Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00311 presentata da PAISSAN MAURO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19920924
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'agricoltura e foreste e del lavoro e previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: il 17 maggio 1991 si e' avuto il commissariamento della Federconsorzi, a seguito del crac finanziario che ha travolto l'intera holding agricola; dopo un anno l'unico progetto di risanamento e' stato proposto dal presidente della Banca di Roma, Pellegrino Capaldo. Tale progetto riprende per grosse linee la proposta formulata dal presidente della CARIPLO e prevede l'avvio di una manovra dai contenuti ancora non del tutto chiari ma finalizzata, sembra, a chiudersi con la procedura del concordato preventivo, onde evitare le conseguenze della liquidazione coatta e le relative responsabilita' che hanno causato il dissesto finanziario della Federconsorzi; per diverso tempo il cosiddetto "Piano Capaldo" e' stato tenuto nascosto ma della sua definizione risulta fossero a conoscenza l'ex Ministro dell'agricoltura onorevole Goria, l'ex Presidente del Consiglio, onorevole Andreotti, i vertici della DC e della Coltivatori Diretti, gli ex amministratori e sindaci della Federconsorzi; il Ministero del lavoro, in data 1^ giugno 1992, ha ritenuto che potesse essere applicato al caso della Federconsorzi l'articolo 4, comma 5, del decreto-legge 20 maggio 1992, n. 293, prevedendo quindi il passaggio di lavoratori dalla Federconsorzi all'AIMA, ovviamente in misura compatibile con i ristretti tetti stabiliti dal decreto-legge e le effettive disponibilita' dell'AIMA; il 15 giugno 1992 si e' quindi svolta una riunione, presso il Ministero del lavoro, tra Federconsorzi, AIMA, organizzazioni sindacali e l'Agenzia per l'impiego del Lazio (organo tecnico incaricato della gestione del processo di mobilita') volta ad avviare le procedure per il passaggio di lavoratori dalla Federconsorzi all'AIMA, stabilendo che indicativamente il numero dei lavoratori da collocare presso l'AIMA dovrebbe essere di 140 unita'; nella pianta organica dell'AIMA invece risulta una disponibilita' di gran lunga inferiore al numero indicato e cioe' solo di circa 45 unita', ne' allo stato attuale emergono strategie e proposte credibili tali da assicurare un futuro occupazionale, in grado di valorizzare le tante professionalita' disponibili tra i lavoratori della rete federconsortile e delle aziende collegate; il Governo finora non e' riuscito a formulare alcuna proposta di utilizzazione produttiva di tali forze lasciando, di fatto, la gestione della crisi della Federconsorzi senza risposta concreta -: se non intendano attivarsi per istituire una commissione d'inchiesta che accerti le precise responsabilita' nel fallimento del sistema federconsortile; se siano a conoscenza, e quale sia in proposito l'opinione del Governo, della gravissima situazione d'incertezza in cui si trovano i dipendenti della Federconsorzi sia della sede centrale di Roma che delle sedi provinciali, sui quali pesa concretamente la minaccia della perdita del loro posto di lavoro; se sia opportuno predisporre un progetto governativo in alternativa al "Piano Capaldo" che, superando le vecchie logiche di schieramento politico, sia in grado di garantire quel sistema di servizi necessari all'intero comparto agricolo, garantendo i livelli di occupazione; se ritengano ancora valide le ragioni per la riconferma del sistema Federconsorzi come supporto al sistema dell'agricoltura o se invece non intenda creare una struttura di supporto a tutte le forze sindacali; se non intendano attivarsi affinche' l'AIMA dia avvio agli accordi presi in data 15 giugno 1992; se non intendano attivarsi per porre fine al perdurare del ricorso agli straordinari in Federconsorzi in contemporanea con la cassa integrazione guadagni straordinaria per 600 dipendenti. (3-00311)