Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02158 presentata da BOLOGNESI MARIDA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920617
Al Ministro della marina mercantile. - Per sapere - premesso che: nel porto di Genova, nelle prossime settimane, saranno operative alcune delle concessioni rilasciate dal Cap a gruppi privati; in particolare l'armatore Bruno Musso, Presidente della Tarros, ha annunciato di voler effettuare le operazioni di imbarco e sbarco con proprio personale, rifiutando a priori di utilizzare, per dette attivita', la Culmv; tale intenzione e' manifestata utilizzando due recenti sentenze delle preture di La Spezia e di Marina di Massa che riconoscono tale possibilita', mentre va rilevato che a Genova il Cap impedisce alla Culmv, facendo riferimento alle norme sugli esodi, di ottemperare ad una sentenza pretorile del 21 febbraio 1992 che impone alla Compagnia Unica, peraltro disponibile, l'assunzione degli ex lavoratori della ditta Gavoglio; nel quadro della profonda trasformazione del porto, la Culmv ha proposto l'unificazione delle forze del lavoro operanti nell'ambito portuale, oggi divise tra la Culmv, il Cap e le compagnie Pietro Chiesa e dei lavoratori del ramo industriale, in un unico soggetto imprenditoriale in grado di garantire a costi certi e competitivi una gamma completa di servizi alle navi ed alle merci che transitano nello scalo genovese; rispetto a questa proposta il Cap tiene un atteggiamento di chiusura e, piu' in generale, nei confronti della Culmv vengono ostentate posizioni di ostilita' che appaiono pregiudiziali e di carattere politico, quando non sconfinano nell'aperta provocazione, come risulta anche dalle recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa locale dall'armatore Musso, che accusa i portuali di atteggiamenti mafiosi e fascisti; al contrario la Culmv ha recentemente e pubblicamente confermato la volonta' di addivenire ad accordi, attraverso una trattativa, che evitino l'acuirsi della conflittualita' e soddisfino gli interessi e le esigenze di tutte le parti coinvolte nella trasformazione dello scalo, che avviene in mancanza di un quadro legislativo preciso ed adeguato e sta prefigurando, attraverso una pluralita' di concessioni di terminal in esclusivita' a gruppi privati, la formazione di un sistema di monopoli; la Culmv e' garante di un patrimonio di professionalita' da piu' parti riconosciuto e di una funzione sociale del lavoro, di garanzia di tutela dei diritti e della salute dei lavoratori, proveniente dalla lunga esperienza di autogestione del lavoro; il porto commerciale rischia oggettivamente di conoscere, attraverso la frammentazione delle forme imprenditoriali dotate di proprie maestranze, il fenomeno del lavoro nero e della violazione delle norme di sicurezza e tutela degli ambienti di lavoro che gia' caratterizza il comparto portuale delle ripartizioni navali -: quali iniziative intenda assumere per evitare nuovi conflitti nel porto di Genova; in particolare se non ritenga di adoperarsi per valorizzare al meglio il patrimonio di competenze e di garanzie per il lavoro rappresentato dalla Culmv, contrastando la volonta' discriminatoria e di attacco ai lavoratori manifestata da settori armatoriali, richiamando, nel contempo, il Cap a svolgere un ruolo piu' confacente alle esigenze di tutela degli interessi pubblici e sociali rappresentati dal porto di Genova. (4-02158)