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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00149 presentata da IMPOSIMATO FERDINANDO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19920716

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'interno, di grazia e giustizia, della difesa e delle finanze, per sapere - premesso che: i consiglieri comunali di Caserta: Vito Infante, Domenico Marzaioli e Stefano Giordano, del gruppo di "Citta' Nuova", denunciano quanto segue in una interpellanza al sindaco di Caserta: "che, per legge, i beneficiari di concessioni edilizie sono tenuti al pagamento, in favore del comune, di oneri di costruzione e di urbanizzazione, che dovrebbero costituire, in una citta' cosi' intensamente impegnata nel settore edilizio qual e' quella di Caserta, una delle maggiori fonti di entrate per le finanze comunali; che il comune di Caserta, anziche' seguire la via maestra della pretesa degli oneri di urbanizzazione, e' ricorso frequentemente al sistema degli "atti d'obbligo", che, nella logica della sua impostazione, avrebbe dovuto costituire un equivalente della somma dovuta a titolo di oneri di urbanizzazione; che, altrettanto frequentemente, in relazione all'esecuzione di progetti edilizi di particolare consistenza (complessi immobiliari ecc.), il comune e' ricorso al sistema delle "cessioni volontarie" di suoli e di manufatti da destinare a servizi sociali da parte dei destinatari delle concessioni (e varianti); che a parte ogni rilievo circa la correttezza non solo formale, ma anche sostanziale (effettiva equivalenza tra le somme dovute come oneri e le soluzioni alternative adottate) - e' dato osservare che i beneficiari degli atti d'obbligo e delle cessioni volontarie sono stati sovente incuranti della relativa esecuzione, favoriti, in tali inadempienze, dall'inerzia dell'amministrazione; che gravi e diffuse inadempienze sono state riscontrate anche nel pagamento degli oneri di costruzione e di urbanizzazione; che, solo a seguito della ferma ed energica presa di posizione, da parte di larghi strati dell'opposizione, plaudita e sostenuta dalla generalita' dei cittadini desiderosi di efficienza e di trasparenza nella gestione della cosa pubblica, l'amministrazione si decideva ad adottare tra il 1922 e il 1990 alcune delibere con le quali conferiva incarico a due legali ai fini del recupero degli oneri di costruzione e di urbanizzazione, mentre con altra delibera del 1990 istituiva una commissione formata dai capigruppo dei partiti presenti in consiglio comunale per una ricognizione degli atti d'obbligo; che le delibere di cui innanzi sono rimaste lettera morta, non avendo atti d'obbligo; che la risposta data dall'amministrazione con le menzionate delibere e' stata chiaramente dilatoria sia per il metodo seguito (non occorreva, infatti, per atti meramente esecutivi alcun ulteriore intervento dell'amministrazione, potendo e dovendo essere all'uopo sufficiente l'attivazione degli uffici preposti alla riscossione degli oneri in parola ed al controllo dell'esecuzione degli atti d'obbligo e delle cessioni volontarie) sia per i tempi scelti, che, coincidendo, in sostanza, con la vigilia della scadenza del mandato consiliare, condizionavano negativamente - e in modo fin troppo evidente - il conseguimento degli obiettivi indicati; peraltro, il raggiungimento di tali obiettivi costituisce ineludibile, categorico dovere sia per il risanamento delle dissestate finanze comunali sia per l'erogazione, in favore della collettivita', di strutture e servizi sociali e in particolare di aree utilizzabili, tra l'altro, a parcheggi e a verde pubblico attrezzato, la cui carenza rappresenta uno dei problemi piu' avvertiti dalla cittadinanza (si pensi alle esigenze del traffico e alla necessita' di spazi pubblici per giovani e anziani); la sollevata questione si pone in termini di estrema rilevanza anche sul piano giuridico, come evidenziato dagli interventi spiegati, in materia, dalla Corte dei conti, la quale ha mosso gravissimi addebiti ad amministratori e funzionari di vari comuni, anche della nostra provincia, per fatti analoghi a quelli oggetto della presente interpellanza; a norma dell'articolo 43 del Regolamento per le attivita' consiliari, rivolgono formale interpellanza per conoscere: 1) quali e quante sono, a partire dal 1977 (anno di entrata in vigore della legge "Bucalossi"), le concessioni e relative varianti rilasciate dal comune di Caserta che comportano atti d'obbligo e cessioni volontarie; 2) quali e quanti di tali atti d'obbligo e cessioni volontarie sono stati regolarmente eseguiti e quali e quanti invece non sono stati eseguiti, specificando il motivo della mancata esecuzione; 3) se gli atti d'obbligo e le cessioni volontarie siano stati tutti regolarmente trascritti presso la competente Conservatoria dei Registri immobiliari, precisando, in mancanza, i motivi dell'eventuale omissione; 4) se per tutti gli atti d'obbligo e cessioni volontarie previsti da concessioni edilizie sia seguita la presa di possesso da parte del comune, specificando, per ciascun eventuale caso di mancata presa di possesso, i motivi dell'omissione; 5) perche' non hanno avuto piu' seguito le delibere che conferivano incarico ai detti due legali per il recupero di quanto dovuto dai beneficiari di concessioni edilizie a titolo di oneri di costruzione e di urbanizzazione; 6) perche' il comune, per le somme dovute dai costruttori che si sono limitati a versare solo la prima rata degli oneri, non s'e' rivalso presso le compagnie di assicurazione con le quali i costruttori stessi avevano stipulato polizza fideiussoria; 7) quali misure sono state adottate nei confronti di quei costruttori che non hanno versato neppure la prima rata degli oneri di costruzione; 8) quali provvedimenti siano stati adottati nei confronti di quei funzionari che con il loro comportamento omissivo hanno prodotto un danno gravissimo al comune, quantificabile, a quanto pare, in almeno venti miliardi per gli oneri di costruzione e di urbanizzazione e in almeno una decina di miliardi per i beni immobili non acquisiti"; i fatti come sopra esposti appaiono di particolare gravita' ed integrano non solo gli estremi dell'abuso in atti di ufficio al fine di recare vantaggi a terzi, ma perfino il reato di peculato -: a) quale sia la ragione per la quale il sindaco e la giunta comunale di Caserta non hanno provveduto a rivalersi, per le somme dovute dai costruttori e non versate, presso le compagnie di assicurazione con le quali i costruttori avevano stipulato polizza fideiussoria; b) se risulti quali misure il sindaco abbia adottato nei confronti dei costruttori inadempienti; c) se il mancato esperimento di azioni legali da parte del sindaco nei confronti dei costruttori non nasconda un fenomeno di tangenti versate dagli stessi costruttori, che sono stati beneficiati di abbuoni per circa 20 miliardi; d) quale sia il risultato delle indagini della Corte dei conti, della polizia di Stato, della Guardia di finanza e dell'Arma dei carabinieri. (2-00149)

 
Cronologia
martedì 14 luglio
  • Politica, cultura e società
    In riferimento alle indagini sulle tangenti, l'ex Ministro degli esteri Gianni De Michelis (PSI) è raggiunto da un avviso di garanzia.

sabato 18 luglio
  • Politica, cultura e società
    L'ex vicesegretario della DC Silvio Lega è raggiunto da un avviso di garanzia in relazione alle indagini sulle tangenti.