Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00294 presentata da TESTA ENRICO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19920928
Al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: la cosiddetta "variante di Lenna, strada statale n. 470", in provincia di Bergamo e' oggi nella sua prima fase di realizzazione; il progetto di massima, riguardante l'intera arteria della strada statale n. 470, e' stato definito prima dei fatti alluvionali dell'87 dall'ingegnere Da Rios su incarico della comunita' montana, in accordo con la provincia di Bergamo; tale progetto e' stato adeguato, su indicazione della comunita' montana, previo coinvolgimento dell'ANAS e del Ministero della protezione civile, dallo stesso Da Rios allo scopo dichiarato di mettere in sicurezza l'intera arteria da frane come da esondazioni del Brembo, in considerazione dei danni provocati dall'alluvione; per quanto riguarda la "variante di Lenna", sia prima che dopo l'alluvione, il tracciato prevedeva il passaggio lungo l'attuale percorso dell'ex ferrovia; il costo previsto era di 16,250 miliardi. Tale progetto veniva presentato ufficialmente dallo stesso Da Rios all'assemblea della comunita' montana del 18 dicembre 1987; il 14 febbraio 1988 l'allora ministro della protezione civile Remo Gaspari, intervenendo ad un convegno della Democrazia Cristiana a S. Pellegrino Terme, annuncia che anche gli altri lavori da S. Pellegrino a Lenna lungo la strada statale n. 470 verranno considerati di somma urgenza: si fara' cioe' ricorso alle procedure d'urgenza e si attingera' a stanziamenti specifici. Sul giornale della comunita' montana n. 4 del giugno 1988 verra' sottolineata in occasione del finanziamento della variante di S. Pellegrino "l'azione di appoggio all'approvazione del progetto e quindi al successivo finanziamento svolta presso gli uffici competenti dal senatore Citaristi"; con ordinanza n. 1426 dell'8 aprile 1988 il Ministero della protezione civile concede la procedura d'urgenza per le varianti di S. Pellegrino e Lenna; a seguito di cio', la comunita' montana affida per la terza volta l'incarico a Da Rios (studio Impacter di Milano), per un nuovo progetto di variante. Costo dell'opera circa 70 miliardi. Finanziato ma successivamente bocciato in seguito a interpellanze, opposizioni, intervento del Ministro per i beni culturali e ambientali; in conseguenza di cio', per non perdere i finanziamenti, si provvede in accordo (ANAS, progettisti Impacter, comunita' montana, Ministero per i beni culturali e ambientali), alla stesura di un nuovo progetto (il quarto), alla sua rapida approvazione da parte dei comuni di Piazza Brembana e Lenna e poi per la parte di sua competenza alla regione Lombardia e infine alla concessione in appalto (del progetto esecutivo e dell'opera) alle ditte Pizzarotti, Irces 55 e Cavalleri; questo quarto e definitivo progetto cambia radicalmente tracciato; risulta spostato sull'altra sponda del fiume, taglia fuori completamente il paese di Lenna e con esso la zona industriale dell'alta Valle, sbilancia l'asse viabilistico verso il passo S. Marco, non realizzando uno degli obbiettivi prefissati, vale a dire il collegamento con la Val Fondra, ma conserva un dato in comune con quello precedente: il livello di spesa vicino ai 70 miliardi (61 piu' il megasvincolo) e una incomprensibilmente lunga galleria; infine, di fronte alle proteste dei comuni della Val Fondra, che segnalano gli inconvenienti viabilistici per gli utenti di quel ramo della valle, viene ipotizzata una soluzione e vengono attivati i canali di finanziamento per un ulteriore progetto che partendo dallo svincolo di Piazza Brembana, si collegherebbe, attraverso una ulteriore galleria di 1.300 metri con Valnegra, con una ulteriore spesa di circa 30 miliardi; due terzi dei quali a carico dell'ANAS (ma qui la strada non e' piu' statale) e per il rimanente a carico della provincia di Bergamo che impiegherebbe fondi della legge Valtellina. Tale opera promessa contestualmente a quella in corso di esecuzione da un pronunciamento comune fra provincia, comunita' montana e alcuni comuni della Val Fondra, sembra trovare ostacoli insormontabili sia per le proteste locali, in particolare a Piazza Brembana, sia per la difficolta' di destinare una cifra cosi' ingente da parte dell'ANAS che porterebbe il costo dell'intera opera a circa 100 miliardi; il tutto risulta alquanto discutibile se si pensa che in questi mesi, sull'onda delle proteste e delle segnalazioni critiche, e' stato prodotto ad opera di progettisti locali un progetto alternativo a quello dell'ANAS, che riprendendo l'idea iniziale, tenendo conto dell'esigenza della messa in sicurezza della strada, ipotizza la divisione dei flussi di traffico prima dell'ingresso nell'abitato di Lenna, serve direttamente Piazza Brembana e la Valle Stabina eliminando effetti di impatto ambientale, e per altro verso serve in modo razionale sia l'abitato di Lenna, sia la zona industriale, oltre a realizzare un collegamento diretto per la Val Fondra senza ricorrere a inutili e costose gallerie; il tutto con una spesa che si aggirerebbe sui 55 miliardi, progetto, questo, valutato positivamente da molti operatori e dalla grande maggioranza della popolazione ma sostanzialmente ignorato da coloro che hanno partecipato alle decisioni precedenti, che si sono trincerati dietro una presunta irreversibilita' dell'opera in corso; non ultimo, a generare dubbi sulle reali motivazioni che hanno presieduto alla scelta di questa linea di condotta, va ricordato che fra i soggetti che a vario titolo hanno concorso e concorrono alla realizzazione di quest'opera si segnalano i nomi di Citaristi, Pizzarotti, Da Rios, ossia i soggetti che in quest'ultimo periodo risultano implicati a vario titolo e perfino in combinazione nella questione "tangenti". Cosi' come del resto Da Rios, Damonte, Torno e ancora Citaristi risultano "partecipare" a vario titolo alle varianti di S. Pellegrino e Cornello; opere anche queste non del tutto lineari nella loro genesi e nelle successive trasformazioni -: per quali motivi, visto che gia' il secondo progetto Da Rios rispondeva alla necessita' di mettere in sicurezza la strada dopo i fatti alluvionali del 1987, si sia proceduto alla redazione di altri progetti, in particolare il terzo, con un notevolissmo aggravio dei costi; per quali motivi non siano stati presi in considerazione altri progetti, assai meno costosi ed in grado di dare risposte adeguate all'insieme dei bisogni viabilistici della zona; in base a quali criterio l'ANAS scelga i suoi progettisti ed in particolare per quali motivi l'ingegner Da Rios risulti in proprio o attraverso lo studio Impacter progettista non solo di quest'opera ma praticamente di tutte le opere realizzate negli ultimi anni in Lombardia per conto del Ministero della protezione civile e del Ministero dei lavori pubblici; quale sia l'ammontare degli onorari pagati all'ingegner Da Rios per i quattro progetti da lui successivamente realizzati e quali siano i materiali progettuali da lui forniti; se corrisponda al vero che l'ingegner Da Rios sia implicato ed in quale modo nelle inchieste giudiziarie in corso in Lombardia ed in particolare se siano emersi fatti a suo carico; quale sia il contenuto esatto degli incarichi affidati alla ditte soprannominate. (5-00294)