Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00086 presentata da TREMAGLIA PIERANTONIO MIRKO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920624
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: la vocazione del Movimento sociale italiano per la costruzione dell'Europa ha trovato coerente iniziativa nella votazione di tutti gli strumenti europeistici, dal Trattato di Roma allo SME, superando posizioni del tutto insufficienti, ma ricercando uno sviluppo per poter ottenere una funzione e un ruolo europeo in un nuovo ordine che sino ad oggi e' mancato. Il Movimento sociale italiano ha sempre auspicato una Comunita' Europea pilota della integrazione e delle necessarie aggregazioni, rafforzando i legami interni, attraverso il completamento del Mercato Unico e dell'Unione economica e monetaria; ha richiesto revisioni istituzionali per poteri piu' incisivi alla Commissione Esecutiva e al Parlamento Europeo e una proiezione politica diversa in correlazione alle mutate condizioni dell'Europa orientale e alle nuove strategie. Ricordando sempre che il traguardo della unione politica deve raggiungersi attraverso una confederazione delle Nazioni europee, perche' mai come oggi le vicende del nostro Continente passano attraverso il rispetto e la esaltazione della Storia, delle tradizioni e delle nazionalita', cosi' come attraverso il coordinamento degli interessi economici, sociali e finanziari dei singoli Paesi europei. L'attuazione di tali finalita' si persegue tenendo conto dei nuovi confini, delle nuove realta' e delle aspirazioni di tutti i popoli nel rivedere i Trattati a loro imposti e recuperare la propria sovranita' e indipendenza, in modo da giungere agli appuntamenti definitivi europei nelle condizioni di parita'; riconfermando l'indispensabile quadro della Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa; insistendo nella validita' delle gia' sperimentate forme di associazioni regionali con convenzioni speciali e per iniziative tra i Paesi dell'Europa occidentale e i Paesi dell'Europa centro-orientale. Sempre sul piano istituzionale, il Movimento sociale italiano ha posto il problema di rivedere i poteri legislativi e di controllo della Commissione esecutiva e del Parlamento europeo in una riforma delle istituzioni comunitarie che deve essere capace di interpretare le trasformazioni in atto, per uno sviluppo giusto ed equilibrato del mercato interno e della unione economica e monetaria, con particolare attenzione al quadro sociale. Il Movimento sociale italiano ha altresi' prospettato un memorandum contenente strategie e iniziative per attuare la volonta' espressa dai cittadini italiani, attraverso il referendum di indirizzo, anche per una comune politica estera europea, per introdurre il voto di maggioranza nelle elezioni del Presidente del Consiglio, per prevedere una intesa associativa con i Paesi dell'EFTA, per fissare i principi al fine di realizzare uno spazio giuridico europeo, basato sulla democrazia rappresentativa e partecipativa, cosi' come sul riconoscimento delle identita' nazionali, con forme piu' intense di collaborazione culturale, economica e scientifica e per valorizzare, in questo quadro, il Consiglio d'Europa e l'UEO, anche per ripristinare una vera Comunita' europea della difesa. Questi, per accenni, sono stati gli inviti e le prese di posizione del Movimento sociale italiano, che costituiscono una premessa indispensabile per evidenziare i problemi, molto complessi, che abbiamo prima di giungere alla ratifica da parte italiana del Trattato di Maastricht; cosicche' gli interpellanti intendono porre alcuni punti di riflessione e alcune domande al Governo italiano sulla linea che intende perseguire per poter raggiungere l'obiettivo dell'Europa Unita -: 1) poiche' l'Italia e' stata piu' volte denunciata e condannata dalla Comunita' europea di fronte all'immenso debito pubblico, e' stata altresi' ritenuta, da una inchiesta del Parlamento Europeo "culla del crimine", e la Comunita' ha posto un ultimatum all'Italia, quali siano i provvedimenti di fondo che l'Italia intende prendere per porsi sullo stesso piano con gli altri Paesi europei. Questa situazione danneggia pesantemente il popolo italiano, conduce a delle gravi responsabilita' del Governo ed incide su quello che e' l'avvenire stesso della Nazione italiana nel confronto con gli altri popoli europei. Sempre per colpa del Governo giungiamo assolutamente impreparati a questo appuntamento europeo; 2) quali siano le riforme ed il rinnovamento istituzionale che il Governo italiano intende proporre al sistema partitocratico per poter rendere la Nazione italiana pronta, con una partecipazione diretta delle categorie, ad affrontare, sullo stesso piano delle altre Nazioni, i grandi problemi che vengono posti dal Trattato di Maastricht; 3) se questioni di emergenza facciano sorgere problemi non risolti e che colpiscono gli interessi degli italiani. Gli interpellanti desiderano una risposta dal Governo: ai problemi della riforma agricola comunitaria, per il sacrificio denunciato di 800.000 aziende agricole su un totale di un milione di imprese; ai problemi della integrazione economica, con riferimento ai sacrifici che riguardano i lavoratori. In particolare per l'occupazione vi e' da valutare quanto si va creando ai confini degli Stati membri per le nuove realta' economiche e regionali che "saltano" le frontiere degli stessi Stati, raccomandando ai Governi nazionali di evitare che tali trasversalita' regionali degradino in un disfacimento territoriale nazionale; ai problemi della cittadinanza europea e quella dell'accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive; la fase dell'integrale trasferimento della sovranita' monetaria e la prevista creazione di un unico istituto di emissione porta ad una conseguente sottrazione ai Governi nazionali di gran parte degli strumenti classici della moneta e dell'economia; ai rischi di incontrollabilita' sulle decisioni che dovrebbe prendere la Banca Centrale Europea, tali da poter creare una oligarchia finanziaria europea, le cui decisioni non passino all'indispensabile vaglio di un controllo politico e popolare. Gli interpellanti chiedono altresi' al Governo di rispondere su un punto fondamentale, che e' quello della devoluzione di competenze, dal piano nazionale a quello europeo, in settori basilari, quali la moneta, la sicurezza interna, la politica estera e la difesa. Chiedono che vi sia una riflessione e una risposta sulle domande che sono state precedentemente poste: e cioe' se il Governo ritenga che vi debba essere una revisione costituzionale prima della ratifica, per salvaguardare la nostra identita' e sovranita' nazionale; deve altresi' dire il Governo se, dopo la bocciatura del Trattato di Maastricht decisa dal referendum in Danimarca, si possa continuare il percorso a 11, ricercando soluzioni nuove ed adeguate, o se occorra rinegoziare il Trattato. Gli interpellanti chiedono infine se non sia indispensabile, come essi ritengono e chiedono, di fronte alla prospettiva di eventi cosi' importanti che decidono sul nostro futuro, quali il Trattato di Maastricht, indire un referendum popolare di consultazione per far si' che al momento della ratifica il Governo abbia il parere e l'indirizzo che proviene dal popolo sovrano. (2-00086)