Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03929 presentata da MATTEJA BRUNO (LEGA NORD) in data 19920728
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: i comuni di Ceresole Reale e Noasca (TO) sono tuttora isolati, fatto questo che, come e' noto, e' dovuto alle piogge del giugno scorso che hanno provocato lo slittamento di alcuni massi che hanno parzialmente bloccato la statale 460 della Valle dell'Orco; a dire degli esperti ufficiali, vista la pericolosita' persistente, occorreva procedere alla realizzazione di una costosa deviazione stradale piu' a valle dell'attuale statale; i lavori, assegnati, "vista l'urgenza" senza gara di appalto alla ditta Mattioda, che prevedono la consegna del nuovo tratto stradale con transitabilita' entro il 7-8 agosto prossimo venturo, pregiudicando completamente la stagione turistica nell'area, unica vera fonte economica di questa realta' alpina; gli abitanti della zona, residenti da sempre in quei comuni, ritengono questo particolare evento non piu' pericoloso di molti altri che avvengono da sempre e periodicamente lungo la statale 460; almeno apparentemente, chiunque faccia un sopralluogo, non riscontra quel cosi' grave pericolo -: se non sia il caso di nominare una commissione d'inchiesta per determinare se sono stati presi i provvedimenti piu' idonei, rapidi e meno costosi per quella specifica situazione, nonche' per valutare se la costosissima soluzione di realizzare una provvisoria deviazione stradale poteva essere per il momento evitata. (4-03929)
Gli eventi calamitosi del 27 giugno 1992 hanno provocato il distacco di imponenti massi dalla parete rocciosa sovrastante la statale n. 460 al Km. 57,800, per cui il sindaco di Noasca ha emesso apposita ordinanza di chiusura della statale e di sgombero di alcune abitazioni della zona. Sono stati subito effettuati i sopralluoghi congiunti di funzionari del servizio geologico della regione, dell'ANAS, della prefettura e dei comuni a seguito dei quali e' stata evidenziata una persistente situazione di rischio nello stato delle rocce costituenti la pendice a monte, non eliminabile in loco; i lavori di ripristino del transito sulla statale sono stati conseguentemente individuati con una soluzione considerata la piu' rapida ed economica, per togliere l'isolamento dei comuni di Noasca e di Ceresole. Le opere sono state affidate con il rito di somma urgenza e sono state compiute entro il termine di 30 giorni, inferiore di 8 giorni a quello prescritto dalla ordinanza del ministro per il Coordinamento della protezione civile in data 3 luglio 1992. Il transito e' stato riaperto in data 1 agosto 1992 e costituisce un incontestabile risultato reso possibile solo per l'eccezionale impegno tecnico messo a disposizione dell'ANAS per porre rimedio ai rischi derivanti dall'evento calamitoso. La richiesta di nominare una commissione d'inchiesta, si ritiene sia superata dall'indagine giudiziaria effettuata, dal primo istante, dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Ivrea che ha eseguito un personale sopralluogo con tutti gli enti interessati ed ha nomimato un proprio perito nella persona del professor Bottino dell'universita' di Torino il quale ha gia' riferito, in una propria relazione, che condivide la soluzione attuata con l'aggiunta di alcune ulteriori protezioni. Il Ministro dei lavori pubblici: Merloni.