Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00140 presentata da PELLICANO' GEROLAMO (REPUBBLICANO) in data 19920713
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, e i Ministri dell'industria, commercio e artigianato e dell'ambiente, per sapere - premesso che: si e' svolta la Conferenza Mondiale su Ambiente e Sviluppo (UNCED), a Rio de Janeiro, promossa dalle Nazioni unite, al fine di individuare strategie internazionali ed azioni comuni coordinate per raggiungere un equilibrio armonico tra esigenze di sviluppo socio-economico e di qualita' della vita delle popolazioni, ed esigenze di protezione dell'ambiente globale e di qualita' dell'ambiente: cio' che viene sinteticamente detto "sviluppo sostenibile"; la CEE, sotto la presidenza italiana, ha fissato il 29 ottobre 1990, come obiettivo prioritario per i Paesi membri ed ai fini della protezione del clima globale, quello della stabilizzazione all'anno 2000 delle emissioni di anidride carbonica agli stessi livelli presenti nel 1990; l'Italia, avendo fatto proprio questo obiettivo ancor prima di proporlo in sede CEE, in realta', salvo le azioni operative previste dalle leggi 9 e 10 del 1991 (per altro ridimensionate sul piano finanziario dal precedente Governo), nulla di concreto ha poi fatto per il perseguimento di quell'obiettivo piu' volte verbalmente declamato in varie sedi internazionali; l'Italia, pur avendo fatto proprio l'obiettivo suddetto, e pur proponendo avanzatissime posizioni nelle sedi internazionali, in realta' non possiede alle spalle una idonea forza culturale, scientifica e di analisi-valutazione, essendo l'unico Paese industrializzato a non avere ancora un programma nazionale di ricerche sul clima globale e sulle interconnessioni tra problemi dell'energia, problemi dello sviluppo e problemi del clima, tanto da rischiare di essere poco credibile sui tavoli internazionali dove si proclamano queste avanzatissime posizioni senza sapere se, poi, in realta' le azioni conseguenti siano fattibili nel contesto italiano; pur possedendo l'Italia i valori piu' bassi di emissione di anidride carbonica pro-capite di tutti i Paesi sviluppati ed i valori piu' bassi di consumi energetici pro-capite fra i sette Paesi piu' industrializzati del mondo, nonche' la migliore efficienza, insieme a Francia e Giappone, negli usi dell'energia, le misure da adottare per rendere compatibili le esigenze di sviluppo e quelle di qualita' dell'ambiente non possono essere fondate sulla pura enunciazione di princi'pi, che rischiano di essere demagogici se non si adottano le opportune strategie di intervento operativo in materia si politica energetica (soprattutto in relazione all'uso razionale dell'energia) e di politica internazionale (con particolare riferimento all'equita' delle condizioni di concorrenza dell'industria italiana sui mercati internazionali); tutti i problemi di compatibilita' sviluppo-ambiente, di sviluppo sostenibile, di analisi della linea politica che su questi temi l'Italia adottera' dopo la Conferenza di Rio, devono trovare spazio di dibattito e di decisione nella idonea sede istituzionale italiana, qual e', il Parlamento -: se il Governo non ritenga necessario ed urgente, anche per la stessa credibilita' dell'Italia nel contesto internazionale, varare quanto prima un programma nazionale di ricerca su energia e clima globale, che, oltre a sviluppare adeguate competenze nel Paese (attualmente esigue e del tutto insufficienti), possa essere il pragmatico supporto tecnico e conoscitivo per la definizione, da un lato, di una politica ambientale nazionale sui temi globali, e dall'altro, di obiettivi adeguati per lo sviluppo sostenibile, nonche' per la realizzazione delle conseguenti azioni operative necessarie; come il Governo italiano intenda concretemente operare per raggiungere l'obiettivo della stabilizzazione all'anno 2000 delle emissioni di anidride carbonica agli stessi livelli presenti nel 1990; se il Governo italiano non ritenga opportuno rivedere la propria posizione sul nucleare, iniziando a finanziare le attivita' di ricerca per lo sviluppo dei reattori innovativi; se il Governo italiano intenda introdurre la "energy-carbon tax", anche in assenza di analoghe iniziative negli altri Paesi industrializzati, e, in caso affermativo, come intenda utilizzare i proventi di tale tassa. (2-00140)