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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00138 presentata da CAPRILI MILZIADE (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920720

Al Ministro dei trasporti. - Per sapere - premesso che: da quando e' in vigore il Piano generale dei trasporti, ma anche con atti precedenti, si e' affermata da parte del Governo la volonta' di recuperare consistenti quantita' di traffico alle ferrovie dello Stato per riequilibrare le varie modalita' di trasporto squilibrate verso il settore della gomma; nel Piano generale dei trasporti sono previsti i corridoi plurimodali (tirrenico, centro-dorsale, adriatico) che avrebbero dovuto costituire insieme alle trasversali gli assi portanti delle comunicazioni nord-sud dell'Italia e dell'Italia con l'Europa; gli interventi parziali e tardivi sui corridoi hanno portato ad ampliare ed aumentare infrastrutture e traffico sull'asse centrale-dorsale, creando squilibri e situazioni insostenibili sull'asse centrale stesso e sugli altri, sul piano dell'eccessiva concentrazione del traffico da un lato e dell'inadeguatezza delle infrastrutture dall'altro; si sostiene da tempo che ai fini di correggere il progressivo aumento di inquinamento ambientale, il treno, se opportunamente sviluppato e utilizzato sia per il trasporto delle persone sia per le merci, risulta il mezzo meno inquinante; gli interventi correttivi e i cambiamenti proposti dai dirigenti delle ferrovie dello Stato e dai ministri che si sono via via succeduti, anziche' muoversi sulla linea delle scelte iniziali e favorire il processo di sviluppo e non solo di ristrutturazione, cosi' come e' avvenuto e sta avvenendo nei paesi europei con i quali spesso il Governo tende a confrontare settori importanti dell'economia e del lavoro, fra i quali la Germania, la Francia e la Spagna, hanno causato peggioramento nel servizio, scoraggiando cosi' gli utenti, sia passeggeri che merci; gli utenti passeggeri quotidiani sono i pendolari (lavoratori-studenti) sulle brevi-medie distanze, che vengono scoraggiati ad usare il mezzo pubblico-treno e sono costretti a prolungare il tempo per raggiungere i luoghi di lavoro e di studio, se non ne sono addirittura impediti anche a causa delle lunghe pause notturne senza treni -: quali siano le ragioni che nella predisposizione dell'orario invernale delle FS hanno portato alla soppressione di treni e fermate sulla linea tirrenica, soprattutto a Viareggio e a Grosseto; perche' non si sia tenuto conto delle difficolta' persistenti sulla Firenze-Pistoia-Lucca-Viareggio, in particolare nel tratto Pistoia-Lucca e della Porrettana nel tratto Porretta-Pistoia, che per il trasporto merci sarebbe una utile alternativa alla direttissima; per quali motivazioni non si sia ovviato alle deficienze esistenti anzi si sono notevolmente peggiorati i collegamenti Firenze-Pisa-Livorno; perche' non si sia pensato a collegare in modo efficiente l'interno della Toscana con le localita' costiere, penalizzando cosi' sia il turismo sia il termalismo; quali siano le ragioni che portano ad emarginare nei piani di ammodernamento e di aumento della velocita' gli interventi a terra sulla tirrenica, ritardando il completamento della banalizzazione degli scambi da Migliarino San Rossore a Civitavecchia e lasciando in condizioni precarie la linea elettrica da Pisa a La Spezia; se sia a conoscenza che cittadini, sindacati, enti locali hanno manifestato il 22 settembre in tutta la Toscana per rivendicare giustamente interventi tendenti a correggere le gravi deficienze della rete ferroviaria; quali provvedimenti intenda assumere per rompere il progressivo isolamento della maggior parte delle aree e delle citta' toscane tra loro e il resto d'Italia. (5-00138)





 
Cronologia
domenica 19 luglio
  • Politica, cultura e società
    In un gravissimo attentato la mafia uccide a Palermo il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta.

martedì 21 luglio
  • Politica, cultura e società
    I funerali degli agenti di scorta del giudice Borsellino sono turbati da una violenta contestazione da parte dei cittadini alle più alte cariche dello Stato.