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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00133 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19920709

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere - premesso che: la recente emanazione del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, che viene a complicare una situazione gia' molto delicata, ha provocato nella popolazione carceraria del Paese uno stato di preoccupazione e di allarme che, come hanno dimostrato le recenti (per ora civilissime) proteste effettuate dai detenuti di Rebibbia, Sollicciano, Poggioreale e Regina Coeli, rischia di degenerare in forme che potrebbero determinare il collasso dell'organizzazione penitenziaria con i danni che chiunque puo' immaginare; la necessita' di prendere cognizione direttamente della situazione nelle carceri, anche alla luce dell'emanazione del suddetto decreto-legge n. 306 del 1992, ha spinto una delegazione della II Commissione permanente (Giustizia) ad effettuare visite in alcuni degli istituti di prevenzione e pena nei quali si sono verificate le recenti proteste. Durante tali visite si sono svolti incontri con delegazioni di detenuti i quali hanno spiegato le ragioni della loro insoddisfazione. Lo scambio di opinioni con i reclusi, oltre a testimoniare l'alto grado di consapevolezza e di ragionevolezza con cui vengono ormai affrontati i problemi carcerari da parte dei detenuti, ha fornito un quadro della situazione carceraria veramente scoraggiante. Le allarmate dichiarazioni rese recentemente, nell'ambito di una audizione in Commissione, da parte del direttore generale del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, dottor Nicolo' Amato, e le preoccupazioni di cui, nella scorsa legislatura, aveva dato conto nella relazione conclusiva il comitato permanente per l'esame dei problemi penitenziari, si sono dimostrate ben poca cosa in confronto alla situazione che hanno illustrato le delegazioni di detenuti. Oltre ai noti problemi determinati dall'eccezionale affollamento delle carceri, all'inadeguatezza dell'organizzazione penitenziaria, che si riverbera nel disagio frequentemente manifestato dagli agenti di custodia, ai problemi determinati dalla non sempre completa attuazione della riforma del 1975, i detenuti hanno rappresentato in tutta la sua drammatica gravita' il problema del diffondersi dell'AIDS e la corrispondente inadeguatezza delle misure dirette a fronteggiarlo. Risulta, infatti, che circa il 30 per cento dei detenuti siano tossicodipendenti e che un buon numero di questi (almeno 4 mila su circa 10 mila) siano sieropositivi. Tale dato a causa dell'applicazione della nuova legge sulle tossicodipendenze, che sta riempiendo le carceri di semplici consumatori di droghe fornendo, per la verita', ben pochi risultati sul fronte della lotta contro i trafficanti, e' destinato quasi certamente a crescere in modo imprevedibile e percio' incontrollabile; si e' inoltre constatato come costituiscano fonte di preoccupazione e di malcontento per la popolazione carceraria le restrizioni, conseguenti dall'attuazione del citato decreto-legge, nelle concessioni dei permessi per recarsi al lavoro all'esterno e di ogni altro beneficio legato alla applicazione delle riforma dell'ordinamento penitenziario come modificato dalla legge Gozzini. Si teme, in particolare, che dal combinato disposto delle disposizioni sulla collaborazione con la giustizia e di quelle sull'inasprimento del trattamento dei detenuti per reati di mafia, possa derivare un peggioramento della situazione di coloro che in carcere, da anni, si adoperano per reinserirsi nella societa', pur avendo in passato avuto legami con la criminalita' organizzata, mentre provochi l'uscita di galera di quanti, detenuti da poco e percio' presumibilmente ancora legati alla criminalita' all'esterno, abbiano la possibilita' di offrire un maggior contributo, non si sa poi quanto affidabile, alle indagini contro le organizzazioni criminali. Cio', ad avviso degli interpellanti, costituisce una vera e propria aberrazione che, una volta ripulito il sistema dai nefasti provvedimenti emanati per far fronte al terrorismo, si sperava non avrebbe trovato mai piu' ingresso nel nostro ordinamento giuridico -: se non reputi il Governo di prendere immediate misure per fronteggiare il diffondersi dell'AIDS nelle carceri, in particolare prevedendo la liberazione di coloro le cui condizioni di salute siano incompatibili con la detenzione; se non si ritenga di attivarsi affinche' l'applicazione dei benefici previsti dalla riforma carceraria, sia legata al concreto ravvedimento dei detenuti e non alla piu' o meno remota partecipazione all'attivita' delle organizzazioni criminali ed alla possibilita' di fornire un contributo piu' o meno utile alle indagini giudiziarie; se non si reputi di fare il possibile per un ripensamento circa l'aberrante meccanismo che consente l'applicazione retroattiva del decreto n. 306 del 1992; se non si ritenga di dover informare periodicamente il Parlamento sulla situazione carceraria, con particolare riferimento al diffondersi dell'AIDS e di tutte le malattie legate all'uso di sostanze stupefacenti; quali provvedimenti saranno adottati per rassicurare la popolazione carceraria prevenendo possibili (e forse giustificate) rivolte che renderebbero la situazione praticamente incontrollabile; quali le valutazioni del Governo sul fatto che il 30 per cento dei detenuti siano tossicodipendenti; come si intenda far fronte ai problemi legati alla mancata piena attuazione della legge n. 395 del 1990 istitutiva del Corpo di polizia carceraria. (2-00133)





 
Cronologia
giovedì 2 luglio
  • Politica, cultura e società
    Nell'ambito della discussione sulla fiducia al Governo Amato, il segretario del PSI Craxi tiene un significativo intervento denunciando la pervasività della pratica del finanziamento illecito dei partiti.

martedì 14 luglio
  • Politica, cultura e società
    In riferimento alle indagini sulle tangenti, l'ex Ministro degli esteri Gianni De Michelis (PSI) è raggiunto da un avviso di garanzia.