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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04389 presentata da VIOLANTE LUCIANO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19920806

Al Ministro dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso che: il CIPE, con delibera del luglio 1980, ha espresso parere favorevole alla costituzione della Soc. NUCLECO, in risposta alla richiesta del Ministero per l'industria, il commercio e l'artigianato al quale l'ENEA aveva inviato una specifica proposta in proposito; la NUCLECO e' divenuta realmente operativa nel campo della gestione dei rifiuti radioattivi prodotti dall'impiego di radioisotopi in ambito medico-sanitario, nella ricerca scientifica e nel campo delle applicazioni tecnologiche, solo nella seconda meta' degli anni ottanta, nello stesso periodo in cui sia il CIPE sia il Ministero per l'industria, il commercio e l'artigianato attribuivano all'ENEA una funzione di garante, sul territorio nazionale, dell'intero comparto della gestione dei rifiuti radioattivi, dalla produzione allo smaltimento; nel 1986, con delibera del Consiglio di Amministrazione dell'ENEA, tale funzione di garante fu concretizzata nella istituzione del Servizio Integrato, la cui gestione venne affidata al dr. Costa responsabile dell'Unita' progetto GERIF (Gestione Rifiuti Radioattivi), mentre la parte operativa venne affidata alla NUCLECO; in particolare la NUCLECO poteva operare in nome e per conto dell'ENEA, utilizzando tra l'altro gli impianti dell'ENEA stesso, purche' rispettasse alcuni limiti ed alcune norme codificate mediante la stipula, nel 1989, di una Convenzione tra l'ENEA e la NUCLECO; tra i vari compiti dei progetto GERIF, oltre a quello di coordinare la gestione dei rifiuti radioattivi a livello nazionale, c'era anche quello di controllare e garantire che fossero rispettati i requisiti di "buona gestione dei rifiuti" imposti dall'ENEA a quanti volessero affidare i propri rifiuti all'ENEA stesso, utilizzando la NUCLECO, come tramite, per le fasi di custodia temporanea, trattamento e/o condizionamento e smaltimento finale; tali requisiti sono contenuti in un documento distribuito alle USL, ai produttori, alle Amministrazioni Pubbliche, alle societa' di servizio; in esso sono riportate, in particolare, sia alcune indicazioni sulle modalita' di confezionamento dei "colli radioattivi" per il rispetto dei princi'pi di radioprotezione e sicurezza, delle norme che regolano il trasporto, delle norme igienico-sanitarie sia alcune modalita' per la compilazione dei documenti che permettono la completa identificazione dei rifiuti attraverso dati quali: l'identita' del produttore, le caratteristiche chimico-fisiche, la pericolosita' dal punto di vista igienico-sanitario; nel corso di recenti verifiche sistematiche (dicembre 1991-febbraio 1992) effettuate sui rifiuti raccolti o direttamente dalla NUCLECO o tramite societa' di servizio sono state evidenziate palesi inadempienze sia per quanto attiene il confezionamento dei colli radioattivi in arrivo al Centro ENEA della Casaccia, sia per quanto attiene il rispetto di alcune norme igienico-sanitarie (disinfezione o sterilizzazione dei rifiuti ospedalieri) sia infine per quanto attiene la compilazione della modulistica che accompagna ciascun collo radioattivo; l'unita' progetto GERIF, nel mentre stava effettuando una serie di verifiche, e' stata ostacolata nella sua azione di controllo da parte della NUCLECO; la vicenda e' stata portata a conoscenza sia dell'ufficio legale dell'ENEA, sia dell'alta Direzione dell'ENTE, senza che si sia, sino ad ora, manifestata alcuna volonta' di dirimere le controversie e ripristinare le attivita' interrotte in maniera del tutto arbitraria da parte della NUCLECO; di contro la Direzione Generale ha mostrato una palese volonta' di ulteriore diminuzione dei controlli da parte ENEA, affidando la maggior parte della responsabilita' alla NUCLECO. In tal modo e' venuta meno a quella funzione di garante che le autorita' avevano conferito all'ENEA, consentendo, tra l'altro, alla NUCLECO una maggiore autonomia soprattutto nei rapporti contrattuali con le societa' private, cioe' in un settore dove e' facile che l'interesse societario possa prevalere sull'interesse pubblico (economia di gestione dei rifiuti e rispetto delle norme di salvaguardia della salute e dell'ambiente); e' stata inoltre sospesa, su esplicita richiesta di alcuni operatori privati e del presidente della NUCLECO, qualsiasi azione volta a sensibilizzare i Pubblici Amministratori su una oculata gestione del denaro pubblico e su un maggior rispetto delle normative che regolano la materia. In seguito all'approfondimento di alcune situazioni "dubbie" comincia a profilarsi l'idea che alcune irregolarita' o di confezionamento o di compilazione della modulistica rispondessero alla volonta' di occultare alcune forme di illeciti amministrativi o di truffa ai danni delle Amministrazioni