Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02164 presentata da ORLANDO LEOLUCA (MOVIMENTO DEMOCRATICO RETE) in data 19920617
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: lo scorso 4 giugno la guardia di finanza ha arrestato Filippo Butera, consigliere DC dell'Assemblea regionale siciliana nonche' membro della Commissione regionale antimafia, con l'accusa di essersi procacciato illecitamente voti pagando soldi e promettendo in cambio di favori ai boss di Niscemi (CL) Vincenzo Russo e Salvatore Campione, dediti al traffico di armi e stupefacenti; l'episodio, ultimo in ordine di tempo per cio' che riguarda il territorio di Niscemi, mette in rilievo il grado di inquinamento del voto, indice di una forte compenetrazione mafiosa che sicuramente non si ferma al singolo episodio ma coinvolge tutti i livelli istituzionali, non ultimo quello amministrativo locale; minacce, attentati e intimidazioni sono stati indirizzati nei confronti di due assessori comunali e di alcuni protagonisti della vita politica locale; per affermazione di uno dei due assessori, dimessosi in seguito all'ennesimo atto intimidatorio subito, all'interno del Consiglio comunale ci sarebbe "un partito trasversale scaturito da forze non sane della vita politica niscemese", e nel comune "un funzionario che volutamente rallenta il corso della vita amministrativa"; la vita amministrativa del comune e' stata caratterizzata dalla totale disapplicazione della legge regionale n. 9 del 1986 e legge regionale n. 10 del 1990 sulla trasparenza, prova ne e' la convocazione e l'aggiornamento di consigli comunali in ore prevalentemente notturne e in assenza dell'opposizione e la mancata autorizzazione a concedere la visione degli atti; a capo della Amministrazione per tre anni e' stato il consigliere comunale democristiano Paolo Rizzo, cognato di tale Giancarlo Giugno, a sua volta ex consigliere democristiano accusato nel 1984 di associazione a delinquere di stampo mafioso e condannato in seguito per favoreggiamento nei confronti di un super latitante gelese dedito allo spaccio internazionale di stupefacenti ed allora in possesso di una carta d'identita' falsamente intestata ad un noto professionista niscemese e rilasciata dal comune di Niscemi; nello stesso periodo la Giunta affidava l'incarico di legale del comune ad un avvocato (suocero di un Consigliere comunale) che per due anni ha ricoperto, contemporaneamente, il ruolo di Vicepretore facente funzioni pretorile, con evidente incompatibilita' di mansioni all'atto del giudizio e della difesa di amministratori comunali; numerosi atti prodotti dalla Amministrazione comunale di Niscemi sono oggetto di indagine da parte della Guardia di finanza e di tre funzionari dell'Alto Commissariato per la lotta alla mafia; e' stato depositato agli atti della Commissione regionale antimafia un dossier riguardante il caso "Niscemi" sul quale anche si attende riscontro; molti consiglieri comunali stanno rimettendo il mandato ricevuto dai cittadini, denunciando la sussistenza di gravi motivi di "invivibilita' democratica" e palesando l'intenzione di voler evitare uno scioglimento d'imperio del Consiglio con conseguente commissariamento -: se non ritenga che si siano determinate le condizioni per avviare le procedure di scioglimento del Consiglio comunale di Niscemi. (4-02164)
In applicazione alla procedura prevista dall'articolo 15-bis della legge 19 marzo 1990, n. 55, il consiglio comunale di Niscemi, dopo essere stato sospeso dal prefetto di Caltanissetta in data 10 luglio 1992, e' stato sciolto con decreto del Presidente della Repubblica del successivo 18 luglio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 171 del 22 luglio 1992. Nella relazione allegata al decreto presidenziale, e pubblicata di seguito allo stesso, sono illustrate le motivazioni del provvedimento. Il Ministro dell'interno: Mancino.