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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00118 presentata da NUCCIO GASPARE (MOVIMENTO DEMOCRATICO RETE) in data 19920703

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: si e' svolto dall'1 al 12 giugno scorso a Rio de Janeiro, convocato sulla base della risoluzione dell'Assemblea Generale dell'ONU del 22 dicembre 1989, il Vertice mondiale su ambiente e sviluppo dell'United Nation Conference on Enviroment and Development, Vertice che ha riunito i rappresentanti di circa 170 nazioni e di numerose associazioni ambientaliste di tutto il mondo; il Vertice avrebbe dovuto elaborare una Carta della Terra ed una serie di piani operativi sui piu' rilevanti problemi ambientali, a partire dal Trattato per la conversione delle biodiversita' e da Accordi sul problema dei cambiamenti climatici, la deforestazione, i trasferimenti di tecnologia ai paesi poveri, la questione alimentare, lo sviluppo demografico, all'interno di una affermazione, per la prima volta in modo concreto, del concetto di "sviluppo sostenibile"; com'e' noto gli aspetti dominanti del Vertice di Rio sono stati invece quello dello scontro tra i Paesi del Nord sviluppato e del Sud "in via di sviluppo" sul controllo delle risorse e delle tecnologie e quello della riaffermazione della protervia degli Stati Uniti, che per ragioni unicamente interne legate alla campagna elettorale per le presidenziali, si sono battuti per il fallimento degli accordi sui temi principali, a partire dal netto rifiuto di firmare proprio la Convenzione sulla biodiversita', in una visione egoistica che vede prevalere i profitti immediati di alcune categorie economiche sul futuro stesso del pianeta e sulla solidarieta' con i popoli piu' poveri; il ruolo dell'Italia all'interno del vertice e' stato quasi del tutto inesistente; la rappresentanza italiana ha visto la presenza solo per qualche giorno del ministro dell'ambiente e del ministro degli affari esteri, mentre la maggior parte degli altri Paesi, e comunque tutti i maggiori Paesi industrializzati erano rappresentati da Capi di Stato o di Governo; al di la' del livello formale della presenza, il ruolo dell'Italia, peraltro non preventivamente discusso in Parlamento, e' stato deludente, visto che le poche proposte che il Governo aveva avanzato alla vigilia, compresa quella di una nuova impostazione del problema delle emissioni di anidride carbonica, sono state ritirate ancor prima dell'inizio dei lavori; l'unico impegno italiano, se tale si puo' definire, e' stato nella firma dei documenti sul clima e sulla biodiversita', ma senza che cio' abbia significato alcun impegno per far si' che tali convenzioni divengano realmente operanti, combattendo le forti resistenze provenienti da altri paesi industrializzati -: quale valutazione il Governo esprima in ordine all'andamento del Vertice di Rio e del ruolo svolto dalla delegazione italiana; quale applicazione concreta ritiene di dare, a partire da subito, agli Accordi raggiunti; quali sforzi intenda compiere a livello internazionale affinche' venga recuperato il sostanziale fallimento degli Accordi sulle questioni principali ed in particolare se non ritenga di dover indirizzare la propria attivita' diplomatica in direzione della creazione di reali organismi di Governo sovranazionale dell'ambiente e della solidarieta' allo sviluppo, sganciando questi temi dalla logica di prevaricazione, di potenza, di profitto che attualmente impronta la politica delle massime istituzioni finanziarie internazionali, il FMI e la Banca mondiale, impegnandosi nell'immediato per una riforma di questi organismi che contempli il principio dell'uguaglianza del diritto di voto tra i paesi membri e subordinando ogni intervento ad una seria valutazione dell'impatto sociale ed ambientale; se non ritenga di dover comunque dar seguito da subito, anche a prescindere dal mancato accordo raggiunto, alla intenzione manifestata di applicare la richiesta di destinare lo 0,7 per cento del Prodotto interno lordo ai Paesi in via di sviluppo, richiesta che ormai da decenni attende una reale applicazione, adeguando il contributo italiano in tal senso entro l'anno 2000 e non rimandando tale adeguamento ad un generico futuro, e se non ritenga, nello stesso tempo, di dover agire affinche' si giunga in breve tempo alla cancellazione, legata a programmi di aggiustamento sociale ed ambientale, dei debiti dei PVS verso le istituzioni finanziarie tanto pubbliche che private italiane. (2-00118)

 
Cronologia
giovedì 2 luglio
  • Politica, cultura e società
    Nell'ambito della discussione sulla fiducia al Governo Amato, il segretario del PSI Craxi tiene un significativo intervento denunciando la pervasività della pratica del finanziamento illecito dei partiti.

martedì 14 luglio
  • Politica, cultura e società
    In riferimento alle indagini sulle tangenti, l'ex Ministro degli esteri Gianni De Michelis (PSI) è raggiunto da un avviso di garanzia.