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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00034 presentata da BOLOGNESI MARIDA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920624

La Camera, rilevato che: una delle principali leggi di tutela dalla salute delle domme e' quella relativa alle lavoratrici-madri, la legge 1204 del 1971, che offre (con una maggiore tutela per quante lavorano in settori "a rischio" per il nascituro, i permessi di allattamento e malattia, il divieto di lavoro notturno fino al 7^ mese di gravidanza, la parita' di trattamento per i genitori che adottino i bambini) anche l'unica garanzia di portare a termine la gravidanza senza rischi per il nascituro ed una tutela per i bambini nella primissima eta'; il 19 dicembre 1991, nell'ottica dell'unificazione dal mercato comune Europeo, il Consiglio dei Ministri degli Affari Sociali della CEE ha approvato una direttiva sulla tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici gestanti e puerpere, allo scopo di uniformare le diverse legislazioni vigenti negli stati membri che risulta essere notevolmente peggiorativa delle norma contanute nella legge n. 1204 succitata; il 13 maggio 1992, durante la sessione plenaria di Strasburgo, il Parlamento Europeo ha votato alcuni emendamenti alla posizione comune adottata dal consiglio dei ministri europei relativa alle lavoratrici-madri. Gli emendamenti piu' significativi riguardano la tutela (almeno in parte)del reddito, il divieto di licenziamento, le pause per l'allattamento. Per quanto riguarda il lavoro notturno viene mantenuto il diritto delle lavoratrici in gravidanzaad un congedo di maternita' di 16 settimane (8 prima e 8 dopo il parto) ma, per ulteriori periodi e' necessario presentara certificato medico che ne attesti la necessita' demandando in questo modo ad un medico la decisione in merito alla nocivita' per la singola donna dell'attvita' lavorativa notturna. il Consiglio dei Ministri Europei dovra' prendere il prossimo 24 giugno la decisione finale riguardo questa materia tenendo conto dell'atteggiamento assunto dal Parlamento Europeo. ritenuto: indispensabile difendere (ed eventualmente migliorare) i princi'pi che regolano l'attuale legge n. 1204 del 1971, in Italia; che le condizioni di vita e di lavoro delle donne in Europa non possomo essere regolate adottando come punto di riferimento e parametro le situazioni piu' arretrate e che l'eventuale richiesta di adeguamento delle norme italiana agli standard europei riporterebbe indietro di anni la qualita' di vita e di lavoro per le donne del nostro paese; che l'applicazione della direttiva comporterebbe una forte limitazione al diritto di scelta responsabile della maternita' e ridurrebbe drasticamente l'obbligo per gli stati membri dei tempi previsti di sospensione dal lavoro per le lavoratrici gestanti o puerpere; necessario dare un giudizio molto negativo della direttiva CEE approvata nel dicembre scorso e di mantenere notevoli preoccupazioni anche dopo il positivo atteggiamento del Parlamento Europeo e dei suoi emendamenti migliorativi i quali, se verranno mantenuti, eliminaranno soltanto alcuni degli aspetti nagativi della direttiva; di dover sottolineare la nocivita' del lavoro notturno e, in generale, della rigidita' delle norme generali sull'orario di lavoro. Questo e' vero in particolar modo per quanto riguarda le donne lavoratrici incinte, puerpere o in fase di allattamento, che si trovano in una fase di vita in cui i tempi di attivita' e riposo risultano del tutto modificati e squilibrati e la condizioni psicofisiche si presentano piu' fragili e vulnerabili. Una tutela formale e non sostanziale nei confronti del lavoro notturno porrebbe, nella sostanza, davanti alla lavoratrice, la necessita' di scelta tra maternita' e lavoro retribuito. in un momento in cui e' ogge; che, piu' in generale, la direttiva mette in discussione tutto il senso del processo di integraziona europea per le donne attaccando direttamente l'importantissimo diritto ad una maternita' libera e tutelata sul piano materiale; impegna il Governo a votare, in sede di Consiglio dei Ministri Euro- pei, contro l'approvazione di questa direttiva CEE, peggiorativa del livello di tutela esistente nel nostro Paese, appoggiando in gia' subordinata gli emendamenti approvati dal Parlamento Europeo; a non accogliere le restrizioni previste nella suddetta direttiva CEE e ad armonizzare invece nel progresso la legislazione nazionale vigente garantendo meglio la salute e la sicurezza delle lavoratrici gestanti o puerpere o in allattamento, promuovendo un piu' elevato livello di protezione negli ambienti di lavoro e di adoperarsi affinche' la morne piu' avanzate in materia possano essere assunte anche a livello comunitario. inoltre a garantire almeno l'applicazione delle norme in materia attualmente vigenti in Italia. (1-00034)

 
Cronologia
giovedì 18 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro conferisce a Giuliano Amato l'incarico di formare un nuovo Governo.

venerdì 26 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Con una storica pronuncia, la Corte dei conti nega il visto di regolarità al bilancio dello Stato.