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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00277 presentata da BERGONZI PIERGIORGIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920910

Ai Ministri del lavoro e previdenza sociale, dell'industria, commercio e artigianato e per la funzione pubblica. - Per sapere - premesso che: l'accordo sottoscritto nel febbraio scorso da Olivetti, Sindacati Confederali Nazionali e Governo e' stato fino ad oggi completamente disatteso nelle sue parti fondamentali riguardanti le garanzie di occupazione per i dipendenti che la Olivetti intende licenziare; il Governo e' venuto clamorosamente meno a tutti i fondamentali impegni sottoscritti nell'accordo per garantire i posti di lavoro, in particolare: dal febbraio scorso non ha ancora convocato le parti per una verifica dell'accordo ignorando le precise scadenze (giugno, luglio, settembre) previste dallo stesso; non ha elaborato alcun provvedimento legislativo per il passaggio dei mille dipendenti Olivetti al pubblico impiego, mentre sarebbe possibile e indispensabile, ad avviso degli interroganti, presentare un decreto-legge come e' stato fatto sul tema dei prepensionamenti; per quanto riguarda la realta' cremasca, e' morto prima di nascere il progetto di Consorzio (previsto dall'accordo) di cui doveva essere principale azionista la regione Lombardia, per il riutilizzo dell'area attualmente occupata dalla Olivetti e che avrebbe dovuto avviare un progetto di reindustrializzazione della stessa con ricadute occupazionali certe, pure definite nell'accordo; sempre per quanto si riferisce alla situazione cremasca (la piu' colpita in termini occupazionali e di deindustrializzazione), fino ad oggi, contrariamente a quanto previsto dall'accordo, risulta del tutto irrilevante l'entita' della mobilita' dei lavoratori della Olivetti ad altre realta' produttive, cio' nonostante l'impegno di un "gruppo misto" all'uopo costituito e la piena e comprovata disponibilita' dei lavoratori Olivetti; nonostante quanto sopra evidenziato, la proprieta' sta procedendo a ritmo accelerato alla messa in cassa integrazione dei lavoratori di tutto il gruppo, realizzando nel contempo un forte decentramento produttivo in realta' come quella di Ivrea; la proprieta' sta operando processi di definitivo smantellamento della realta' produttiva cremasca col trasferimento di linee di produzione, messa in cassa integrazione e addirittura rifiutando, a quanto si dice, commesse per 40 mila macchine da scrivere che garantirebbero l'attivita' per circa due mesi, e nel contempo manifestando, chiari intenti speculativi sull'attuale area Olivetti pretendendo rendimenti di gran lunga superiori a quelli delle aree fabbricabili situate nella stessa zona; per le ragioni sopra evidenziate giustamente i lavoratori hanno sviluppato e stanno intensificando, proprio in questi giorni, la lotta in difesa dell'occupazione e per lo sviluppo e la reindustrializzazione del territorio -: quali iniziative intenda assumere il Governo per onorare gli impegni assunti e fino ad oggi clamorosamente e completamente disillusi a cominciare dalla immediata convocazione delle parti e dalla presentazione, che gli interroganti ritengono inderogabile, di un decreto-legge sul passaggio al pubblico impiego, assieme alla concreta attuazione dello stesso; quali ulteriori iniziative il Governo intenda mettere con urgenza in atto per garantire l'occupazione ai lavoratori Olivetti; quali iniziative intenda assumere per fare in modo che, da parte della proprieta', si ponga fine alla messa in cassa integrazione dei lavoratori, ed a forme di smobilitazione e decentramento produttivo che possono preludere alla chiusura o un ridimensionamento del personale di unita' produttive, come quello cremasco, fino a quando ai lavoratori non sia garantito un posto di lavoro certo; quali iniziative intenda assumere il Governo per impedire eventuali operazioni speculative da parte della proprieta' sull'area Olivetti di Crema. (3-00277)





 
Cronologia
mercoledì 9 settembre
  • Politica, cultura e società
    Il Presidente del Consiglio Giuliano Amato chiede pieni poteri in materia economica per un periodo di tre anni.

domenica 13 settembre
  • Politica, cultura e società
    Forte svalutazione della lira rispetto ad altre valute, pari al 7%.