Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00098 presentata da OLIVO ROSARIO (PARTITO SOCIALISTA ITALIANO) in data 19920624
Il sottoscritto chiede d'interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'industria, commercio e artigianato, per sapere - premesso: che alla vera e propria fame di lavoro che attanaglia l'intera Calabria ormai da diversi lustri non si riescono a dare risposte concrete e che, in qualche misura, siano capaci di aprire prospettive; che, anzi, negli ultimi dieci anni, la base occupazionale dell'intera regione si e' venuta riducendo con un calo verticale dell'occupazione nell'industria; che tutti gli impegni, anche solennemente assunti da vari governi che si sono succeduti, sono finiti nel modo piu' inglorioso trasformandosi in delle vere e proprie beffe, a partire da quella degli anni settanta rappresentata dalla mancata realizzazione del quinto centro siderurgico; che da oltre dieci anni il Governo, e segnatamente per esso il Ministero dell'industria e l'Enel assumono atteggiamenti colonizzatori nei confronti dell'intera regione illudendo le decine e decine di migliaia di disoccupati della Piana del Tauro, col miraggio occupazionale che dovrebbe assicurare la realizzazione della megacentrale termoelettrica programmata col primo piano energetico nazionale e poi sempre riproposta nei successivi; delle risultanze della conferenza di Rio che hanno riconfermato la scelta mondiale del perseguimento di uno "sviluppo sostenibile" compatibile cioe' con la tutela dell'uomo e dell'ambiente; che qualora malauguratamente e nonostante la ferma opposizione delle popolazioni interessate, delle istituzioni locali, della regione e delle organizzazioni ambientaliste, la megacentrale dovesse essere realizzata, nei termini proposti dall'Enel, essa non darebbe occupazione stabile a piu' di cinquecento persone, tra tecnici, specializzati e generici; che, a parte altri sostanziali impedimenti, allo stato la realizzazione del megaimpianto e' messa in discussione da una inchiesta, tutt'ora in corso, davanti la procura della Repubblica di Palmi che alcuni anni fa era giunta fino al sequestro dei cantieri Enel e che tutt'oggi sta indagando su tre fronti: 1) turbativa d'asta; 2) infiltrazioni mafiose ed articolo 416-bis; 3) nullita' degli atti amministrativi che stanno alla base dell'autorizzazione alla costruzione; che il protrarsi indefinito di questa situazione compromette in modo irreparabile il tessuto sociale degli abitanti della Piana del Tauro che vogliono il lavoro, ma d'altra parte, alla quasi unanimita', si sono pronunciati contro l'istallazione a Gioia Tauro della centrale policombustile con un democratico referendum di qualche anno fa -: a) se non ritengano di dover revocare il decreto 11 novembre 1991 col quale e' stata confermata la realizzazione della centrale di Gioia Tauro contro cui la regione si e' costituita al TAR del Lazio; b) se non reputino urgente far intervenire invece nella Piana di Gioia Tauro le partecipazioni statali per assicurare quantomeno l'avvio di un efficace e produttivo piano del lavoro; c) se, ancora, congiuntamente con gli altri ministri interessati non ritengano doveroso far procedere verso il completamento di tutti i lavori in corso nell'area industriale e portuale di Gioia Tauro; d) se, infine, non ritengano che da una valorizzazione ed utilizzazione polifunzionale della struttura portuale, tra le piu' importanti d'Europa, potrebbero derivare alla Piana di Gioia Tauro ed a tutta la Calabria benefici occupazionali certamente consistenti; e) se, in ultima analisi, dovendosi procedere alla costruzione della centrale, non si ritenga giusto accogliere le richieste, varie volte reiterate, dalla regione, di procedere alla costruzione di un impianto dimezzato nella taglia e totalmente alimentato a metano, gas di cui peraltro la Calabria e' produttrice. (2-00098)