impianto. Riguardo al piano cave della provincia si rappresenta che il medesimo e' stato inviato, nel 1989, alla regione Lombardia, la quale - non ha ancora proceduto all'approvazione del medesimo, come previsto dalla legge regionale 18/92. Su iniziativa regionale sono stati inseriti, nello schema di delibera consiliare approvante il piano provinciale, dei poli estrattivi non previsti all'origine; tra questi anche un polo nei pressi della discarica, nei fondi situati lungo il lato opposto, rispetto all'impianto, del rivo Retorto. La locale amministrazione provinciale ha piu' volte ribadito il parere negativo su questa previsione, peraltro mai ufficializzata dalla regione, non essendo stata ancora approvata dal consiglio. Questa ipotesi di polo estrattivo, essendo prevista al di la' del rivo Retorto, non potrebbe comunque ospitare, una volta esaurito il materiale da cavare, un ampliamento della discarica. In merito ai prefigurabili danni o pericoli per la salute, l'incolumita', il benessere della collettivita' e dei singoli che potrebbero essere arrecati dalla gestione dell'impianto in parola, e' stato evidenziato che i controlli, definiti nella delibera della giunta regionale nonche' dalla normativa vigente, si rivelano in grado di costituire un'efficace forma di garanzia. In particolare i controlli per conto della regione Lombardia, quale ente concedente, vengono effettuati attraverso l'operato di tre specialisti esperti incaricati dalla regione stessa. L'amministrazione provinciale si avvale di personale tecnico interno, nonche' di specialisti incaricati che hanno effettuato puntuali controlli sulla costruzione dell'opera. Il Ministro dell'ambiente: Ripa di Meana.



 
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  • Politica estera ed eventi internazionali
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