Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00176 presentata da MONELLO PAOLO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19920729
Ai Ministri dell'interno, di grazia e giustizia e della difesa. - Per sapere - premesso che: il prefetto di Ragusa, con proprio decreto del 16 luglio 1992 ha sospeso il consiglio, la giunta e il sindaco di Scicli, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 15-bis della legge 19 marzo 1990, n. 55 in considerazione dell'avvio delle procedure di scioglimento del consiglio stesso; nella narrativa del decreto si fa riferimento a "elementi su condizionamenti di amministratori comunali con soggetti direttamente o indirettamente collegati alla criminalita' organizzata, che compromettono la libera determinazione degli organi elettivi, tanto piu' che recentemente amministratori comunali tuttora facenti parte del consiglio municipale, sono stati inquisiti e privati della liberta' personale dall'autorita' giudiziaria competente"; il prefetto giustifica la sospensione dell'intero consiglio - per "il rischio di occultamento di documentazione e di altri atti similari...", mentre il tribunale della liberta' scarcero' ai primi di dicembre 1991 gli amministratori inquisiti perche' non sussisteva pericolo di inquinamento di prove; il decreto di scioglimento del consiglio comunale di Scicli, firmato il 18 luglio 1992, reca, come allegato, quella che si presume essere la relazione preparata dal prefetto di Ragusa in data 4 luglio, dalla quale si evincono le motivazioni che hanno generato il provvedimento e che sono le seguenti: a) il territorio di Scicli e' il secondo, in ambito provinciale, ad essere piu' esposto ad ingerenze delle organizzazioni criminali di stampo mafioso; b) e' stata evidenziata l'esistenza di collegamenti tra alcuni componenti dell'amministrazione comunale di Scicli e gli ambienti della criminalita' organizzata; c) tali collegamenti sarebbero quelli esistenti fra l'assessore La Rocca e i suoi fratelli, uno dei quali recentemente assassinato; d) l'esistenza del clan Ruggeri-Musumeci, i cui capi sono attualmente in carcere; e) illegittimita' nel settore degli appalti, con coinvolgimento del sindaco pro tempore Amenta e altri assessori e funzionari; f) indagini avrebbero evidenziato l'influenza nel territorio di Scicli di imprenditori locali direttamente o indirettamente collegati a personaggi molto vicini alla criminalita' organizzata di stampo mafioso, che risultano aggiudicatari di appalti significativi per frequenza e consistenza, con rapporti clientelari tra l'A.C. e una serie di ditte, delle quali alcune inquisite per associazione di stampo mafioso; g) lo stato di degrado amministrativo e illegalita' nella gestione dell'ente. In particolare il consigliere Amenta, gia' sindaco, risulta coinvolto nella vicenda penale relativa ai lavori di pavimentazione stradale, e avrebbe cointeressenze in numerose imprese edilizie, nonche' vari procedimenti penali; h) altri amministratori, oltre che nelle vicende di novembre, avrebbero commesso reati contro la pubblica amministrazione; i) la successione appare difficoltosa in quanto i consiglieri comunali, quasi tutti con procedimenti penali, sono sottoposti a pressioni sempre piu' insistenti da parte dell'imprenditoria locale; l) da tutto cio' deriverebbero i condizionamenti diretti e indiretti che giustificherebbero il provvedimento. A parere dell'interrogante un piu' attento esame dei fatti e meno protagonismo, avrebbero evitato al prefetto l'imprecisione e la superficialita', di cui la relazione appare infarcita e avrebbero evitato l'arbitrarieta' e il polverone suscitato dal duplice provvedimento (la sospensione e poi lo scioglimento), ma cio' che piu' colpiscono nella relazione sono le omissioni e altre cose non vere, ma riportate quasi per "sentito dire". Infatti, cosa stranissima, niente si dice della sequela di attentati a ben tre fra sindaci ed ex sindaci, cui sono state bruciate le residenze, al segretario generale, persino nel suo comune di origine, a S. Ninfa, ad amministratori del consorzio di bonifica di Scicli, senza che mai sia stata fatta luce su questi fatti, ben piu' gravi di quelli