Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03467 presentata da LONGO FRANCO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19920716
Ai Ministri di grazia e giustizia e del turismo e spettacolo. - Per sapere - premesso che: e' in corso, da parte della magistratura veneta, una indagine giudiziaria su gravissime irregolarita' e su reati relativi all'esecuzione del nuovo tribunale di Padova e del nuovo stadio di calcio padovano; che da interrogatori gia' effettuati nei confronti di imprenditori o dirigenti d'azienda operanti a Padova nel settore delle costruzioni, emergerebbe l'assitenza di un centro di prelievo di tangenti, distribuite poi a notabili ed esponenti locali di partiti di governo; in particolare, l'interrogatorio del direttore generale della Grassetto SPA, Giuseppe Agostosi, avrebbe accertato l'emissione di una tangente da un miliardo per la costruzione dello stadio, tangente che, come risulta da notizie di stampa, sarebbe stata "distribuita tra esponenti autorevoli della DC e del PSI", e avrebbe consentito di intravedere una tangente di un altro miliardo e mezzo per la costruzione del nuovo tribunale, distribuita nella stessa direzione politica anche se, pare, a nomi diversi; le opere in oggetto sono tutte eseguite con i soldi dello Stato (il tribunale con i fondi dell'edilizia giudiziaria, e lo stadio con i soldi della legge sui Mondiali di calcio '90), e la loro costruzione, pur essendo avvenuta con lo strumento discutibile della concessione, era sottoposta a verifiche e controlli anche da parte di organi centrali dello Stato; nel corso d'opera, le spese di costruzione del nuovo stadio e del nuovo tribunale hanno subito una lievitazione enorme, sia per aggiornamenti prezzi sia per migliorie successive, con pesanti oneri e maggiori spese a carico della collettivita': trattasi dei congegni formali attraverso cui, tipicamente, i percettori di tangenti ricompensano le imprese che quelle tangenti hanno emesso -: 1) se i Ministri interessati non ritengano di aprire una inchiesta interna sulla attendibilita' e sulla esistenza effettiva o meno delle ragioni che hanno fatto decidere a suo tempo lo strumento della concessione invece che quello del concorso-appalto, per valutare anche eventuali inquinamenti siano avvenuti di settori degli apparati ministeriali preposti a funzioni di istruttoria e controllo dei progetti, dell'aggiudicazione della loro esecuzione, della formazione e dell'aumento dei prezzi; 2) se i Ministri interessati non ritengano di valutare per tempo, e in senso affermativo, la costituzione di parte civile da parte dello Stato nel procedimento giudiziario che scaturira' dalle attuali indagini; 3) se il Ministro di grazia e giustizia conosce le ragioni che hanno indotto, dall'iniziale ipotesi di edificazione su area di proprieta' comunale (PPI), a decidere l'edificazione del tribunale su area di proprieta' dell'impresa costruttrice; 4) se il Ministro di grazia e giustizia, in particolare, data la delicatezza dell'opera in oggetto e la dimensione, clamorosa e paradossale del reato ipotizzato (tangenti sul palazzo di giustizia!...), che si sarebbe per di piu' consumato nella disattenzione piu' totale degli stessi responsabili degli uffici giudiziari padovani (nelle cronache locali, le uniche polemiche sollevatesi dall'interno del tribunale nei confronti della nuova sede, nei mesi scorsi, apparirebbero essersi rivolte esclusivamente alla funzionalita' e alla distribuzione degli spazi interni tra i vari uffici, in una sorta di "competizione di prestigio" fatta di metri quadrati: tipica la pretesa di piu' spazio attribuita al procuratore della Repubblica Torregrossa), non ritenga di rivedere completamente procedure e sistemi di approvazione di progetti, di attribuzione di incarichi di direzione lavori, di verifica dei prezzi, a prescindere dai livelli di responsabilita' formale (comune interessato, Ministero, ecc.) da cui queste decisioni dipendono. (4-03467)