pubbliche; e cio' era possibile se si tiene conto di alcune considerazioni: 1) le tariffe che di norma regolano la gestione dei rifiuti radioattivi sono legate al solo volume. In sostanza se si dichiara che un bidone da 200 litri contiene rifiuti radioattivi, per esso si paga una tariffa che e' pari al prodotto di 200 per il costo unitario (lire/litro) anche se questo bidone fosse vuoto o riempito solo parzialmente; 2) in Italia esistono alcune societa' private (tra le piu' importanti ci sono la Campoverde e la Controlsonic di Milano, la Protex di Forli') che raccolgono i rifiuti presso i produttori (ospedali, centri diagnostici, laboratori di analisi, universita' centri di ricerca, ecc.), eseguono, con modalita' ed in impianti che non e' dato conoscere, "operazioni varie" che comportano nella totalita' dei casi "una riduzione di volume" dei rifiuti raccolti ed un loro riconfezionamento in nuovi contenitori. 3) se, con la complicita' piu' o meno esplicita e/o dolosa, di qualche responsabile amministrativo, escono dagli enti di cui sopra, fusti radioattivi vuoti o semivuoti, il guadagno, ovviamente illecito e' evidente, cosi' come e' evidente la truffa; 4) si potrebbe, purtroppo, creare anche una situazione di pericolo per la salute dell'uomo e la salvaguardia dell'ambiente, se tale operazione viene messa in atto da societa' prive di scrupoli; queste ultime, infatti, nell'intento di aumentare ulteriormente i loro guadagni, potrebbero procedere a smaltire nell'ambiente, in modo abusivo ed incontrollato, il contenuto dei fusti per poi consegnare alla NUCLECO e quindi all'ENEA, ente di Stato e quindi massimo garante agli occhi del pubblico, solo una parte dei rifiuti realmente raccolti, dichiarando invece di aver consegnato la totalita' di quelli raccolti. Dall'esame di alcuni tabulati risulta che, ad esempio, una discreta parte dei bidoni provenienti dalla Campoverde sono il risultato del riconfezionamento di un alto numero di bidoni originari che non si riesce a spiegare se non con la supposizione che questi fusti siano vuoti o semivuoti. Di cio' e' stata informata sia l'alta direzione ENEA sia la NUCLECO -: se risulti vero che il progetto GERIF sia stato escluso da ogni rapporto con le societa' esterne se risulti vero che la societa' Campoverde sia stata coinvolta in un'indagine da parte del sostituto procuratore presso la Procura circondariale di Milano; se risulti vero che il traffico dei rifiuti radioattivi coinvolge interessi degli attuali vertici della NUCLECO e che sussistano possibili connivenze con societa' esterne (es. Campoverde, MIT trasporti, SIR); per quali ragioni non sia stato possibile visionare i contratti, le schede originali presso il produttore nonche' effettuare un controllo aprendo i fusti in giacenza presso i magazzini, verificando la corrispondenza fra il contenuto dichiarato e quello realmente trovato; perche' non e' stato dato seguito alla richiesta del Progetto GERIF avviata in data 20 dicembre 1991 a tutte le USL perche' i colli radioattivi giungessero all'ENEA senza aver subito alcuna manomissione e perche' il saldo del pagamento fosse effettuato dopo l'attestato di avvenuto ricevimento da parte dell'ENEA; se risulti vero che la NUCLECO abbia sub-appaltato alla societa' SIR piu' di quanto permettesse il contratto per la gestione dei rifiuti speciali, tossici e nocivi; se risulti vero che nei rapporti contrattuali intercorsi tra l'ENEA e la NUCLECO per la gestione dei rifiuti speciali, tossici e nocivi prodotti nei centro ENEA della Casaccia sono state riscontrate numerose irregolarita' al punto che per il secondo semestre 1991 e per il 1992 la delibera presentata dal consiglio di amministrazione dell'ENEA e' stata bloccata per sospetti circa i prezzi e le quantita' dei rifiuti da smaltire; in particolare la cifra contrattuale pari a lire 4.251.870.000 risulta eccessiva (con una maggiorazione del 38 per cento) rispetto all'effettivo valore del servizio stesso; se risulti vero che la NUCLECO abbia sub-appaltato il lavoro alla societa' SIR e che questa abbia fatturato alla NUCLECO importi corrispondenti a quantita' e a prezzi maggiorati; quali iniziative intende assumere al fine di: a) modificare l'attuale normativa che regola la gestione dei rifiuti radioattivi al solo volume; b) assicurare un piu' efficace controllo sugli impianti e sulle modalita' con le quali le societa' private eseguono la raccolta dei rifiuti radioattivi; c) in che misura ed in che modo l'ENEA intende continuare la funzione di garante assegnatale dal CIPE e dal Ministro dell'industria commercio e artigianato. (4-04389)

 
Cronologia
sabato 1° agosto
  • Politica, cultura e società
    Bruno Trentin, contestato da una parte dell'organizzazione, rassegna le dimissioni da segretario generale della CGIL. Le ritirerà il 4 settembre.

venerdì 7 agosto
  • Politica, cultura e società
    Riassetto dell'industria pubblica: IRI, ENI, ed ENEL divengono società per azioni.