Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00108 presentata da DIGLIO PASQUALE (PARTITO SOCIALISTA ITALIANO) in data 19920624
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno. - Per sapere - considerato che: la previsione di oneri finanziari per gli incentivi industriali, limitata alle pratiche costituite come sola domanda in corso di istruttoria presso gli Istituti, o gia' istruite, comporta un fabbisogno finanziario pari a 14.000 miliardi circa; a tale fabbisogno deve aggiungersi: a) l'esigenza del ripristino di 3.245,5 miliardi di lire stralciati nel dicembre 1990 dai contratti di programma (Fiat 1^, Olivetti, Iri, Texas Instrumentes, Italgrani, Bull e Gruppo Tessile Castrovillari) nonche' dalle intese ed accordi di programma, e dagli interventi per la "reindustrializzazione", attribuiti dal Mism provvisoriamente agli incentivi "a domanda" (che avevano registrato l'esaurimento delle disponibilita' finanziarie assegnate dai Piani); b) gli oneri connessi al 2^ programma Fiat nel Mezzogiorno (S. Nicola di Melfi, Termini Imerese e Pratola Serra) per un importo di 2.900 miliardi; c) gli oneri per i contratti di programma Eni (723,6 miliardi), Snia-Bpd (740,0 miliardi) e Barilla (359,0 miliardi); nel complesso cio' comporta un fabbisogno finanziario valutato, alla stessa data, in circa 22 mila miliardi e che lo stesso e' destinato a crescere per le domande che continuano ad essere presentate; il decreto-legge del 21 gennaio 1992, n. 14, reiterato il 20 marzo 1992 per mancata conversione - e cioe' i noti 14 mila miliardi per incentivi industriali - approvato dal Governo sotto la spinta della necessita' e dell'urgenza di coprire il fabbisogno finanziario dell'apparato produttivo del Mezzogiorno, e' rimasto inapplicato, frustrando, contradittoriamente, sia lo sforzo dello stesso Governo, sia le aspettative degli operatori economici; tale disapplicazione sembra trovare un ulteriore ostacolo nella delibera del Consiglio dei ministri del 26 maggio 1992 con la quale e' stato disposto il divieto di impegnare a qualsiasi titolo fondi, ancorche' assegnati in bilancio -: 1) le ragioni per le quali sia venuta meno la programmazione circa l'utilizzo delle risorse stanziate, anche attraverso il Cipe, cosi' da rendere applicabile, per quanto attiene gli incentivi industriali, il decreto sopra richiamato; 2) come si intenda rendere applicabile il citato decreto, opportunamente reiterato, in presenza dell'indicato provvedimento di Governo del 26 maggio 1992 che dispone il divieto di impegno a qualsiasi titolo di fondi; 3) come si intenda procedere, per quanto attiene la politica degli incentivi industriali, circa i criteri ed i mezzi da adottare anche per coprire le richieste finanziarie in eccesso. Gli interroganti ritengono di porre le domande di cui innanzi consapevoli dell'assoluta necessita' di individuare, in tempi brevi, una politica industriale per il Mezzogiorno che dia certezze circa i mezzi ed i criteri di intervento senza i quali si accentuano sempre piu' atteggiamenti demagogici e strumentali. (3-00108)