Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00183 presentata da POLI BORTONE ADRIANA (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920729
Ai Ministri dell'industria, commercio e artigianato, di grazia e giustizia e del lavoro e previdenza sociale. - Per sapere: se non intendano far luce sui fatti esposti dai Cobas Alfa Romeo su un volantino inviato per conoscenza all'interrogante e del seguente contenuto testuale: "Nel 1986 il Governo, il Ministro delle partecipazioni statali, il CIPI e tutti gli organi predisposti hanno individuato "nella Fiat l'acquirente che ha avanzato le proposte preferibili" per l'acquisto dell'Alfa Romeo. Tutto questo non e' avvenuto! L'identita' aziendale non esiste piu', anzi l'Alfa Lancia e' stata sciolta e tutto e' ormai Fiat Auto. Non vi sono nuovi modelli per Arese e si lavora su Y10 e 164 progettata dall'Alfa Romeo. Interi reparti vengono chiusi. L'occupazione e' passata da 16.500 a 9.500 lavoratori con la contemporanea chiusura di Desio e della Maserati. Gli investimenti promessi non sono mai stati fatti. Ma oltre alla truffa vi e' anche la beffa, la Fiat iniziera' a pagare (prima rata) l'Alfa dal 1^ gennaio 1993 ben 6 anni dopo l'acquisto e ad un prezzo di 1.050 miliardi pari a circa 500-600 del 1986. Mentre ci si appresta a concedere altro denaro pubblico per la fabbrica in Basilicata nessun organo dello Stato verifica l'operato della Fiat sulla vicenda Alfa Romeo. La Fiat e' un'associazione a delinquere. Alcuni ex dirigenti Fiat nei mesi scorsi hanno raccontato come e' organizzato l'apparato poliziesco della Fiat. Intercettazioni telefoniche, pedinamenti, controlli scrivanie personali, organizzazioni testimonianze processi, agenzie esterne di investigazione, organizzare pestaggi, tutto questo ai danni dei lavoratori piu' sindacalizzati per trovare il sistema per licenziarli. Solo ad Arese la Fiat e' arrivata a 19 licenziamenti politici con lavoratori licenziati fino a 7 volte. La Fiat, capitale immorale. L'avvocato Chiusano, presidente della Juventus e legale del gruppo Fiat, cerca di zittire i magistrati e i padroni che stanno confessando i reati commessi per le tangenti ai politici. Ma l'arresto di Enzo Papi, amministratore delegato della Cogefar-Impresit e da 15 anni ai massimi livelli della Fiat, evidenzia illegalita' difficili da nascondere. Siamo di fronte a violazioni clamorose sia della legge italiana sia dello statuto dei lavoratori, per questo occorre far emergere la verita' e mettere la Fiat sotto processo". (5-00183)