Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00106 presentata da RUSSO SPENA GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920701
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri degli affari esteri e della difesa, per sapere - premesso che: la situazione in Bosnia Erzegovina, gia' gravissima, rischia di precipitare in una guerra che coinvolge direttamente forze armate di paesi alleati con l'Italia; le sanzioni adottate dall'ONU, nonostante la richiesta del suo segretario generale Butros Gali di estenderle a tutte le parti in conflitto, rivolte unicamente nei confronti della Serbia si stanno dimostrando, per la loro parzialita', totalmente inidonee ad aiutare l'immediata cessazione del conflitto; le truppe croate, regolari ed irregolari, occupano di fatto praticamente l'intera Erzegovina; le Nazioni Unite rischiano di pregiudicare il proprio naturale ruolo di super partes. Non puo' non suscitare allarme, da tal punto di vista, il fatto che al comando del contingente ONU dei caschi blu a Sarajevo sia stato destinato il generale McKenzie, di nazionalita' britannica, e notoriamente comandante in capo della RRF, la Forza d'Intervento Rapido della NATO; una squadra di sei unita' da guerra, guidata dalla portaelicotteri Ivo Jima e composta da un incrociatore e da quattro navi anfibie con 2.200 marines statunitensi e' gia' schierata all'altezza di Split (Spalato); dal porto di Cannes e' partita alla volta delle coste jugoslave la portaerei USA Saratoga dotata di una ottantina di ricognitori e cacciabombardieri. Due basi americane sono state gia' messe in allarme in Germania: altrettanto sta probabilmente avvenendo in Italia; motivazione ufficiale di un simile e inquietante spiegamento di strumenti di guerra: l'obiettivo di proteggere i soccorsi alla citta' di Sarajevo -: se il Governo non ritenga di dover operare con urgenza per evitare la tragica espansione del conflitto: a) ribadendo in tutte le sedi internazionali (ONU, CSCE, UEO e NATO) la ferma opposizione dell'Italia ad operazioni di "polizia internazionale" simili a quelle del Golfo Persico. Il bombardamento della citta' di Belgrado o di altre citta' in territorio serbo, sarebbe un vero e proprio crimine perche' colpirebbe principalmente la posizione inerme, una parte consistente della quale e' scesa anche recentemente in piazza per chiedere le dimissioni di Milosevic e la fine della guerra; b) chiedendo che l'utilizzo anche massiccio dei caschi blu dell'ONU come forza d'interposizione sia messo sotto il comando di ufficiali appartenenti a paesi che, sotto ogni aspetto, garantiscano la neutralita' nel conflitto in corso delle Nazioni Unite; c) chiedendo che i caschi blu siano schierati anche nell'Erzegovina attualmente invasa dalle truppe croate, al fine di ripristinare anche in questa zona la sovranita' nazionale del legittimo governo di Sarajevo attraverso il ritiro di tutti gli eserciti invasori; d) vietando l'utilizzo dei porti e delle basi militari in territorio italiano alla flotta e ai caccia americani eventualmente impegnati in iniziative belliche nei confronti della Jugoslavia; e) estendendo il piano di aiuti alle popolazioni colpite dalla guerra, senza discriminazione di etnia, varando a tal fine anche un piano di accoglimento dei profughi sul territorio italiano. (2-00106)