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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00009 presentata da BIANCO GERARDO (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19920930

La Camera, esaminato il documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 1993-1995, presentato dal Governo il 31 luglio 1992, A. in relazione alla situazione europea: espressa la piu' viva preoccupazione per le vicende economiche e monetarie che hanno definitivamente chiarito quanto difficile e sempre reversibile sia il processo di unificazione europea, salutato con soddisfazione il risultato del referendum francese, che puo' rappresentare un decisivo contributo per la ripresa del cammino, purche' tutti i protagonisti, resi piu' consapevoli della precarieta' e dell'importanza della posta in palio, adottino politiche piu' avvertite, meglio concertate e finalmente in grado di governare le contraddizioni interne, ribadita tuttavia la convinzione che il processo di unificazione economica e monetaria europea puo' continuare solo se ciascun paese accettera' di contemperare i propri legittimi interessi nazionali con la responsabilita' che un obiettivo cosi' grande gli affida, sacrificando vantaggi immediati e facili soluzioni ai propri problemi che finiscono per danneggiare gli altri partners, B. in relazione alla situazione economica e sociale del nostro Paese: ritenuto che l'Italia potra' fare la sua parte ed anche far valere le sue ragioni nel contesto europeo ed internazionale solo se si dimostrera' capace di rimuovere i limiti che le impediscono di sviluppare tutte le sue potenzialita' di integrazione e di competizione con le economie piu' avanzate del mondo, considerato che cio' esige il risanamento della finanza pubblica, il contenimento della dinamica inflazionistica e un efficace funzionamento dello Stato e della pubblica amministrazione, ritenuto che l'alternativa a questa sfida e' un generale, progressivo impoverimento, e in prospettiva l'inizio di una fase di decadenza e di subalternita' nel contesto internazionale, confidando nelle capacita' di reazione che il paese ha piu' volte dimostrato e nell'impegno delle forze politiche ad offrire il proprio contributo positivo all'adozione di decisioni difficili ma vitali per l'interesse generale, osservato che mentre si definisce una cosi' incisiva manovra di bilancio per il 1993 si sta avviando il lavoro per riforme istituzionali che definiscano la possibilita' di un sistema di governo piu' stabile e piu' idoneo a sostenere politiche di medio lungo periodo quali sono quelle finanziarie e individuino centri di imputazione delle responsabilita' rafforzati da un piu' diretto e trasparente rapporto con i cittadini, in termini di concessione o di revoca della fiducia, premesso che la difesa dello Stato sociale deve essere ritenuta finalita' fondamentale della politica di risanamento dei conti pubblici, e che, a tal fine: va ampliato il contributo di solidarieta' dei ceti piu' abbienti in rapporto al reddito e alla ricchezza effettivamente detenuti, i sacrifici imposti anche alle categorie a reddito medio o basso debbono considerarsi, per la parte non afferente la modifica di meccanismi strutturali che hanno provocato l'esplosione della spesa pubblica, limitati al periodo necessario ad invertire la dinamica del debito pubblico, premesso altresi' che, tra le finalita' fondamentali della politica di risanamento, vanno annoverati: la lotta all'evasione fiscale, che, condizione essenziale per l'inveramento del principio di democrazia ed eguaglianza, e' divenuta, nella abnorme dimensione assunta nel nostro paese, parte integrante della questione morale quale e' oggi percepita dalla coscienza civile del paese, la politica dei redditi per il controllo delle variabili macro economiche, secondo quanto individuato anche nell'accordo con le parti sociali del luglio scorso, la massima attenzione alla politica di gestione del debito pubblico attraverso interventi, compatibili con il mercato che favoriscano il raffreddamento della dinamica degli interessi sul debito pubblico anche attraverso l'ampliamento delle tipologie dei titoli offerti e le modalita' di collocamento. C. in relazione alle esigenze del piu' rigoroso funzionamento delle procedure di bilancio: ricordato che la presente risoluzione costituisce il quadro di riferimento e stabilisce rispetto ai documenti di bilancio (disegni di legge finanziaria e collegati; bilancio pluriennale programmatico) vincoli non superabili in termini di saldi complessivi; rilevato che, a