Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00125 presentata da TESTA ENRICO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19920703
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: l'Earth Summit, il vertice della terra, tenutosi a Rio nello scorso mese di giugno, si e' concluso con un bilancio che a nostro parere non puo' essere definito positivo; si sono affrontati molti temi in cui le ragioni della crescita e degli interessi economici hanno di fatto prevalso sulle ragioni di uno sviluppo sostenibile; la Convenzione sul clima approvata e firmata a Rio e' priva di contenuti vincolanti e i principali paesi produttori di C02, gli USA prima di tutto, non hanno ancora assunto l'impegno di ridurre le proprie emissioni. La Convenzione prevede impegni del tutto insufficenti per quanto riguarda una scadenza precisa, anche se prevede l'obiettivo finale di stabilizzare le concentrazioni dei gas di serra in atmosfera, a livelli tali da prevenire gravi alterazioni climatiche. In ogni, caso di fronte all'insufficenza della Convenzione, i dodici Paesi della CEE hanno sottoscritto a Rio un impegno che ribadisce l'Accordo di Lussemburgo per le stabilizzazioni delle emissioni di C02 ai livelli del 1990 entro il 2000; la Convenziune sulla Biodiversita' non garantisce alcun meccanismo di sicurezza e controllo sui prodotti biotecnologici, ma al contrario apre la strada attraverso la brevettazione delle risorse genetiche ad una ulteriore forma di sfruttamento del terzo mondo; il conflitto tra Nord e Sud del mondo, che ha attraversato tutta la Conferenza, si e' rivelato particolarmente aspro sul tema della protezione delle foreste, e puo' essere considerato uno dei simboli del fallimento del vertice di Rio. Il documento approvato durante l'Earth Summit, esprime con chiarezza la mancanza di volonta' politica da parte dei Governi a rimuovere le cause principali della deforestazione; l'Agenda 21, il documento piu' completo e articolato, anche se non legalmente vincolante, che e' scaturito dalla Conferenza di Rio, non contiene nessuna valutazione dei costi per i Paesi del nord industrializzati e si e' infatti parlato solo dei costi per i paesi in via di sviluppo, come se il vertice di Rio potesse risolversi solo con un vincolo per il Sud; gli impegni finanziari assunti dai paesi industrializzati non sono sufficienti: i Paesi OCSE non sono nemmeno stati in grado di riaffermare un impegno gia' preso a Stoccolma 20 anni fa; non e' stato approvato un codice di condotta internazionale per le imprese multinazionali, che potranno continuare ad operare utilizzando standard ambientali piu' bassi nei paesi del sud del mondo -: quando si intende mettere all'ordine del giorno dei lavori parlamentari la ratifica delle Convenzioni firmate a Rio: quella sul clima e quella sulle biodiversita'; se si intenda, immediatamente dopo la ratifica, valorizzare tutte le clausole di revisione interna previste dal testo della Convenzione sul clima, redigendo innanzitutto un piano, di cui l'Italia e' priva, per la riduzione dei gas di serra; se si intenda, dopo la ratifica della Convenzione sulla biodiversita', fare si' che il nostro paese rediga un inventario della diversita' biologica e produrne un piano di salvaguardia; cosa si intende concretamente fare per promuovere in tutte le sedi la proposta d'introduzione della carbon/energy tax a livello OCSE che il Governo ha avanzato a Rio; in quale modo si intende dare concretezza alla disponibilita' espressa in quella sede dal ministro degli affari esteri di devolvere entro il 2000 lo 0,7 del PIL agli aiuti allo sviluppo; in che modo si intenda mettere all'ordine del giorno del dibattito parlamentare l'Agenda 21 e la dichiarazione di Rio al fine di dare l'avvio ad un Piano Nazionale per la loro attuazione; in quale modo si intenda aderire e con quali rappresentanti alla costituenda Commissione per lo sviluppo sostenibile che nascera' a settembre presso l'ECOSOC delle Nazioni unite; quali impegni si intendano assumere per la riforma e il rifinanziamento del GEF (Global Environmental Facility); infine, quale sara' l'impegno nell'ambito dei due nuovi negoziati sulle foreste e sulla desertificazione che saranno avviati nel prossimo autunno ed in particolare quale sia lo stato degli investimenti di forestazione nel nostro Paese. (3-00125)