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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02155 presentata da PATUELLI ANTONIO (PARTITO LIBERALE ITALIANO) in data 19920617

Ai Ministri dell'agricoltura e foreste e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere: premesso che la legge 19 dicembre 1983, n. 700 (norme per il risanamento, la ristrutturazione e lo sviluppo del settore bieticolo saccarifero) prevede la costituzione di una societa' per azioni "Risanamento industria bieticola saccarifera, RIBS" a capitale pubblico, con sede in Roma; sottolineato inoltre che all'articolo 2, comma 2, detta legge dispone che la "RIBS Spa" ha per oggetto l'intervento nel settore bieticolo-saccarifero, secondo le direttive del CIPE, al fine di promuovere la riorganizzazione e il risanamento produttivo e commerciale; rilevato altresi' che all'articolo 3, comma 1, di detta legge si prevede che "gli interventi della "RIBS Spa" debbano esaurirsi nel termine massimo di 5 anni dall'attuazione dei singoli piani specifici di cui al precedente articolo 1" -: se risponda a verita' che la "RIBS Spa" a distanza di ben nove anni dalla nascita, quando cioe' il suo ruolo dovrebbe essersi concluso, intraprendera' la "strada nuova" di promuovere e finanziare attivita' sostitutive della barbabietola da zucchero in alcune aree meridionali, dove gli zuccherifici dovrebbero essere tra breve chiusi. Ci si riferisce, in particolare, agli zuccherifici di Policoro (Matera), gestito dal COREBS (Consorzio Cooperativo aderente all'Unione Cooperative Basilicata) e di Rignano Garganico (Foggia) -: in proposito, se risponda a verita' che il Ministero dell'agricoltura ha preparato un piano di estensione della coltura del pomodoro nelle aree bieticole suddette e di creazione di due nuovi grandi impianti di trasformazione industriale. Questi dovrebbero essere gestiti dalla CORAC (dell'Unione Cooperative della Basilicata) che gia' gestisce un impianto di trasformazione a Lavello, dal COREBS, altra cooperativa di cui gia' si e' detto, dalla Fi.Svi. Spa (finanziaria del Movimento cooperativo sempre della Basilicata), da altre cooperative ancora, sempre della zona, e, naturalmente, della "RIBS". Cosi' sembra che debba essere costituita una societa' per azioni, la "SPAI", con capitale iniziale di 200 milioni. In seguito, il capitale sociale dovrebbe assestarsi nel seguente modo: il CORAC apporterebbe l'impianto di Lavello, del valore di 35 miliardi, che tuttavia ha debiti per 15 miliardi a medio e lungo termine, sicche' l'apporto netto sarebbe di 20 miliardi. COREBS e altre cooperative verserebbero 25 miliardi di lire (benche' COREBS esca dal fallimento di Policoro), "Fi.Svi. Spa" darebbe 1 miliardo e la "RIBS" altri 25 miliardi, per un totale di 71 miliardi, di cui 51 versati, ma solo 36 liquidi perche' 15 coprirebbero i debiti dell'impianto di Lavello del CORAC). Dopodiche', "SPAI Spa" costruirebbe due nuovi impianti da 80.000 tonnellate ciascuno, spendendo 110 miliardi in tutto. Di questo denaro, nelle casse della societa' vi sarebbero 36 miliardi di lire. Resterebbero da coprire 74 miliardi, ricorrendo ad un contributo a fondo perduto del Ministero dell'agricoltura (legge n. 201 del 1991) di 25 miliardi, di un mutuo "RIBS" di 10 miliardi e di altri 24 miliardi che si potrebbero ottenere dalla legge n. 64 del 1986. Per fare 110 miliardi mancherebbero dal conteggio 15 miliardi, a meno che la "SPAI" non vorra' dare inizio alla sua attivita' con un carico di mutui a medio e lungo termine pari a quelli accumulati dal CORAC. La garanzia per la "RIBS", relativamente al riscatto del capitale (in 15 anni) e sul pagamento del mutuo sarebbe offerta dalla "Fi.Svi. Spa" (che avrebbe un capitale sociale di 50 miliardi) socio della stessa SPAI, con un intreccio quanto mai singolare. Sottolineato che il pomodoro e' materia povera (di basso valore unitario), per cui sarebbe logico pensare che la produzione della Puglia venisse trasformata in loco ove peraltro per il "pelato" la mancanza di un gruppo industriale ben strutturato impedisce una adeguata qualificazione del prodotto, la creazione di una adeguata qualificazione del prodotto, la creazione di una grande industria, come e' quella che dovrebbe sorgere con la SPAI correrebbe enormi rischi per i seguenti motivi: 1) il mercato del pomodoro e' saturo e in grave crisi gia' ora. L'arrivo di altri 5-7 milioni di quintali di pomodori (10-12.000 ettari a bietole da convertire), l'8 per cento in piu' di trasformato industriale, puo' scuotere ulteriormente il comparto; 2) la concorrenza esercitata dai piccoli impianti esistenti e' terribile, perche' lavorano a bassissimi costi; 3) la regolamentazione CEE da quest'anno e' cambiata (non esiste piu' una quota nazionale), con conseguenze di abbassamento inevitabile del premio di trasformazione. Se la "SPAI" nascesse bene, con forti capacita' e mezzi propri, varrebbe la pena correre tanti rischi. Ma essa sembra nascere con 84 miliardi di mezzi pubblici, perche' 25 miliardi piu' 10 miliardi li darebbe la "RIBS" (mezzi del Ministero dell'agricoltura), 25 miliardi li regalerebbe il Ministero dell'agricoltura, 24 miliardi li darebbe la legge 64. Dei mezzi che le servirebbero per l'investimento, solo 51 miliardi (i 25 del Ministero dell'agricoltura e, si spera, i 26 delle Cooperative COREBS e altre, posto che non siano presi in prestito da Banche), non dovrebbero essere restituiti, 74 miliardi invece dovrebbero essere restituiti e su una parte di questi correrebbero interessi; sottolineando il grave pericolo di naufragio dell'iniziativa, sia per le cooperative, ma soprattutto per lo Stato, se il rischio sia stato opportunamente valutato, se forze imprenditoriali piu' robuste siano state interpellate, se - infine - non si ritenga che in questo modo la "RIBS", che doveva concludere presto il suo ciclo, non stia diventando uno strumento di intervento permanente ed illimitato e, pur restando minoritaria, orchestri il costituirsi di societa' che pur essendo finanziate quasi completamente dallo Stato, tuttavia sfuggono alle normali vie delle partecipazioni statali. (4-02155)

 
Cronologia
giovedì 11 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    L'Austria riconosce formalmente che l'Italia ha adempiuto a tutti gli impegni assunti nel 1969 per garantire l'autonomia dell'Alto Adige.

mercoledì 17 giugno
  • Politica, cultura e società
    Nell'ambito dell'inchiesta Tangentopoli, Mario Chiesa e 25 imprenditori vengono rinviati a giudizio.

giovedì 18 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro conferisce a Giuliano Amato l'incarico di formare un nuovo Governo.