La normativa relativa all'edilizia giudiziaria e' contenuta nella legge 30 marzo 1981, n. 119. Detta legge, nell'articolo 19, dopo avere attribuito ai comuni la facolta' di compiere interventi nel settore, stabilisce che l'onere di ammortamento dei relativi mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti, sia assunto in ogni caso a totale carico del bilancio dello Stato. Ai fini della concessione dei mutui, gli enti locali interessati devono allegare alla richiesta di finanziamento l'attestazione che il progetto esecutivo dei lavori ha riportato il parere favorevole del Ministero di Grazia e Giustizia. Ogni iniziativa al riguardo e', pertanto, rimessa all'ente locale sia per quanto concerne la richiesta di finanziamento, sia per quanto attiene alla fase procedimentale concernente la progettazione, l'affidamento e l'esecuzione dell'opera, in quanto al comune spetta, ai sensi della legge 24 aprile 1941, n. 392, di provvedere al reperimento dei locali destinati ad Uffici Giudiziari e alle spese di gestione degli stessi. All'Amministrazione di Grazia e Giustizia compete, soltanto, il parere sul progetto esecutivo, dell'opera da allegare, a cura del comune, alla richiesta di finanziamento della Cassa Depositi e Prestiti. In assenza di specifiche disposizioni normative circa la struttura del procedimento amministrativo da adottare per l'attuazione della suindicata legge, questo Ministero ha ritenuto di darsi le seguenti regole procedimentali, desunte dal principio costituzionale inteso ad assicurare il buon andamento e la imparzialita' della Pubblica Amministrazione. In tale ottica sono state impartite ai comuni, per il tramite dei Presidenti delle Corti di Appello, direttive volte a regolare il procedimento relativo alla concessione del mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti, ponendo a carico dei comuni medesimi l'onere di provare documentalmente il compimento delle seguenti attivita': 1) proposizione, previa delibera del Consiglio comunale, della domanda del Sindaco volta ad ottenere la concessione del mutuo per la realizzazione dell'opera; 2) predisposizione a cura del comune del progetto esecutivo; 3) visto dei Capi degli Uffici Giudiziari interessati, inteso ad attestare la rispondenza del progetto alle esigenze operativo-funzionali dei fruitori dell'opera; 4) relazione del Provveditorato regionale alle Opere Pubbliche, territorialmente competente, con parere favorevole sia in linea tecnica sia riguardo alla congruita' della spesa, elemento questo su cui, ove il Provveditorato ritenesse di non potersi esprimere, dovra' essere sentito l'Ufficio Tecnico Erariale. Sulla base di tale documentazione il Ministero di Grazia e Giustizia esprime il parere favorevole previsto dall'articolo 19 della legge citata, da allegare alla richiesta di finanziamento che l'ente locale rivolge direttamente alla Cassa Depositi e Prestiti. Con la procedura illustrata si e' inteso acquisire dai competenti organi esterni tutti gli elementi di fatto necessari alla valutazione globale del progetto, che altrimenti questa Amministrazione, priva di un proprio idoneo organo interno, non sarebbe in grado di effettuare ne' sotto il profilo tecnico funzionale, ne' sotto il profilo economico. Quanto ai controlli, il Ministero si limita alla verifica dell'adeguatezza delle dimensioni dell'opera progettata rispetto alle esigenze logistiche, anche future, degli uffici giudiziari interessati (nell'ipotesi in cui sia prossima l'istituzione di nuovi uffici, quali ad esempio quello del Giudice di Pace) nonche alla razionale distribuzione degli spazi interni in relazione alle specifiche funzioni che vi dovranno essere svolte. Tanto premesso, e con specifico riferimento al Palazzo di Giustizia di Padova, ribadita l'estraneita' del Ministero alle decisioni di carattere tecnico-urbanistico per l'individuazione dell'area e per le modalita' di scelta del proprietario di essa di esclusiva competenza dell'Amministrazione comunale, si fa presente che il progetto originario di 1^ stralcio dei lavori, predisposto nel novembre 84, e' pervenuto alla competente Direzione Generale degli Affari Civili, corredato dei pareri favorevoli dei capi degli uffici giudiziari, del parere di congruita' dell'U.T.E. sul valore dell'area