Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03389 presentata da GUALCO GIACOMO (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19920715
Ai Ministri dell'agricoltura e foreste e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso che: di fronte alle gravi preoccupazioni delle associazioni dei produttori di latte della provincia di Genova, che, a seguito dell'intervenuta dismissione dell'Azienda municipalizzata del latte di Genova con cessione del complesso dei relativi beni alla societa' Parmalat, intende promuovere le piu' congrue e incisive iniziative volte ad affrontare le insorte problematiche onde pervenire alla piu' ampia tutela di una categoria del mondo agricolo (i produttori di latte) fra le piu' disagiate ed economicamente deboli specie nel territorio dell'entroterra genovese. Al riguardo, la questione puo' essere, brevemente, cosi' riassunta: a seguito di avviso di asta pubblica inserito nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica del 17 agosto 1991, la Parmalat e' divenuta proprietaria dei beni costituenti il complesso dell'Azienda municipalizzata del latte di Genova, ora gestita da una societa' ad hoc costituita sotto la denominazione "Centrale del latte di Genova Srl"; nell'avviso di asta pubblica era contenuta la previsione dell'assunzione dell'impegno, da parte dell'aggiudicatario, di ritirare, per una durata non inferiore ai cinque anni, il latte conferito dalla produzione locale tramite le proprie forme associative. Si tratta, evidentemente, di una clausola attraverso la quale il comune di Genova ha inteso inserire una forma di garanzia a favore dei produttori locali per un determinato periodo di tempo; l'impegno ribadito nell'atto unilaterale di obbligo e recepito nel contratto poi intercorso tra il comune e la Parmalat e' stato individuato dal comune medesimo come uno dei presupposti per la scelta dell'aggiudicatario, volendo l'amministrazione evidentemente perseguire una inequivoca finalita' di tutela della produzione locale. L'interpretazione della volonta' del comune nel senso indicato e' certa e risulta del resto confermata anche nel testo di una lettera della Centrale del latte in data 3 aprile 1992, ove si precisa che, dall'esame della deliberazione n. 22 del 1991 del consiglio comunale, degli atti amministrativi successivi, dell'avviso d'asta e del contratto 8 febbraio 1992, "emerge in tutta evidenza che la sollecitudine sociale del comune di Genova era diretta a conservare ai produttori locali il tradizionale sbocco commerciale consistente nel conferimento del latte proveniente dalle aziende da essi condotte alla Centrale cittadina"; altrettanto evidente e' la volonta' da parte dei beneficiari dell'impegno (Associazione regionale ed enti cooperativi che ne fanno parte) di profittare della prestazione a loro favore prevista; volonta' del resto nota alla Centrale del latte e alla Parmalat, come risulta dal comportamento tenuto dalle parti, sia anteriore sia successivo alla stipulazione del contratto. Rispetto alla situazione descritta parrebbe sussistere il pieno diritto dei produttori locali a continuare a conferire presso la Centrale il latte di loro produzione: tale prodotto proviene esclusivamente dagli enti che fanno parte dell'Associazione, senza che vi sia in alcun modo conferimento di latte non direttamente proveniente dalla produzione locale, ma acquistato altrove; non si e' invece affatto previsto, ne' nell'avviso d'asta ne' nel contratto, che il latte conferito dovesse presentare qualita' e requisiti tali da renderlo destinabile ad un determinato tipo di utilizzazione (esempio alimentare); pareva necessario, e sufficiente, che il prodotto conferito risultasse conforme agli standards ed ai requisiti di legge a tutela dell'igiene degli alimenti e della salute per venir avviato alla produzione (articolo 10 del contratto sopra citato); a fronte di tale situazione, come si e' potuto apprendere dalla stampa nonche' direttamente dalle associazioni dei produttori, la nuova "Centrale" di proprieta' della Parmalat ha concretamente minacciato di non ritirare piu' il latte locale qualora non venisse garantita una produzione avente le caratteristiche di qualita' e di igiene imposte dalla recente normativa sul trattamento e la commercializzazione del latte alimentare vaccino (legge 3 maggio 1989, n. 169). Considerato altresi' che la giunta regionale della Liguria si e' orientata a valersi di contributi CEE per l'attuazione della seconda fase del PIM Liguria, realizzando interventi su locali aziendali, apparecchi, impianti, mezzi refrigeranti per la raccolta ed il trasporto, per una spesa globale sino a 10.000 milioni di lire, di cui solo un quarto a carico dei beneficiari; si tratta di un'azione di indubbia efficacia che contribuira' sicuramente a risolvere rilevanti problemi strutturali della categoria. Frattanto, nell'attesa che venga portato a completa realizzazione l'adeguamento igienico e strutturale delle aziende agricolo-zootecniche in corso di predisposizione da parte dell'Ente regionale, assolutamente indispensabile a prescindere dalla problematica in atto, consapevole che la riferita minaccia della Parmalat, se attuata, rischierebbe di compromettere in modo grave e difficilmente reversibile non solo l'allevamento nelle valli dell'entroterra, ma la stessa possibilita', per molte famiglie di contadini, di continuare l'attivita' e conseguentemente il presidio del territorio -: 1) quali iniziative intenda assumere nei confronti della Parmalat al fine di garantire la continuazione del conferimento del latte per uso alimentare da parte degli allevatori locali, almeno per un periodo di transizione che permetta di realizzare gli interventi previsti dal PIM Liguria; 2) se si intendano attuare eventuali ulteriori iniziative al fine di garantire, in tempi quanto piu' possibile brevi, l'adeguamento delle aziende agricolo-zootecniche alle normative sopra richiamate; 3) se si intenda promuovere ai vari livelli di competenza una coordinata azione a sostegno delle realta' agricole dell'entroterra, per garantire la conservazione di un presidio indispensabile, sul territorio. (4-03389)