Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00087 presentata da STRADA RENATO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19920703
Ai Ministri dell'industria, commercio e artigianato e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: il 22 maggio 1992 si e' tenuto un incontro tra rappresentanti del Ministero dell'ambiente, dell'Enel e degli Enti locali piacentini sulle problematiche del risanamento ambientale della centrale di "La Casella"; il presidente della provincia di Piacenza, il sindaco del comune di Castel San Giovanni e il sindaco del comune di Sarmato, a seguito di tale incontro, hanno inviato una lettera al ministro dell'ambiente, al presidente della giunta regionale e al presidente dell'Enel, esprimendo la loro preoccupazione relativamente ad un nuovo indefinito rinvio degli interventi di risanamento ambientale; nella lettera tra l'altro si afferma: "Dopo due anni di lavoro, gli Enti locali piacentini e la Regione erano arrivati a concordare con il Ministero dell'ambiente e l'Enel un programma di risanamento, nel complesso soddisfacente per quanto riguarda obiettivi e tempi. Vale la pena di ricordare i termini essenziali: a) riduzione di NOX, polveri ed SO2 nei limiti stabiliti dalla normativa europea entro il 1994 per un gruppo ed entro il 1997 per tutti gli altri; b) per NOX e polveri con interventi impiantistici (denitrificatori e filtri), per SO2 con l'utilizzo di conbustibile a bassissimo tenore di zolfo; c) realizzazione di strumenti di controllo in continuo delle emissioni. Nel maggio 1991 alla presenza di tutte le parti interessate si tenne, presso il Ministero dell'ambiente, la riunione della commissione competente ad esprimere un parere definitivo sul progetto. In quella sede si chiesero alcuni chiarimenti all'Enel circa la disponibilita' dei combustibili esprimendo, pero', alla fine un parere favorevole con prescrizioni. Da allora siamo venuti a sapere, dopo ripetuti solleciti, che la pratica era ferma per la mancanza del parere scritto della Regione (quando la normativa vigente prevedeva la possibilita' anche di un parere verbale puntualmente espresso nella riunione del maggio 1991). Comunque questo parere scritto e' stato inoltrato dalla Regione nel novembre 1991. Successivamente nel marzo scorso abbiamo appreso che il Ministero dell'ambiente aveva bloccato il tutto perche' riteneva insufficienti le garanzie offerte dall'Enel circa l'abbattimento dell'SO2 attraverso interventi sul combustibile. Ulteriori proteste e solleciti all'Enel e al Ministero hanno sortito come effetto l'incontro di cui sopra, nel corso del quale abbiamo appreso che: a) l'Enel non ha ancora trasmesso il piano di approvvigionamento di combustibile a bassissimo tenore di zolfo; b) il Ministero dell'ambiente non intende approvare il progetto se non viene integrato con ulteriori interventi impiantistici per l'abbattimento dell'SO2, il che renderebbe anche superfluo il piano di cui al punto a); c) l'intervento impiantistico da considerare, non consisterebbe nei desolforatori, considerati una tecnologia ormai matura, ma nei gasificatori, una tecnologia nuova. Riteniamo che lo sviluppo di questa vicenda, con i ritardi e le paralisi decisionali che si sono manifestate, sia inaccettabile per un Paese che ambisce ad essere parte dell'Europa piu' avanzata. In particolare e' assai grave il fatto che l'Enel dopo un anno non abbia ancora trasmesso il piano di approvvigionamento del combustibile. E' ugualmente grave che solo ora, dopo 2 anni e mezzo dalla prima presentazione del progetto, il Ministero dell'ambiente chieda all'Enel una integrazione impiantistica del progetto stesso di tale portata da determinare uno slittamento dei tempi sostanzialmente imprecisato"; il ritardo negli interventi di risanamento ambientale della vecchia centrale comporta necessariamente un rinvio nel tempo per le procedure relative all'autorizzazione dei nuovi gruppi policombustibili (2 di 300 MW) previsti dalla delibera CIPE del 26 luglio 1990; risulterebbe che anche riguardo la centrale di Latina vi siano ritardi relativamente al processo di trasformazione, derivanti dalla diversita' di orientamenti dei soggetti coinvolti -: poiche' si e' ribadito, anche da parte ministeriale, che gli interventi per l'abbattimento di NOX e polveri sono adeguati, perche' non vengano immediatamente autorizzati al fine di cominciare a ridurre il carico inquinante della centrale de "La Casella"; perche' il piano di rientro delle emissioni nei limiti delle norme (elaborato dall'Enel) per quanto riguarda l'SO2 nonche' l'impegno sui tempi non venga recepito nel decreto autorizzativo come prescrizione vincolante all'esercizio della centrale stessa; nell'immediato, se non ritenga urgente impegnare l'Enel a presentare, entro tempi certi e brevi, un progetto per la riduzione della SO2, supportato da documentazioni attendibili, e che su queste proposte si realizzi un confronto con la regione e gli Enti locali interessati; se non ritenga comunque necessario, nel frattempo, in via transitoria, prescrivere all'Enel l'utilizzo di combustibile a bassissimo tenore di zolfo in modo da ridurre drasticamente le emissioni di SO2 rispetto ai livelli attuali e comunque quali determinazioni intende adottare per salvaguardare la salute dei lavoratori e dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente; se corrisponda al vero il fatto che l'iter autorizzativo e' fermo dal maggio 1991 presso il Ministero dell'ambiente; quali siano le ragioni di questo inammissibile ritardo sia a Latina che a La Casella; se e quante altre centrali siano bloccate da simili cause; come e quando intenda sbloccare questa incredibile vicenda che sta producendo un danno in termini ambientali e di tutela della salute della popolazione nonche' in termini energetici per il Paese. (5-00087)