Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02837 presentata da ARRIGHINI GIULIO (LEGA NORD) in data 19920701
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: nella notte tra sabato 4 e domenica 5 aprile ultimo scorso il tratto della strada statale 345 compreso tra i Comuni di Marcheno e Tavernole S/M. e' stato interessato da un movimento franoso con caduta di massi che hanno provocato la porte di 2 persone e il ferimento di altre 4; su detta strada statale vi sono molti tratti sui quali incombe un costante pericolo di frane senza che vi siano state approntate le minime misure di prevenzione (reti di contenimento o altro) e che, come gia' avvenuto in passato il ripetersi di avverse condizioni meteorologiche come quelle del 4-5 aprile (peraltro non eccezionalmente gravi) puo' provocare in qualsiasi momento altre frane, con grave pericolo per l'incolumita' dei cittadini; la ipotesi ventilata dall'ANAS di approntare un percorso alternativo sulla riva del fiume Mella, mediante la costruzione di un ponte e di una strada che eviterebbe il passaggio del traffico al di sotto della parete rocciosa; tale soluzione deturpa una ulteriore fetta di territorio, non risolve il problema o meglio lo risolva in tale tratto e sia oltretutto antieconomica, in quanto essa non puo' essere valutata al di fuori di una approfondita revisione della viabilita' della Valle Trompia -: quali misure siano state prese per prevenire tali eventi; se esista una indagine idrogeologica della zona; se il ministro dei lavori pubblici intenda adottare una soluzione che eviti la costruzione di una ennesima sede stradale, privilegiando invece uno studio volto a migliorare l'attuale tracciato con particolare riguardo alla sicurezza di chi vi transita. (4-02837)
In riferimento all'interrogazione indicata in oggetto, vengono prospettate dalla Direzione generale dell'ANAS difficolta' obiettive di ordine tecnico connesse alla morfologia del nostro territorio che ritengo opportuno illustrare. Il distacco dell'ammasso roccioso che ha causato il grave incidente, e' avvenuto da una proprieta' del comune di Tavernole sul Mella, incombente sulla sede stradale in corrispondenza del Km. 21''450 della Statale n. 345. A tal proposito e' stato evidenziato che non era mai pervenuta alla sede compartimentale ANAS di Milano segnalazione di pericolo incombente ne' da parte del personale di esercizio, ne' degli enti locali o di privati. Dopo l'accaduto, il predetto compartimento, ha provveduto tempestivamente a redigere in data 20 maggio 1992 il progetto n. 9692, con il quale e' stata prevista, come soluzione di massima sicurezza per il transito, l'esecuzione di una galleria artificiale paramassi lungo il tratto di strada fiancheggiato dalla parete rocciosa che ha provocato il sinistro. Frattanto, la Direzione generale dell'ANAS, con nota n. 6791 del 30 settembre 1992, disponeva che, in attesa dell'approvazione e dell'appalto dei lavori di costruzione della citata galleria paramassi, il compartimento provvedesse, preliminarmente alla riapertura del transito del tratto stradale sottostante la parete rocciosa, ad ulteriori e piu' profonde cuciture della parete stessa, oltre alla protezione superficiale con rete metallica e funi di acciaio gia' poste in opera, utilizzando procedure eccezionali di affidamento. Dopo l'ultimazione dei suddetti lavori, la strada e' stata riaperta al transito il 5 dicembre scorso. Il costante pericolo di frana incombente lungo il tratto della medesima statale n. 345, in corrispondenza della sezione tra il Km. 21 e 35, ha reso necessaria l'adozione di misure di prevenzione, poiche' la sede ANAS di Milano ha appaltato ed eseguito, in tratti saltuari, tra le progressive sopra indicate: lavori di fornitura e posa in opera di reti metalliche rinforzate da funi d'acciaio su ben 23.000 mq. di pareti rocciose, la' dove la prospezione visiva evidenzia degrado superficiale della roccia, con possibilita', quindi, di distacchi di piccole dimensioni; lavori di fornitura e posa in opera di ben 2.000 ml. di barriere paramassi elastiche, ad alto assorbimento di energia, la' dove la fessurazione della roccia immediatamente a ridosso della sede stradale fa temere distacchi e crolli di grandi volumi ed anche dove, a memoria del personale di esercizio, si sono verificati nel passato episodi di cadute di grandi macigni da zone lontane, in quota, al di fuori delle pertinenze stradali, per lo piu' inaccessibili. Tuttavia, non solo nei casi di evidente, conclamato pericolo, ma anche in quelli dubbi, si ha cura di provvedere a lavori di bonifica delle scarpate e protezione della caduta massi che, ovviamente, non possono essere generalizzati ed estesi alla totalita' delle scarpate e pendici. Infatti, la vastita' e complessita' delle situazioni esistenti lungo le strade di montagna in relazione alle condizioni delle scarpate rocciose, (estensione a perdita d'occhio, inaccessibilita' assoluta, stato di degrado, evoluzione di detto stato, anche rapida, in dipendenza degli andamenti stagionali, quali ad esempio, cicli di gelo e disgelo, eventualmente seguiti da piogge, ecc.) sono tali per cui e', di fatto, impossibile porre queste strade in condizioni di sicurezza assoluta, ne', d'altro canto, per ovvie considerazioni, sono ipotizzabili provvedimenti di chiusura al transito che sarebbero, poi, definitivi. Lo studio puntuale di tutte le pareti rocciose incombenti le statali dovrebbe essere effettuato per situazioni di centinaia di ettari, per lo piu' in condizioni di inaccessibilita' assoluta, con necessita' di esaminare, una per una, le innumerevoli fessurazioni presenti nella roccia per indagare se potrebbero dar luogo a fenomeni di crollo. A prescindere dall'impossibilita' pratica di una tale indagine, la stessa non sarebbe mai esaustiva. Quanto sopra senza considerare i riflessi economici che nascerebbero dalla realizzazione di opere di protezione massicce per tutte le situazioni, anche per quelle che non presentano rischi certi ed assoluti e che, nel passato, non hanno mai dato luogo a fenomeni di collasso con cadute rovinose di notevoli masse rocciose. Troppi sono infatti i parametri non verificabili, a tergo delle fessure, che sarebbe necessario conoscere per stabilire se il peso di un ipotetico prisma in ipotetico equilibrio precario potrebbe vincere le resistenze locali che lo mantengono in sito. Poiche', provvedimenti di chiusura al transito non sono di fatto possibili, non si puo' far altro che intervenire nei casi di accertato o ragionevolmente prevedibile pericolo. Il Ministro dei lavori pubblici: Merloni.