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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00161 presentata da MELANDRI EUGENIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920722

I sottoscritti chiedono d'interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri di grazia e giustizia e dell'interno, per sapere - premesso che: anche quest'anno, nel rapporto 1992 di Amnesty International, l'Italia e' finita nel libro nero dei paesi che hanno violato i diritti umani; diversi sono gli episodi denunciati nel rapporto di Amnesty International, tra i quali elenchiamo: a) il 23 gennaio 1991 agenti delle forze dell'ordine procedettero allo sgombero di locali abbandonati a Roma (ex pastificio Pantanella) in cui avevano trovato rifugio circa 2000 immigrati, la maggioranza dei quali provenienti dal subcontinente indiano e dall'Africa settentrionale. Dopo un primo esame dei passaporti e dei permessi di soggiorno, circa 1000 immigrati vennero condotti presso una caserma dei carabinieri, dove furono trattenuti per accertamenti per 48 ore. Alcuni parlamentari e consiglieri comunali che visitarono la caserma il 24 gennaio dichiararono di aver visto gli agenti colpire gli immigrati, che molti di essi presentavano lesioni visibili e che alcuni dovettero ricorrere a cure mediche dopo il rilascio. In occasione di una manifestazione tenuta il 25 gennaio, circa 30 immigrati poterono esibire lividi sul volto, braccia fasciate e ustioni alle mani che sarebbero state provocate dagli agenti con sigarette accese; b) nell'aprile del 1991 i detenuti del carcere di Solliciano (Firenze) dichiararono al giudice di sorveglianza e al direttore generale per gli istituti di prevenzione e pena del Ministero della Giustizia che gli agenti di custodia erano soliti maltrattare i detenuti, anche con percosse. La maggior parte delle denunce si riferiva ai detenuti di origine nordafricana, che costituivano circa il 40 per cento della popolazione del carcere. Il direttore del carcere dichiaro' alla stampa che competente in merito era il giudice di sorveglianza. In dicembre i detenuti lamentarono in una lettera alla stampa che perduravano i maltrattamenti dei reclusi, sia degli uomini che delle donne; c) un'inchiesta giudiziaria era in corso alla fine dell'anno sulle denunce di tortura e maltrattamento dei detenuti del carcere di Fuorni, in seguito ad una perquisizione che sarebbe stata effettuata da 100-150 agenti di custodia a volto coperto il 15 dicembre 1990. Secondo la versione fornita dai detenuti, gli agenti di custodia li avrebbero prima costretti a spogliarsi e a fare flessioni, per poi percoterli ripetutamente con manganelli e bastoni; inoltre sarebbero stati costretti a inginocchiarsi con la faccia al muro e le braccia alzate, per essere percossi ogni volta che si voltavano. Alcuni detenuti avrebbero subito l'introduzione nell'ano di manici di scopa, e i detenuti piu' giovani sarebbero stati costretti a sputare addosso a quelli piu' anziani e a schiaffeggiarli. Nei giorni immediatamente seguenti la perquisizione, l'infermeria del carcere avrebbe rilasciato circa 100 certificati medici attestanti lesioni guaribili in tre-cinque giorni. Si affermo' che un detenuto avrebbe perso un occhio, uno avrebbe avuto una perforazione timpanica, uno avrebbe riportato fratture alle dita di una mano, mentre un altro avrebbe riportato la rottura di alcuni denti. Quattro o cinque detenuti sarebbero stati ricoverati in ospedale, ma in gennaio si disse che alcuni detenuti che pure avevano riportato delle lesioni non avrebbero ricevuto un trattamento medico adeguato; d) un'inchiesta giudiziaria aperta in seguito alle denunce di maltrattamento di cui sarebbero stati vittima 20 detenuti del carcere di Novara, dispersi dagli agenti di custodia mentre si trovavano nel cortile del carcere nel gennaio 1990, venne chiusa nel mese di marzo, quando il giudice per le indagini preliminari ne dispose l'archiviazione. Il magistrato ritenne l'operato degli agenti conforme alla legge, ma "connotato dalla massima disorganizzazione"; non