Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00148 presentata da GASPARRI MAURIZIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920715
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri del lavoro e previdenza sociale e della sanita', per sapere - premesso: che la Confederazione Italiana Sindacati Mutilati ed Invalidi (CISMI) ha diffuso il seguente documento: "i delegati degli associati alla CISMI ed all'ONMIC, riuniti in congiunta Assemblea Nazionale, il 1^, 2 e 3 maggio 1992, a Principina a Mare (GR), in occasione dei rispettivi ventennale e trentennale istitutivi, convenuti per eleggere i rispettivi Organismi Centrali, cui affidare la futura politica associativa da realizzare dagli organismi medesimi al fine di far pervenire i disabili ai traguardi di una vita quanto piu' possibile decente, dopo approfondita discussione, inerente l'esame della situazione in cui versa quella Categoria di Cittadini, l'Assemblea con voto unanime ha approvato la seguente: MOZIONE Tenuto presente che: A) "l'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute" (articolo 10, comma 1^, della Costituzione); B) "il 9 dicembre 1975, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, anche con il voto favorevole del rappresentante dello Stato italiano, adotto' la dichiarazione dei diritti degli handicappati"; C) "il 13 dicembre 1976, la stessa Assemblea generale, con voto unanime, incluso quello del rappresentante del nostro Stato, impegnava gli Stati membri a rendere operativa la dichiarazione in questione, il cui testo e' allegato alla presente"; * * * Considerato come: D) nell'ultimo quinquennio, l'osservanza e l'operativita' delle clausole della dichiarazione sono state approssimative mentre, per quelle comportanti oneri finanziari a carico dello Stato, l'inosservanza e' stata quasi assoluta, al punto da costringere le categorie di disabili - in occasione delle presentazioni in Parlamento delle annuali leggi finanziarie - ad una strenua opposizione al Potere politico-amministrativo onde difendere i diritti acquisiti, contro Disegni legislativi intesi a ridurre i gia' scarsi limiti dei benefici economici e non economici; quasi che simili diritti siano la causa determinante del dissesto della finanza pubblica; E) un tal recente criterio di conseguire risparmi di spese, in capo a categorie di cittadini indigenti, non tiene conto della implicanza negativa riguardo alla socialita' ed alla moralita' dello Stato: specie se contrasta quella politica di solidarieta' realizzata in precedenza, quasi fosse intenzionata, di poi, a contraddirla e rinnegarla. Sicche' sorge il dubbio, a carico di un'intera classe dirigente politica ed amministrativa circa una sua incapacita' di pervenire al risanamento economico statale, attraverso il risparmio di spese inutili e superflue e con una piu' oculata amministrazione del pubblico denaro; F) l'adeguamento della socialita', ai livelli di civile solidarieta', connaturati al rispetto della dignita' umana, e' conseguibile, invece, con il ripudio di una mentalita' retriva e discriminatoria, dominante in certi ambienti inadatti a valutare il danno morale, economico e finanziario nascente da comportamenti di ottusa contrarieta' a favorire e sollecitare livelli di vita decente, confacenti agli esseri umani; G) il contenuto della legge quadro riguardante i disabili, non puo', peraltro, costituire il toccasana dei mali affliggenti la categoria, trattandosi di una elencazione di intenti superficiali, sciatti, elencati sotto l'impulso di una imminenza elettorale; * * * Tutto cio' premesso, tenuto presente e considerato Fa voti affinche' il Parlamento, il Governo, i Ministri competenti rammentino I) La sostanza della dichiarazione dei diritti degli handicappati, approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 9 dicembre 1975; II) di renderne operante, in modo efficace e per intero ogni singola clausola, come accettato e condiviso il 13 dicembre 1976 dal rappresentante del Governo italiano in seno all'Alto Consesso, il quale voto' la Risoluzione di invito agli Stati membri, affinche' la dichiarazione, venisse attuata. * * * In conclusione di quanto sopra l'Assemblea affida alla dirigenza centrale: 1) il conseguimento dei diritti pertinenti i disabili, ed elencati nella dichiarazione del piu' Alto Consesso internazionale: liberamente condivisa ed accettata dallo Stato italiano; 2) il compito di interventi, costanti e pressanti, verso il Parlamento ed il Governo, affinche' i singoli diritti vengano codificati e resi acquisibili senza dilatorie complicanze amministrative; 3) l'invito a sollecitare l'iniziativa, da parte delle Sedi periferiche dell'Organizzazione, e di altre associazioni di disabili, della presentazione di apposite istanze al Parlamento ed al Governo, affinche' gli specifici diritti elencati nella dichiarazione adottata il 9 dicembre 1975 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, vengano codificati e godibili senza burocratici intralci; 4) il compito, invero improbo, di modificare la corrente concezione dell'abolizione del sistema assistenziale, e di opporsi alla riduzione di benefici economici alle classi disagiate e di assumere, a tal fine, le iniziative piu' opportune." -: quali impegni si intendano assumere a tutela dei cittadini disabili. (2-00148)