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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04169 presentata da RONCHI EDOARDO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19920730

Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premessa: l'iniziativa di ferma condanna del regime iraniano per la continua violazione dei diritti umani, accompagnata dalla richiesta di sanzioni economiche e militari contro questo regime, a cui hanno aderito 377 parlamentari italiani, 154 eurodeputati, 230 parlamentari inglesi, 219 membri del Congresso americano; la recente repressione operata dal regime iraniano contro le manifestazioni antigovernative in Iran e il perdurare cronico della violazione dei diritti umani; l'ultima risoluzione del Parlamento europeo sull'Iran (11 giugno 1992) in cui si chiede la sospensione dei rapporti bilaterali con questa dittatura -: 1) le motivazioni dell'invito al Ministro degli affari esteri del regime iraniano, Ali Akbar Velayati, a recarsi in Italia e della sua urgenza; 2) quali garanzie abbia potuto avere il Governo italiano dal Ministro degli affari esteri iraniano per il rispetto dei diritti umani in Iran e per evitare nuove aggressioni e attivita' terroristiche all'estero da parte del regime iraniano. (4-04169)

Il Governo italiano segue con particolare attenzione la situazione dei diritti umani in Iran, e non ha mancato occasione, negli incontri bilaterali avuti con le autorita' di Teheran, di insistere sulla necessita' che l'Iran si attenga alle norme fondamentali di rispetto dei diritti dell'uomo. Il tema e' stato anche sollevato nel corso della visita del ministro degli esteri iraniano Velayati a Roma lo scorso 29 luglio. Ma e' stato soprattutto nell'ambito delle Nazioni Unite, per il suo naturale ruolo di garante del rispetto dalle norme fondamentali di convivenza pacifica da parte dai membri della comunita' internazionale, che l'Italia - assieme agli altri partners europei - ha svolto le opportune azioni di pressione e persuasione. Negli scorsi anni, sia in Commissione diritti umani che in Assemblea generale, il nostro Governo, in stretto contatto con gli altri paesi comunitari, ha seguito una linea d'azione, concretizzatasi nell'adozione di apposite risoluzioni, al fine di indurre Teheran al pieno rispetto dei diritti umani. Nel corrente anno, mentre l'Iran annunciava di voler sospendere la collaborazione fino a quel momento attuata con le Nazioni Unite relativa ai controlli nel paese delle violazioni dei diritti umani, il relatore speciale, nel suo rapporto alla 47^ Sessione della CDU, ha indicato che le violazioni sono proseguite o si sono addirittura aggravate. La presidenza portoghese aveva pertanto proposto alla CDU una risoluzione in virtu' della quale l'Iran continua ad essere sotto il controllo della commissione. Viene inoltre confermato il mandato del relatore speciale, al quale e' stato richiesto di presentare un rapporto provvisorio all'Assemblea generale attualmente in corso. La risoluzione di iniziativa comunitaria e' stata approvata dalla CDU con 22 voti favorevoli (occidentali, maggioranza dei latino-americani, asiatici, Tunisia e Iraq), 12 voti contrari (islamici, asiatici e Cuba) e 15 astensioni (essenzialmente africani). Il Comitato sociale dell'ECOSOC ha approvato lo scorso 23 luglio il rapporto della 47^ sessione della CDU, che include la risoluzione riguardante l'Iran. La delegazione iraniana ha rinunciato a richiedere un nuovo voto sulla decisione adottata dalla CDU e si e' limitata ad esprimere la propria opposizione a provvedimenti ritenuti ingiustificati. Il caso dei diritti umani in Iran si riproporra' all'Assemblea generale. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Giacovazzo.



 
Cronologia
mercoledì 29 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 318 voti a favore e 246 contrari, l'articolo unico del disegno di legge A.C. 1287 di conversione del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, recante misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica, su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia.

venerdì 31 luglio
  • Politica, cultura e società
    Sindacati e Confindustria siglano un accordo per cancellare la scala mobile e bloccare i contratti in materia retributiva sino al 1994.