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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00095 presentata da PANNELLA MARCO (FEDER. EUROPEO PR) in data 19920624

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: 1) il procuratore Capo, presso il tribunale dell'Aquila, dottor Mario Ratiglia, ha aperto procedimento penale nei confronti di Rossi Dante (rappresentante della ALOSA Spa - Astaldi e Lodigiani -); Irti Francesco (rappresentante della Irti Iniseo Spa); Lombardi Enzo (all'epoca sindaco dell'Aquila) e altri sei, componenti all'epoca della Giunta municipale dell'Aquila per: a) il reato previsto e punito dagli articoli 110, 112 n. 1, 81 capoverso 324 del codice di procedura penale per avere, in concorso tra loro, essendo in numero superiore a cinque, con piu' azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, i primi due nella rispettiva qualita' di rappresentanti della Spa ALOSA e della Spa Iniseo Irti, gia' di fatto associate e, successivamente, costituitesi, anche formalmente, in raggruppamento di imprese; il terzo nella qualita' di sindaco del comune dell'Aquila e gli altri nella qualita' di componenti della giunta municipale dell'Aquila, per interesse privato nell'iter procedimentale relativo alla concessione per la costruzione e gestione di un parcheggio in localita' Collemaggio dell'Aquila, assentita con deliberazione della GM 933 del 15 maggio 1986, con gli atti e comportamenti che seguono:"; b) "il reato previsto e punito dagli articoli 81 capoverso 110, 112 n. 1, 61 n. 9, 640 comma 2 n. 1 del codice di procedura penale per avere, in concorso fra loro, nelle qualita' indicate, con piu' azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, essendo in numero superiore a cinque e agendo in violazione ai doveri della pubblica funzione rivestita, al fine di sottrarre la costruzione del parcheggio alla disciplina della legge 554 del 1977, con l'artificio di mascherare, prima, la richiesta di concessione presentata dalle due Spa come richiesta di concessione della costruzione e gestione del parcheggio e simulando, poi, una parvenza di gara con altre imprese, tratto in inganno il comune dell'Aquila e gli Enti pubblici finanziatori"; il tutto avveniva nel mese di maggio 1986; con sentenza istruttoria del 4 giugno 1990 il giudice istruttore dottor Romolo Como dichiara "non doversi procedere nei confronti dei suddetti imputati in ordine alla imputazione di cui al secondo punto per essere il reato estinto per intervenuta amnistia e, in ordine all'imputazione di cui al punto primo, perche' il fatto non e' piu' previsto dalla legge come reato."; nella sentenza si legge: "... intervenivano il provvedimento di clemenza di cui al decreto del Presidente della Repubblica 75 del 12 aprile 1990 e la legge n. 86 del 26 aprile 1990, contenente modifiche ai reati commessi da pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione. Alla luce di queste norme. Il PM concludeva chiedendo la immediata declaratoria di proscioglimento per estinzione del reato in virtu' di amnistia per l'ipotesi di truffa e con la formula piena per l'ipotesi di interesse privato in atti di ufficio. Le motivate osservazioni contenute in proposito nelle requisitorie non possono che essere condivise, pure in una fase che potrebbe non essere conclusiva della istruzione". E ancora: "Ne' d'altra parte allo stato puo' ritenersi sussistano i presupposti per il proscioglimento nel merito, non essendo stato il procedimento completamente istruito sul punto ...". Il gruppo consiliare del comune dell'Aquila, di Convenzione Democratica, a seguito delle notizie relative al coinvolgimento della Spa Lodigiani (50 per cento ALOSA) nelle vicende giudiziarie milanesi, ha chiesto al procuratore dottor Ratiglia di completare l'istruttoria a suo tempo non completata avvalendosi della procura di Milano per acquisire elementi da parte dello stesso imputato. Si ha contezza del fatto che il procuratore Ratiglia non ha sinora agito in merito; 2) da notizie di stampa si e' appreso che un consigliere comunale dell'Aquila, Giugno, del Psi, sarebbe stato denunciato da due cittadini per aver chiesto denaro al fine di facilitare una pratica illegittima (rendere edificabile terreni non previsti tali). I denuncianti hanno consegnato al giudice inquirente (sostituto procuratore dottor Tragnone) una registrazione sonora a riprova del fatto denunciato. Da questa registrazione si apprenderebbe, secondo quanto risulta che il consigliere inquisito, per giustificare la sua richiesta di denaro, avrebbe fatto riferimento alla necessita' di sostenere la campagna elettorale di un candidato alla Camera dei Deputati, indicato secondo tali notizie di stampa nell'onorevole Susi, facendo esplicito riferimento alla spese per cene elettorali. Proseguendo nelle indagini il sostituto dottor Tragnone, ha interrogato persona incaricata delle funzioni amministrative provinciali di un partito, il Psi, che ha ricevuto informazione di garanzia. Insistite notizie di stampa affermano inoltre che il sostituto dottor Tragnone avrebbe richiesto mandato di custodia cautelare per tale persona; certo e' che il procuratore capo dottor Ratiglia ha immediatamente avocato a se' la pratica. Gli avvocati di parte lesa hanno prodotto una istanza al procuratore generale perche' avochi a se' la pratica, sottraendola al dottor Ratiglia. Tale istanza esposto viene anche inoltrata al CSM e alla procura del tribunale di Perugia, competente a giudicare i magistrati dell'Aquila -: quali iniziative di propria competenza si intendano assumere in ordine ai fatti in premessa; se siano a conoscenza dei motivi per i quali il procuratore capo dottor Ratiglia abbia avocato l'inchiesta giudiziaria del dottor Tragnone e se risulti che essa sia stata avocata alla vigilia dell'emissione di un provvedimento restrittivo. (2-00095)

 
Cronologia
giovedì 18 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro conferisce a Giuliano Amato l'incarico di formare un nuovo Governo.

venerdì 26 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Con una storica pronuncia, la Corte dei conti nega il visto di regolarità al bilancio dello Stato.