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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00123 presentata da MUSSI FABIO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19920704

I sottoscritti chiedono d'interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'industria, commercio e artigianato e delle partecipazioni statali e del lavoro e previdenza sociale, per sapere - premesso che: l'ENI e la societa' Nuova Solmine, allo scopo di garantirsi una presenza competitiva nel mercato dell'acido solforico, hanno annunciato, in data 8 novembre 1991, alle organizzazioni sindacali la determinazione di procedere alla modifica del ciclo produttivo nello stabilimento del Casone di Scarlino ed alla conseguente inevitabile chiusura, scaglionata, delle miniere di pirite di Niccioleta e di Campiano. Questa determinazione e' stata per alcuni mesi sospesa per la ferma opposizione dei sindacati, delle forze politiche, delle istituzioni locali e delle curie vescovili di Massa Marittima e Grosseto; la stessa ENI e Nuova Solmine hanno tuttavia reiterato la loro volonta' di dismissione dell'attivita' mineraria presentando in data 12 maggio 1992 alle organizzazioni sindacali un piano dettagliato che prevede: a) chiusura della miniera di Noccioleta al 30 giugno 1992; b) graduale riduzione dell'attivita' e dell'occupazione a Campiano a partire dal 1992 e chiusura totale entro il 31 dicembre 1994; i punti a) e b) correlati ad una ipotizzata trasformazione dell'impianto chimico con linee produttive alimentate a zolfo, trasformazione per la quale nel programma non si fa cenno a progetti e decisioni concrete gia' assunte e a tempi certi di attuazione; l'operazione proposta comporta un saldo negativo di circa 700 lavoratori, senza che nel programma siano esplicitate proposte chiare ed affidabili, ai sensi della legge n. 221 del 1990, per un piano di ricollocazione della manodopera giudicata eccedente, da attuare attraverso una reindustrializzazione che faccia uscire la zona dalla monocoltura e dai rischi di irreversibile degrado; tanto piu' grave questo disimpegno appare, in considerazione, non solo del ruolo, della forza politico-economica, di mercato e degli strumenti di ricerca, programmazione e operativi di cui l'ENI e' dotato, ma anche dal fatto che la societa' Nuova Solmine ha profittato di finanziamenti pubblici per oltre 30 miliardi a copertura della perdita di esercizio per gli anni 1988-1991, per il mantenimento in fase produttiva della miniera e si appresta a richiederne ancora dieci per il 1992 ed ipotizza la richiesta di ulteriore rifinanziamento della legge n. 221 del 1990 per garantirsi la copertura dei costi di chiusura per il 1993-1994; andrebbe valutata, per converso, positivamente la disponibilita' manifestata dalla regione Toscana, dall'Amministrazione provinciale, dalla Camera di commercio e dagli enti locali della zona per definire le linee di un accordo di programma, ai sensi della legge n. 142 del 1990, che coinvolgendo ENI, Nuova Solmine e Ministeri interessati riesca a far convergere piu' volonta' e azioni di governo volte a superare l'attuale, e pericolosa, fase di stallo; inoltre lo stato di crisi e l'indeterminatezza dei programmi di Nuova Solmine rischia di produrre seri scompensi produttivi anche sull'impianto di produzione di biossido di titanio della societa' TIOXIDE di Scarlino, consumatore di crica un terzo della produzione di acido solforico Solmine, con ricadute pericolosamente negative sugli oltre 400 occupati e considerato che nonostante la minaccia grave che incombe sui livelli occupazionali e sullo sviluppo di un'intera area gia' duramente colpita anche dalla crisi della siderurgia della zona di Piombino, le organizzazioni sindacali hanno, come sempre, scelto la strada di un confronto responsabile e costruttivo sottoscrivendo, in data 28 maggio 1992 un'intesa che, attraverso l'uso della cassa integrazione, consente uno silittamento temporale dei proponimenti del piano Solmine all'ultimo trimestre dell'anno 1992, slittamento che dovrebbe consentire "l'intervento ministeriale per dare garanzie alla soluzione generale della vertenza"; la crisi del bacino minerario delle colline metallifere non e' inoltre l'unico punto di crisi del comparto: tutti hanno presente le analoghe condizioni e le vicende passate ed attuali del grande bacino del Sulcis-Iglesiente in Sardegna, e hanno presente anche il fatto che con il 31 dicembre 1992 cessera' ogni valenza finanziaria della legge n. 221 del 1990 -: quali iniziative intenda assumere il Governo per una verifica seria delle condizioni generali del comparto minerario, per determinare di concerto con le regioni interessate ed in confronto aperto con le organizzazioni sindacali nuovi indirizzi di politica mineraria, anche in vista dell'attuazione del mercato unico europeo; se non ritengano come gli interroganti opportuno, alla luce della situazione in essere e dei nuovi necessari indirizzi di politica mineraria, che si debba procedere alla modifica sostanziale della legge n. 221 del 1990 per stimolare la definizione, ove il preminente interesse strategico o sociale lo richieda, di interventi di razionalizzazione-ristrutturazione o riconversione delle strutture minerarie e/o di programmi di intervento per attivita' complementari e/o sostitutive per una graduale diversificazione produttiva e industriale nei bacini minerari, puntando a forme di incentivazione, coniugate e coerenti con i dispositivi comunitari, che diano trasparenza di gestione e certezza dei risultati e siano pertanto competitive per le imprese rispetto a forme di sostegno sperimentate in aree vaste del paese; infine, se non ritenga, in questo quadro di lavoro organico e costruttivo, necessario e urgente impegnare il Ministero dell'industria a richiedere l'immediata sospensione del programma ENI Nuova Solmine e ad aprire un tavolo di trattativa che coinvolga le parti interessate alla vertenza del bacino delle colline metallifere e di concerto con la regione Toscana e gli enti locali ad impegnare l'ENI a verficare e definire i contenuti di una piattaforma concreta di fuoriuscita dalla crisi che sia coerente con le linee di lavoro piu' generali e in grado di dare certezza di futuro della zona. (2-00123)

 
Cronologia
giovedì 2 luglio
  • Politica, cultura e società
    Nell'ambito della discussione sulla fiducia al Governo Amato, il segretario del PSI Craxi tiene un significativo intervento denunciando la pervasività della pratica del finanziamento illecito dei partiti.

martedì 14 luglio
  • Politica, cultura e società
    In riferimento alle indagini sulle tangenti, l'ex Ministro degli esteri Gianni De Michelis (PSI) è raggiunto da un avviso di garanzia.