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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04601 presentata da MATTEJA BRUNO (LEGA NORD) in data 19920907

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della difesa e dell'interno. - Per sapere - premesso che: la recente decisione di inviare militari di leva del corpo alpini, nelle regioni sarda e siciliana, ha creato grave disappunto tra gli abitanti del Nord; tale decisione e' stata presa anche in relazione agli atti di terrorismo, banditismo e mafia in forte incremento in queste due regioni; gli ultimi gravi fatti di violenza dimostrano per la loro pericolosita', non essere una normale missione di addestramento; dei molti giovani di leva, inviati in queste regioni, non tutti avevano portato a termine il CAR, e quindi non avevano i requisiti indispensabili di addestramento per ragioni cosi' pericolose; e' evidente la necessita' di inviare dei corpi specializzati in guerriglia urbana ed extraurbana da contrapporre alla criminalita' organizzata, e non degli inesperti militari di leva; questi militari di leva appartengono quasi tutti alle regioni del Nord, quindi ben poco conoscitori delle realta' geografiche, costumi e tradizioni di quelle due regioni; e' evidente che militari di leva residenti in quelle due regioni, sarebbero sicuramente piu' adatti e motivati a mettere ordine nelle loro terre; non esiste nessuna ragione logica, in tempo di pace, per cui i militari di leva del Nord vengano inviati a rischiare la pelle, in realta' che niente hanno a che vedere con le loro tradizioni -: se il Governo non intenda porre fine a questa inutile sceneggiata, che mette a repentaglio l'incolumita' di tanti giovani militari di leva, ed alle ansie delle loro famiglie, e che qualora sia ritenuto necessario ed indispensabile l'incremento della presenza militare in Sicilia ed in Sardegna, di inviare corpi specializzati, conoscitori di queste due regioni e quindi da identificarsi tra i militari in esse residenti. (4-04601)

Si risponde anche a nome della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'interno. L'operazione "Vespri Siciliani" si e' obiettivamente rivelata tutt'altro che inutile e il Governo della Repubblica non ha posto in essere alcuna "sceneggiata", come afferma l'Onorevole interrogante. La decisione di inviare contingenti dell'Esercito in alcune aree sensibili del Paese - disposta, com'e' noto, con provvedimento d'urgenza poi convertito in legge - e' stata assunta dal Governo, previa attenta ponderazione di tutti i delicati problemi considerati nell'interrogazione. Con tale iniziativa si e' voluto assicurare il concorso di unita' operative dell'Esercito nelle attivita' (svolte dalle Forze dell'ordine), di controllo del territorio nonche' di prevenzione e repressione della criminalita'. Nell'operazione "Vespri Siciliani" la forza impegnata per tale attivita' e' di circa 7000 uomini di cui il 27 per cento formata da militari professionisti (ufficiali, sottufficiali e volontari in ferma prolungata) ed il 73 per cento da militari di leva. Tutto il personale di leva impiegato appartiene a contingenti che hanno completato l'iter addestrativo. I positivi risultati conseguiti sono evidenziati dalla decisa riduzione della microcriminalita' in tutta l'isola, con un calo dei reati rispetto all'anno precedente; fatto che ha ottenuto unanimi consensi ampiamente messi in risalto dagli organi di stampa e di informazione. Inoltre, la popolazione ha frequentemente manifestato atteggiamenti di simpatia, di apprezzamento e di riconoscenza, assumendo varie e sincere iniziative di solidarieta' nei confronti delle Forze Armate. L'esercitazione "Forza Paris" che si e' svolta dal 15 luglio al 23 settembre 1992 si prefiggeva lo scopo di svolgere, contestualmente all'addestramento militare, un'importante azione tesa alla socializzazione con le comunita' locali ed al sostegno della popolazione, nonche' di fornire il concorso indiretto alle forze di Polizia, mediante la presenza sul territorio; obiettivi che sono stati pienamente conseguiti. Il personale mediamente impiegato (contemporaneamente) in tale esercitazione e' stato di circa 5.000 uomini, di cui circa il 20 per cento formato da professionisti (ufficiali e sottufficiali) ed il rimanente 80 per cento da militari di leva. Per effetto della presenza militare si e' registrato, anche in questo caso, un notevole calo dell'attivita' criminosa e, ad esclusione dei noti limitatissimi episodi di intolleranza messi in atto da elementi della delinquenza locale, i rapporti con la popolazione sono stati buoni e si sono avute nu-merose manifestazioni di solidarieta' da parte di singoli cittadini e di organi di informazione. Il Ministro della difesa: Fabbri.



 
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