nonche' dell'approvazione del Magistrato alle Acque-Provveditorato regionale alle OO.PP. Sulla base di tale documentazione, questo Ministero in data 13/2/85 ha espresso sul progetto parere favorevole, ai sensi dell'articolo 19 L. 30/3/81 n. 119. Nell'aprile 88 l'Amministrazione comunale di Padova comunicava che era stata predisposta una perizia suppletiva e di variante resasi necessaria in relazione a categorie di lavori non previste o previste in quantita' non adeguate alle effettive esigenze individuate dai Capi degli uffici giudiziari e comunque tendenti ad un migliore e piu' razionale utilizzo del costruendo Palazzo di Giustizia. In particolare, le modifiche del progetto originario ivi contenute erano dirette ad adeguare le strutture, specie quelle di fondazione, alle prescrizioni formulate dagli organi tecnici statali ed a fronteggiare le ulteriori esigenze di spazio indotte dalla riforma del codice di procedura penale. Tale perizia ha ottenuto, in data 13/10/88, il parere favorevole in linea tecnica ed economica del CTA presso il Provveditorato regionale alle OO.PP., per una maggiore spesa di L. 15.242.330.133, parere cui si e' adeguato questo Ministero, che, successivamente, il 14/3/91, ha espresso parere favorevole alla perizia suppletiva di revisione dei prezzi risalenti al 1988, per una maggiore spesa di L. 7.871.503.880, previa approvazione in linea tecnica ed economica, da parte dello stesso CTA del Provveditorato in data 17/9/90. E' infine pervenuto un progetto esecutivo definitivo per una spesa prevista di L. 21.848.455.000 corredato del parere di idoneita' tecnico-funzionale e di congruita' della spesa espresso il 6/12/90 dal detto CTA, su cui pure il Ministero ha dato parere favorevole in data 11/10/91. Tale progetto prevedeva opere di finitura, di sistemazione distributiva dei nuovi uffici della Procura della Repubblica c/o la Pretura Circondariale, dell'Ufficio di Sorveglianza e della Corte d'Assise, nonche' opere di impiantistica, antincendio, murarie e di canalizzazione per la predisposizione degli impianti di sicurezza attiva. In merito ai lavori di costruzione dello stadio di Padova, il Ministero del Turismo e dello Spettacolo ha riferito quanto segue. Tale opera e' finanziata ai sensi della legge 65/87 e fa parte dei programmi di realizzazione di Impianti sportivi relativi all'anno 1987, approvati con decreto ministeriale 30 marzo 1988, pubblicato sul supplemento ordinario della G.U. del 26 aprile 1988 e la situazione dei lavori puo' essere cosi' sintetizzata. Con convenzione stipulata a Padova l'11 giugno 1988 rep. 76643 reg.ta a Padova il 21 giugno 1988 n. 4155 A.P., e' stata affidata dal comune di Padova in concessione al Consorzio Padova Sport la progettazione esecutiva, la direzione dei lavori, l'assistenza, la contabilizzazione, l'esecuzione, gli oneri di collaudo, l'accatastamento e il certificato di agibilita' ed omologazione del CONI dei lavori di costruzione del nuovo stadio di calcio nel comune di Padova. Il consiglio comunale di Padova con deliberazione n. 784 adottata nella seduta del 25 luglio 1988 ha approvato il progetto generale nell'importo di L. 53.682.358.701 nonche' il primo stralcio per L. 30.470.841.903. L'esecuzione dei lavori del primo stralcio e' stata affidata al concessionario con atto aggiuntivo n. 1 del 21 luglio 1989 rep. 76754 reg.to a Padova il 18.10.1989 n. 06635 serie I atti pubblici per l'importo di L. 30.470.841.903 corrispondenti allo stanziamento disponibile. Le opere relative al suddetto primo stralcio sono state finanziate per L. 13.500.000.000 con l'impegno sul cap. 4778 del bilancio del comune per l'anno 1989 e per L. 16.970.841.000 con mutuo di pari importo concesso dalla Cassa Depositi e Prestiti. La direzione dei lavori e' stata affidata dal concessionario al dottor arch. Alberto Guizzardi e la vigilanza ed il controllo viene esercitata dal comune di Padova attraverso apposito ufficio di sorveglianza nominato ai sensi dell'articolo 10 del citato atto aggiuntivo. La consegna dei lavori e' avvenuta da parte del comune di Padova il 20 ottobre 1989, e in base alle