Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00326 presentata da MAIOLO TIZIANA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19920929
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che il ministro dell'interno, al termine del vertice europeo di venerdi' 18 settembre ha rilasciato ai mezzi di informazione alcune dichiarazioni, riportate da diversi organi di stampa -: se risponda al vero la seguente dichiarazione: "Il delitto Salvo va inquadrato in un regolamento di conti tra qualche cosca. Non so se sia iniziata una guerra di mafia. Pero' noi abbiamo predisposto gli strumenti per scatenare una guerra tra di loro. E qualche segno si puo' intravedere, valutando questo cosiddetto delitto eccellente. Ma forse e' ancora presto: meglio aspettare. Vorrei uno scontro piu' diretto, piu' feroce", e in particolare, se tale dichiarazione rispondesse al vero: 1) sulla base di quali norme di legge e della Costituzione il ministro Mancino avrebbe predisposto gli strumenti per "scatenare una guerra di mafia"; 2) quali sarebbero gli strumenti predisposti per "scatenare una guerra tra di loro"; 3) quanti "cosiddetti delitti eccellenti" il ministro Mancino intenderebbe ottenere per verificare l'efficacia della nuova strategia; 4) quanto "diretto e feroce" dovrebbe essere lo scontro cui il ministro intende "assistere"; 5) se il Presidente del Consiglio non ritiene che tale dichiarazione configurerebbe una violazione di ogni principio costituzionale e di legge e se la strategia proclamata dal ministro non rappresenterebbe, come l'interrogante ritiene, una deliberata istigazione a delinquere; se risponda al vero la seguente dichiarazione, secondo la quale l'omicidio di Salvo "e' merito del nostro passaggio all'offensiva. E' stata una strategia, la disarticolazione, che ha ancora bisogno di riscontri. Ma mi auguro che la guerra ci sia", e in particolare, se tale dichiarazione rispondesse al vero: 1) sulla base di quali presupposti costituzionali e legali un ministro della Repubblica potrebbe rivendicare il "merito" di un omicidio; 2) se il ministro Mancino ritenga suo compito istituzionale "assistere", "scatenare" o "augurarsi" guerre tra chicchessia, invece di operare per tutelare innanzitutto il diritto alla vita di ogni cittadino della Repubblica; 3) se il Governo abbia per caso introdotto nell'ordinamento la pena di morte senza processo, affidandone contemporaneamente l'esecuzione a organizzazioni criminali e killer professionisti; 4) quali ulteriori provvedimenti il Governo intenderebbe adottare per allargare la guerra che il ministro Mancino si "augura"; se risponda al vero la seguente dichiarazione: "Finora ho sempre escluso che ci fosse una guerra tra le cosche, ma perche' mi conveniva far finta di niente. Forse mi converrebbe anche oggi, perche' vorrei vedere uno scontro piu' duro, piu' feroce", e in particolare, se tale dichiarazione rispondesse al vero, se il ministro adotterebbe decisioni in base alla sua "convenienza" e su quali fatti riterrebbe opportuno "far finta di niente" per poter "vedere uno scontro piu' duro, piu' feroce"; se il ministro Mancino non ritenga incompatibili tali dichiarazioni con l'ufficio che egli ricopre, avendo egli violato con le sue parole e con i suoi atti, ad avviso dell'interrogante, la Costituzione della Repubblica sulla quale ha prestato giuramento; se il Presidente del Consiglio non consideri tali dichiarazioni in grave contrasto con la Costituzione, la legge e le dichiarazioni programmatiche del Governo sulla quali il Parlamento ha espresso voto di fiducia e se, in caso affermativo, non intenda procedere di conseguenza. (3-00326)