Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00235 presentata da TATARELLA GIUSEPPE (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19920804
Ai Ministri delle poste e telecomunicazioni e degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: in data 29 luglio 1992 la STET ha firmato una convenzione con la Repubblica di San Marino per l'esercizio di attivita' di telecomunicazioni, creando allo scopo una nuova societa', la INTELCOM SA, della quale detiene il 70 per cento delle quote azionarie; risultano essere soci dell'INTELCOM due aziende sammarinesi, la COTES SA e la G5 SA, la prima appaltatrice della SIP nella regione Emilia-Romagna, la seconda inattiva da molti anni; il dottor Allione, direttore generale della STET, ha affermato che la Repubblica di San Marino entrera' a far parte del progetto START (Sistema per il traffico della rete di telecomunicazioni) che, come e' noto, rappresenta un ambizioso progetto coordinato dall'amministrazione PT italiana e che prevede oltre 5 mila miliardi di investimenti -: se risulti che azionisti della COTES SA e della G5 SA siano familiari di dipendenti della SIP e se quote azionarie delle due societa' siano state recentemente cedute a dirigenti, anche in pensione, della STET e di due societa' partecipate; se il capitale sociale della INTELCOM, previsto in 3 miliardi di lire, sia stato versato interamente e se la STET abbia anticipato la quota di capitale spettante alle due societa' sammarinesi; se, in conformita' alle disposizioni emanate dalla SIP sulla trasparenza degli appalti, la ditta COTES SA sia stata cancellata dall'albo nazionale delle ditte installatrici, onde evitare vantaggi impropri ed illeciti che verrebbero conseguiti in virtu' della sua duplice veste di azionista e di ditta appaltatrice di aziende del gruppo STET; quali autorizzazioni siano state date dal Ministero delle PT italiane alla STET per la creazione dell'INTELCOM e se gli organi ispettivi e di controllo del Ministero siano stati interessati alla vicenda e quali siano i pareri eventualmente espressi; quali autorizzazioni siano state concesse dal Ministero degli esteri affinche' la finanziaria STET acquisisca concessioni governative per la gestione di servizi di telecomunicazioni della Repubblica di San Marino, direttamente o attraverso sue societa' partecipate; in base a quali strategie aziendali la STET e le sue societa' partecipate da molti anni tentano di impiantare sul Monte Titano costosissimi sistemi di telecomunicazioni senza ritorni economici, ma al solo fine di fronteggiare in loco una ipotetica concorrenza internazionale che, al contrario, sta occupando larghe fasce di mercato nel territorio italiano; quali contributi la STET-INTELCOM concedera' al progetto START prima che la costosa rete sia resa operante; se risponda al vero che e' in atto il tentativo di attivare a San Marino una societa' dai contorni allargati per sfruttare la legislazione fiscale della Repubblica adriatica e per lanciare l'ambizioso e fallito progetto di una tv di Stato sammarinese, come proverebbe l'indiscrezione secondo la quale il consiglio d'amministrazione della STET starebbe deliberando l'acquisto di due immobili e di un terreno a San Marino, per un costo totale di circa 50 miliardi, acquistando anche l'immobile ristrutturato recentemente che doveva ospitare la sede dell'emittente italo-sammarinese; se risulti che nei programmi della STET ci sarebbe lo sfruttamento di una futura emittente italo-sammarinese da collegare a sistemi satellitari e da inserire in networking con emittenti private per sei ore al giorno, cosi' come e' consentito dalla legge Mammi', raggiungendo un bacino d'utenza di quasi 15 milioni di utenti. (3-00235)