Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00160 presentata da PAPPALARDO ANTONIO (PARTITO SOCIALISTA DEMOCRATICO ITALIANO) in data 19920722
Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri dell'interno e della difesa, per conoscere - premesso che: dopo l'ennesima strage a Palermo si sono ancora una volta sentite parole inutili di rammarico e di costernazione che non risolvono certamente il problema del fenomeno mafioso in Sicilia; il Giudice Borsellino e i cinque poliziotti di scorta sono stati uccisi con un'azione di vera e propria guerra contro lo Stato; di fronte all'arroganza e alla violenza mafiosa, lo Stato risponde tentennando sulle decisioni forti che bisogna prendere. Per cui leggi che istituiscono la DNA e la DIA non sono state ancora attuate e il trasferimento di detenuti mafiosi da Palermo all'isola di Pianosa si e' potuto effettuare solo dopo l'ultima strage; i responsabili dell'ordine e della sicurezza pubblica di Palermo nonostante la disponibilita' di uomini e di mezzi, maggiore che in tutto il resto d'Italia, non riescono a delineare, ad avviso dell'interrogante, una minima attivita' preventiva e repressiva in Sicilia. Gli stessi, nonostante sapessero da diversi giorni che il giudice Borsellino sarebbe stato bersaglio della mafia, non solo non hanno invitato il magistrato ad allontanarsi da Palermo in via cautelare, ma non hanno adottato efficaci misure di protezione alla sua persona, limitandosi a potenziare la scorta, come se non fosse accaduta due mesi prima la strage di Capaci, sicche' al termine i morti sono stati di piu'. A questo punto non si puo' fare a meno di affermare che o la strage a Palermo si e' verificata per mancanza di capacita' oppure esistono ben piu' gravi motivi dei quali si dovra' occupare con urgenza la Commissione Antimafia, di cui mi auguro una celere istituzione; il capo della Polizia, il Comandante Generale dell'Arma e il Comandante Generale della Guardia di Finanza, nonche' l'alto Commissario per la lotta contro la mafia e i responsabili dei servizi segreti sono ciascuno responsabili di un'attivita' di direzione dei servizi di competenza che ad avviso dell'interrogante si e' rivelata inefficace per costituire un valido strumento di lotta contro la mafia. Infatti, il Capo della Polizia, da oltre cinque anni in carica, e il Comandante Generale dell'Arma, da tre anni in carica, non hanno saputo indirizzare le due forze di polizia verso un'attivita' ben concertata di controllo del territorio siciliano; il Comandante Generale della Guardia di Finanza non sembra, secondo quanto risulta all'interrogante, che abbia fatto intensificare l'azione di controllo dei patrimoni dei mafiosi e del riciclaggio dei loro proventi illeciti; i responsabili dei servizi segreti non sono riusciti a penetrare gli ambienti mafiosi, per ottenere informazioni utili al fine di prevenire uccisioni e stragi; l'Alto Commissario per la lotta contro la mafia risulta ormai una figura sbiadita senza alcun contributo nella lotta contro il crimine organizzato; occorre a questo punto dare risposte politiche ed operative concrete e serie al fine di non abbandonare questi uomini coraggiosi che servono fedelmente lo Stato, ad un inutile massacro -: se non ritenga opportuno rivedere tutto il sistema di prevenzione e di repressione in Sicilia nominando un responsabile unico delle operazioni da condurre nell'isola, con speciali poteri; se non ritenga opportuno esaminare le posizioni dei responsabili della sicurezza e dell'ordine pubblico a livello centrale e in Sicilia, al fine di porre a quegli incarichi uomini forniti di alta professionalita' e che diano nuovo slancio e vigore al personale che in Sicilia pone a repentaglio la propria vita tutti i giorni. (2-00160)