disposizioni dell'articolo 11 dell'atto aggiuntivo 21 luglio 1989, il termine utile per l'esecuzione dell'opera era fissato in gg. 820 naturali e consecutivi decorrenti dalla data di consegna e cioe' il 17.1.1992 (salvo provvedimenti di sospensione dei lavori). La commissione di collaudo, in occasione della visita effettuata il 2 settembre 1991 ha potuto constatare che lo stato dei lavori si discostava di molto dal programma iniziale, in quanto risultavano eseguite opere per circa 7 miliardi a fronte dei 16 miliardi previsti contrattualmente (circa il 43,75 per cento). Tale scostamento e' stato piu' volte segnalato al concessionario ed al comune di Padova Ufficio di sorveglianza. Esso e' dipeso in massima parte dalla decisa opposizione dei proprietari delle aree ed altri immobili, che hanno impedito l'occupazione dei terreni interessati ai lavori ed in particolare delle zone destinate a parcheggio e alla viabilita'. Dalle notizie avute dal Consorzio concessionario, lo stesso ha fatto presente alla commissione di collaudo, di aver presentato, in data 7/5/1991 al comune di Padova, per il completamento delle opere totali, una proposta di perizia che stimerebbe l'onere complessivo in L. 68 miliardi a fronte dei 53 miliardi circa previsti nella stima economica allegata all'atto di concessione. Il finanziamento del primo stralcio funzionale e' completo per quanto si riferisce alle opere previste nella convenzione-concessione. Il Consorzio ha anche presentato al comune di Padova, una proposta di variante per il primo stralcio, con un esubero di spesa, non ancora finanziata di circa L. 10.500.000.000. Di questi, L. 4.500.000.000 sono per opere previste nel progetto generale e delle quali il Consorzio chiede l'esecuzione nel primo stralcio in quanto necessarie sia per una maggiore funzionalita' della prima parte dell'opera da realizzare, sia perche' permette di proseguire nei lavori degli stralci successivi senza interrompere l'utilizzazione totale dell'opera stessa. Proprio a tale fine le centrali tecnologiche sono state riprogettate e collocate in modo da essere gia' ora definitive, onde evitare opere provvisorie. Per quanto riguarda il nuovo sistema di viabilita' e di parcheggi, il relativo progetto e' stato approvato con delibera n. 118 dell'1.7.1991. Tale delibera non e' divenuta esecutiva per interposta opposizione alla regione Veneto da parte di terzi. I costi relativi agli altri espropri possono lievitare in quanto la Commissione mista della Provincia e dell'U.T.E. non ha ancora stabilito l'indennita' definitiva di esproprio. Non sembra, al momento, possibile il rispetto dei tempi previsti nell'atto di concessione per il completamento del primo stralcio, non essendo ancora iniziate le procedure di esproprio per la variante urbanistica che, come si e' detto, e' tuttora in itinere. Infine, non e' ipotizzabile, in mancanza del necessario finanziamento, il completamento del progetto generale. Si fa presente, da ultimo, che in merito alle opere pubbliche oggetto dell'interrogazione, sono state svolte indagini preliminari il cui esito ha indotto la Procura della Repubblica di Padova nell'ambito dei procedimenti n. 5999/89 e n. 150/92 reg. N.R. ad inoltrare al Parlamento richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di due deputati, essendo emersi indizi in ordine agli ipotizzati delitti di abuso d'ufficio, peculato e corruzione, commessi in concorso con imprenditori e pubblici amministratori. Deve poi escludersi l'asserita "disattenzione" dei "responsabili degli uffici giudiziari padovani", giacche', fin dal 1985, la locale Procura della Repubblica ha avviato approfondite indagini dirette a verificare la regolarita' delle procedure seguite per la costruzione del palazzo di giustizia. L'esito negativo di esse, concluse con decreto di archiviazione, puo' essere ascritto all'elevato grado di impermeabilita' che presentavano all'epoca i settori interessati e quelli contigui alla corruzione, come ormai ampiamente dimostrato dai successivi utili accertamenti svolti in diversi distretti della Repubblica. Il Ministro di grazia e giustizia: Conso.