fu nemmeno possibile accertare l'identita' degli agenti di custodia coinvolti nell'episodio. Il magistrato concluse che non vi era modo di confermare o smentire la versione fornita dai detenuti, secondo cui gli agenti avrebbero malmenato almeno quattro di essi dopo averli dispersi. Non vi erano quindi prove di una eventuale calunnia da parte dei detenuti nei confronti degli agenti di custodia, mentre fu riconosciuta nel contempo come priva di fondamento la denuncia secondo cui i detenuti avrebbero aggredito gli agenti mentre venivano dispersi; e) e' proseguita l'inchiesta relativa alla morte di due zingari di origine slava, i cugini Spaho e Sefik Halilovic, avvenuta nel novembre del 1990 per i colpi di arma da fuoco esplosi da agenti di polizia. I due si trovavano con altre persone a bordo di un furgone che due agenti della polizia stradale, sospettando trasportasse merce rubata, inseguirono e bloccarono. Il Ministro degli Interni pro tempore dichiaro' che le persone a bordo del furgone si dettero alla fuga e che uno dei due agenti sparo' in aria alcuni colpi di avvertimento; quando i fuggitivi risposero al fuoco, l'altro agente sparo' uccidendo Spaho e Sefik Halilovic. Apparentemente non fu trovata alcuna arma da fuoco vicino ai cadaveri: le uniche cartucce rinvenute sarebbero state quelle in dotazione alla polizia. Un primo esame dei cadaveri avrebbe rivelato che mentre uno dei due uomini era stato colpito alla schiena, l'altro fu raggiunto da tre spari alla testa, esplosi da breve distanza. Una delle persone che si trovavano a bordo del furgone e che erano riuscite a scappare avrebbe dichiarato di aver visto un agente che sparava a Spaho Halilovic mentre questi si trovava a terra e gli implorava di non farlo; in occasione di un incontro con il Presidente del Consiglio pro tempore senatore Giulio Andreotti, nel mese di ottobre, un rappresentante di Amnesty International presento' una memoria nella quale venivano descritti diversi presunti casi di tortura o maltrattamento dei detenuti, che avrebbero avuto luogo fra il 1986 ed il 1991. Nella memoria si sottolineava con preoccupazione il numero dei casi segnalati e la mancanza di risposte da parte delle autorita', sulla maggior parte dei casi in oggetto, alle richieste d'informazioni di Amnesty International. Fu espressa preoccupazione anche per l'apparente immobilita' delle inchieste giudiziarie avviate negli anni precedenti su alcuni degli episodi di maltrattamento segnalati da Amnesty International, come quello relativo ad almeno 47 detenuti nel carcere di Milano nel 1988 e quello relativo a circa 30 detenuti nel carcere di Napoli nel 1986. Il senatore Andreotti assicuro' che avrebbe sollecitato un esame approfondito di tutti i casi citati, e che avrebbe informato Amnesty International delle risultanze a riguardo. Ad oggi niente di tutto cio' risulta essere pervenuto alla sede di Amnesty International -: se gli episodi denunciati dal rapporto 1992 di Amnesty International corrispondano a verita' e a che punto siano le inchieste giudiziarie sugli stessi; se il Governo non ritenga di rendere concrete le dichiarazioni d'intenti enunciate dal Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore nell'incontro con Amnesty International dell'autunno scorso; quali provvedimenti intenda assumere affinche' nelle carceri italiane siano rigorosamente rispettati i diritti umani; se il Governo non ritenga di dover autorizzare una delegazione di Amnesty International ad effettuare un reale monitoraggio dello stato dei diritti dell'uomo negli istituti di reclusione e pena, consentendone l'accesso e il colloquio con i detenuti. (2-00161)

 
Cronologia
martedì 21 luglio
  • Politica, cultura e società
    I funerali degli agenti di scorta del giudice Borsellino sono turbati da una violenta contestazione da parte dei cittadini alle più alte cariche dello Stato.

giovedì 23 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Si insedia la Commissione parlamentare per le riforme istituzionali, che sarà presieduta dal deputato Ciriaco De Mita (DC).