Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00150 presentata da RAPAGNA' PIO (FEDER. EUROPEO PR) in data 19920716
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dei lavori pubblici, per sapere - premesso che: con delibera del CIPE del settembre 1981 furono stabiliti tra l'altro i criteri di massima che le regioni avrebbero dovuto applicare, per la determinazione dei canoni degli alloggi di edilizia popolare pubblica; a seguito di tale delibera alcune regioni hanno promulgato leggi specifiche, utilizzando criteri diversi, differenziati e contrapposti, mentre altre hanno mantenuto regimi precedenti per la determinazione dei canoni ed in particolare quelli contenuti nella legge n. 513 del 1977; gravi disparita' ed ingiustizie si sono verificate tra regione e regione e, nell'interno della stessa regione, tra provincia e provincia, anche per la diversa interpretazione dei riferimenti a criteri, coefficienti e percentuali estrapolati dalla legge n. 392 del 1978, quali ad esempio: categoria catastale (A2, A3, A4), stato di manutenzione (normale, mediocre, scadente), ubicazione, tasso di rendimento (2,50 - 3,00 - 3,50 - 3,85 per cento); le percentuali di riduzione del canone oggettivo rispetto alle fasce di reddito sono risultate notevolmente differenziate su tutto il territorio nazionale, cosi' come si e' verificato per le percentuali di incidenza massima del canone sul reddito del nucleo familiare (8 - 10 - 12 - 15 - 18 per cento), nonche' per gli stessi criteri di determinazione del reddito di riferimento necessario a stabilire fasce reddituali e relativo canone, con incomprensibili differenziazioni tra le regioni: sono di volta in volta inclusi o esclusi sussidi a portatori di handicap, pensioni minime o sociali, reddito precario dei figli, rimborsi per danni al fisico a causa di infortuni civili o sul lavoro ecc.; in particolare nella regione Abruzzo a seguito dell'applicazione della legge regionale n. 55 del 1986 gli Istituti autonomi per le case popolari hanno proceduto ad una rideterminazione dei canoni di affitto con conseguenti notevoli aumenti: si sono verificate richieste di canoni di affitto insostenibili con cifre di 250.000 - 300.000 - 350.000 - 400.000 lire mensili (e finanche 457.000 lire per una casa popolare di Roseto degli Abruzzi °Teramo! assegnata alla famiglia Catena); a fronte delle richieste di chiarimento degli affittuari degli alloggi popolari gli IACP non hanno fornito alcuna risposta; dinanzi al rifiuto di molti inquilini di versare la differenza tra i vecchi ed i nuovi canoni di affitto, gli IACP hanno avviato procedure legali con richieste di sfratto per morosita' e di intervento dell'ufficiale giudiziario per il sequestro dei beni mobili delle famiglie sottoposte al contenzioso -: 1) se non intendano porre allo studio un intervento a livello nazionale sulla normativa in materia di determinazione dei canoni nell'edilizia popolare: sganciandola dai criteri e coefficienti relativi alla legge n. 392 del 1978, in quanto detta legge concerne l'edilizia privata e speculativa; stabilendo che il canone per l'edilizia pubblica e popolare venga stabilito in modo tale che lo stesso non sia mai superiore al 10 per cento del reddito "effettivo" del capofamiglia assegnatario, con la esclusione di quello precario dei figli, delle pensioni di invalidita' e vecchiaia, dei sussidi per infortuni, danni al fisico, portatori di handicap, malati gravi, conviventi col capofamiglia stesso; stabilendo che detta normativa sia uniformemente attuata in tutte le regioni ed all'interno di ogni singola regione; 2) se non intendano promuovere una indagine conoscitiva sullo stato della edilizia popolare e sulle incivili condizioni di vita nella maggior parte dei quartieri popolari delle nostre citta'; 3) quali iniziative di competenza il Governo intenda immediatamente assumere presso la regione Abruzzo affinche' la stessa: a) provveda, dopo sei anni di conflitto con l'Unione inquilini, a trovare una soluzione al problema dei canoni arbitrariamente "gonfiati" e pretesi dagli IACP d'Abruzzo; b) ponga urgentemente allo studio la definitiva modifica della legge regionale n. 55 del 1986, sulla base delle proposte avanzate dall'Unione inquilini; c) imponga agli IACP l'interruzione delle procedure legali messe in atto, procedendo al ricalcolo di tutti i canoni, e delle relative differenze accumulatesi, a partire dal gennaio 1987, utilizzando criteri e coefficienti piu' aderenti alla effettiva condizione del patrimonio abitativo pubblico ed alle difficili condizioni di vita nei vari quartieri popolari; d) attivi il Fondo sociale di solidarieta' previsto dalla legge regionale n. 55 del 1986; e) ponga il Parlamento, il Governo ed il Ministro dei lavori pubblici in condizione di conoscere i piani ordinari e straordinari per la riqualificazione degli alloggi IACP e per il radicale miglioramento delle condizioni di vita nei quartieri popolari delle principali citta' abruzzesi (Pescara, Chieti, L'Aquila, Ortona, Vasto, S. Salvo, Montesilvano, Sulmona, Avezzano, Teramo). (2-00150)