citati nella relazione. Lo scioglimento del consiglio si basa sui seguenti fatti, di cui facilmente emerge l'insufficienza: 1) rapporti parentali fra un amministratore e i suoi fratelli, facendo ricadere su fedeli servitori dello Stato (l'assessore La Rocca ha prestato onorato servizio nell'aeronautica per 20 anni, con 5 encomi solenni per i delicati incarichi espletati) colpe dei fratelli, che in nessun caso, in uno stato di diritto, possono coinvolgere gli innocenti. L'interrogante si domanda se siano questi i collegamenti fra amministratori e malavita; 2) l'esistenza della malavita, oltre che sul territorio di Scicli, purtroppo e' estesa a tutta la provincia di Ragusa, con personaggi ben piu' feroci e legami ben piu' importanti che quelli delle presenze denunciate, peraltro ormai di pochissimo conto, come testimonia la recente relazione al Parlamento del ministro Scotti; 3) "l'illegittimita' nel settore degli appalti", di cui si parla, con la presunzione d'innocenza fino alla condanna, non da' diritto, a parere dell'interrogante, al prefetto di emettere condanne radicali, sia perche' e' falso che quasi tutti i consiglieri hanno precedenti penali (la magistratura ancora non si e' pronunciata), sia perche' le imprese citate e praticamente definite mafiose dal prefetto si stanno querelando contro di lui per l'inconsistenza delle accuse: alcune non hanno partecipato a gare da oltre 10 anni; altre hanno eseguito lavori saltuariamente e per importi di poche decine di milioni; quelle citate come incriminate per associazione di stampo mafioso, su attestazione della stessa prefettura rilasciata per iscritto al comune di Scicli risultano "prosciolte"; 4) gli amministratori e i consiglieri di cui si dice abbiano altri precedenti penali, risultano o prosciolti perche' i fatti non sussistono o non hanno alcun procedimento penale, tranne, per alcuni ex assessori, i fatti di novembre, sui quali ancora e' in corso il procedimento; 5) sono parte integrante nel provvedimento discutibili e personali giudizi politici (non certo spettanti ad un prefetto) sulla situazione politica del comune di Scicli, che unita ad altre "esternazioni" e ingerenze nella normale attivita' di altri enti locali della provincia, caratterizzano il rappresentante del Governo in provincia di Ragusa -: pertanto, al fine di riportare la serenita' e la vera giustizia alla comunita' di Scicli, che si vede privata della democrazia comunale per ben 18 mesi: 1) se i Ministri, ciascuno per le proprie competenze, non ritengano opportuno, sulla base delle contestazioni, dei ricorsi annunciati al TAR e alle querele, verificare quanto il prefetto di Ragusa ha relazionato, e che a prima vista all'interrogante sembra arbitrario e poco fondato da un lato, gravemente omissivo dall'altro lato e quindi revocare un provvedimento abnorme rispetto ai fatti riferiti; 2) se intendano sollecitare la conclusione dell'inchiesta sui fatti di novembre, in modo che si accerti la verita' e ci siano le giuste condanne o le giuste assoluzioni; 3) se intendano fare piena luce sui gravi episodi di intimidazione contro vari amministratori, di cui il prefetto non parla; 4) se intendano ridare a Scicli, una delle "citta' del mondo" di Elio Vittorini, la serenita' e la giustizia, senza processi sommari e meramente indiziari, colpendo i singoli se necessario e non la comunita' intera, onesta, laboriosa e ricca di cultura; 5) se intendano evitare che la lotta contro la corruzione, la criminalita' e la mafia, sia fatta di inutili polveroni che forse servono solo ad agevolare alcune carriere; 6) se intendano dare risposta a domande poste dall'interrogante in precedenti atti ispettivi sull'argomento, al fine di eliminare le voci circolanti su presunte minacce di alcuni militi dell'Arma dei carabinieri ad un qualche ex sindaco di Scicli in merito alle oscure vicende nella caserma dei carabinieri di Scicli; 7) se intendano evitare infine, nel difficile momento in cui il Paese si trova, di commettere ingiustizie e di procedere a ingiustificate e sommarie sospensioni delle liberta' democratiche municipali, proprio al fine di rendere piu' forte la presenza dello Stato. (5-00176)