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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00251 presentata da SAVIO GASTONE (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19920910

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'agricoltura e delle foreste. - Per sapere - premesso che: la produzione della patata nel Veneto in generale e nel Colognese in particolare (Ovest-padovano, Bassa vicentina, veronese orientale), costituisce uno degli introiti base del reddito agricolo, sia per la qualita' del prodotto che per la quantita'; il prodotto ha sempre trovato fino all'anno 1991, anche nell'esportazione, prevalentemente nell'ambito dei Paesi comunitari, mercati sufficienti a smaltire con l'interno la quantita' prodotta (nell'anno 1991 circa novecentomila quintali); si verifica nell'anno 1992, che nel Colognese la produzione per il favore della stagione, passa, a stima, dai circa novecentomila quintali dell'annata 1991, ai circa milleduecento quintali dell'annata 1992 (25-30 per cento di prodotto in piu' - tutto il Nord Italia avra' una produzione di circa due milioni di quintali), e a meta' luglio comincia, per la maturazione, la raccolta; nel Centro-Sud Italia quest'anno la raccolta della patata (circa unmilioneottocentomila quintali, pressappoco la stessa quantita' dell'annata 1991), invece che effettuarsi ai primi di aprile, per le abbondanti piogge primaverili viene ritardata alla fine di giugno-primi di luglio, in coincidenza con il raccolto che si effettua al Nord, raddoppiando in tal modo la quantita' di patate che si deve immettere sul mercato; la mancata esportazione, nei mesi precedenti, da parte del Centro-Sud, provoca un conseguente crollo dei prezzi; i sindaci del veronese orientale, la Comunita' Adige-Gua', le associazioni di categoria, interessano, preoccupatissimi per le conseguenze economiche e sociali sull'ampio comprensorio, il Ministro dell'Agricoltura; ma fino a questo momento le risposte sono state molto relative e certamente inadeguate alla gravita' della situazione. Le preoccupazioni delle autorita' locali sono anche alimentate dall'avanzare di proposte estremistiche, proprie di chi avendo tutto affidato al proprio lavoro, si trova di fronte al crollo dei prezzi (l'offerta e' di 40-60 lire al Kg, mentre il costo di produzione si aggira intorno alle 100-120 lire al Kg) e vorrebbe agire nei modi usati recentemente dagli agricoltori francesi, che fecero coincidere la loro pubblica protesta con le giornate di totale paralisi nazionale provocata dal blocco dei Tir. Queste preoccupazioni troverebbero un ulteriore supporto dalle notizie sulle disparita' di trattamento da parte dell'AIMA, emergenti dal confronto fra gli interventi che questo Ente ha fatto al Centro-Sud e quelli, per la verita' molto relativi, che si appresterebbe ad effettuare al Nord. Il Centro-Sud d'Italia produce circa unmilioneottocentomila quintali di patate, la cui raccolta - come gia' detto - e' normalmente anticipata di circa tre mesi rispetto al Nord; il prodotto viene collocato soprattutto all'estero e soddisfa nei mesi di aprile-maggio-giugno il mercato nazionale. Nell'anno in corso questo non avviene, non solo, ma anche i Paesi stranieri (ad esempio Germania, Francia, Olanda), per gli stessi motivi che hanno favorito il Nord Italia, hanno un anticipo sulla raccolta di circa un mese ed un aumento della produzione, riducendo cosi' enormemente la possibilita' di importazione dei loro mercati. In conseguenza di cio' l'AIMA sarebbe intervenuta alla meta' di luglio nel Centro-Sud d'Italia, autorizzando la distillazione e la distruzione di seicentomila quintali di prodotto, pari ad un terzo dell'intera produzione del Centro-Sud, partendo dal prezzo di lire 100 nette al Kg, per ultimare l'intervento con un prezzo di lire 150 nette al Kg. Chiediamo se questo risponde a verita' e chi ha preso queste decisioni impartendo i relativi ordini. Perche' notizie di stampa dicono che l'AIMA autorizzerebbe nel Veneto un quantitativo di patate da distruggere o distillare pari a centocinquantamila quintali, ad un prezzo al produttore pari a lire 110 lorde al Kg (circa 80 lire nette al Kg); Se corrisponde al vero quanto abbiamo portato a verifica, due sono gli effetti di palese ingiustizia che penalizzerebbero i produttori di patate al Nord rispetto a quelli del Sud. Il primo che al Centro-Sud viene concesso un intervento quantitativo AIMA di circa il 30 per cento della produzione, rispetto al 10-12 per cento del Nord. Il secondo sta nella disparita' di prezzo pagata al Kg: 100-150 lire nette al Kg al Centro-Sud, 80 lire nette al Kg al Nord. Esiste un altro fattore su cui vorremmo avere delucidazioni e sapere se corrisponde a verita': che al Centro-Sud l'AIMA abbia autorizzato e quindi pagato la trasformazione della patata in farina di fecola, contribuendo al produttore lire 220 al Kg e all'industria di trasformazione lire 200 al Kg, pagando quindi l'Ente queste patate trasformate ben 420 lire al Kg -: se corrisponda al vero che nella riunione del 5 agosto scorso, presenti i responsabili dell'AIMA, il Ministro dell'Agricoltura ha concesso al Veneto uno stoccaggio di centosessantamila quintali di patate a lire 40 al Kg al produttore, il quale per il tipo di convenzione detta dello stoccaggio ha l'obbligo di tenere fermo il prodotto nel proprio magazzino per 120 giorni. Nella stessa riunione si sarebbe prospettata l'eventualita' che potessero venire ritirati cinquantamila quintali di patate allo stesso prezzo dei ritiri fatti al Centro-Sud (lire 150 nette al Kg), dato che il Centro-Sud non aveva la possibilita' di completare la distruzione e la distillazione dei seicentomila quintali che l'AIMA aveva concesso. Giunti a questo punto, qualora quanto esposto rispondesse al vero, l'AIMA deve essere posta dal Governo a parere degli interroganti nella possibilita' di trattare con criteri eguali sia l'agricoltore del Nord che quello del Centro-Sud d'Italia. Comunque, il problema della produzione della patata deve essere posto all'attenzione del Governo, affinche' nei prossimi incontri a livello comunitario venga affrontato e per tempo, essendo questa produzione di importanza nazionale e vitale per l'economia agricola di alcune importanti zone del Veneto occidentale. Alla questione latte e carne, per la quale la Comunita' Economica Europea continua a criminalizzarci, quando carne e latte vengono dall'estero a flusso ormai costante ed invadono i mercati nazionali mortificando l'incerta nostra produzione, noi aggiungiamo il problema della patata: un altro bene di cui si deve discutere produzione, trasformazione e distribuzione. (5-00251)





 
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