tal fine, la risoluzione: definisce in primo luogo la misura della correzione minima da apportare al disavanzo tendenziale di competenza e di cassa e l'obiettivo fondamentale in termini di avanzo primario; conseguentemente individua i provvedimenti collegati essenzialmente in relazione all'effetto quantitativo di ciascuno in termini di raggiungimento dell'obiettivo prefissato di riduzione del disavanzo, in modo che ogni contenuto contrastante con il perseguimento di tale effetto sara' considerato estraneo, sottolineato che, a tali fini e' necessario che per quanto appena detto, gli effetti dei provvedimenti e degli emendamenti ad essi presentati dal Governo siano adeguatamente quantificati attraverso relazioni tecniche del Ministro del tesoro ai sensi dell'articolo 11-ter della legge n.468 del 1978, introdotto dalla legge n. 362 del 1988, e che gli effetti compensativi delle proposte parlamentari alternative siano adeguatamente argomentati in modo da consentirne la valutazione, ritenuta la necessita' che i fondi speciali della legge finanziaria siano impostati, nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 11-bis, comma 1, della legge 5 agosto 1978, n. 468, sulla base di programmi destinati a grandi settori e che cio' valga come limite anche per gli emendamenti parlamentari, ribadita la regola secondo la quale eventuali provvedimenti di spesa discussi dopo la presentazione dei documenti di bilancio per il triennio 1993-1995 imputeranno la copertura degli oneri gravanti sullo stesso arco temporale agli accantonamenti dei fondi speciali della legge finanziaria in gestione solo se - ed entro il limite in cui - tali accantonamenti risultino confermati nel nuovo disegno di legge finanziaria, rilevata la necessita' di evitare operazioni di bilancio che differiscano, con la tecnica dei limiti di impegno, su esercizi successivi, spese che non abbiano l'effettiva natura di spese di investimento o che comunque spostino su soggetti diversi dal Tesoro, gli oneri delle operazioni finanziarie, dilatando l'indebitamento del settore pubblico; sottolinea altresi' l'esigenza di evitare che si creino spazi fittizi di copertura mediante la rimodulazione delle leggi pluriennali di cui alla tabella F del disegno di legge finanziaria; impegna il Governo: 1. a provvedere affinche' il fabbisogno del settore statale, si mantenga per il triennio 1993-1995 all'interno degli obiettivi stabiliti dal documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per il triennio 1993-1995, raggiungendo per il 1993 un avanzo primario di almeno 50.000 miliardi; 2. ad impostare il disegno di legge finanziaria per il 1993 ed i provvedimenti collegati, nonche' il bilancio programmatico per gli anni 1993-1995, in modo da garantire il conseguimento degli obiettivi sopra indicati. In particolare i richiamati disegni di legge devono rispettare le regole ed i vincoli seguenti: 2.1. il limite del saldo netto da finanziare per il 1993 non potra' superare 140.350 miliardi, al netto delle regolazioni debitorie, secondo quanto indicato nel bilancio pluriennale programmatico 1993-1995, escludendo le entrate derivanti da alienazioni di beni patrimoniali dello Stato, sia per sancire il carattere di straordinarieta' e la non utilizzabilita' a fini di copertura di nuove spese, sia in considerazione della difficile prevedibilita' di entrate condizionate all'andamento del mercato. I relativi capitoli dello stato di previsione delle entrate del bilancio dello Stato per il 1993 dovranno essere iscritti per memoria e dotati in corso d'anno, sulla base delle entrate effettivamente accertate; il disegno di legge finanziaria stabilira' all'articolo 1 che il saldo netto da finanziare si intendera' ridotto in misura corrispondente alle entrate accertate per alienazioni patrimoniali. Per gli anni 1994 e 1995 il saldo netto da finanziare non potra' superare rispettivamente il valore 210.000 e 232.500 miliardi di lire al netto delle regolazioni debitorie, calcolato sulla base della legislazione risultante dall'approvazione della legge finanziaria e delle leggi e decreti-legge collegati per il 1993. Tali saldi vanno intesi come passi intermedi verso i saldi programmatici indicati dalla Tavola n. 11 contenuta nella nota di aggiornamento al documento di programmazione economico-finanziaria; 2.2. in apposito quadro riassuntivo della manovra di finanza pubblica per il 1993, allegato alla relazione al disegno di legge finanziaria, verranno indicati partitamente, in termini di competenza, gli apporti alla definizione dei saldi del disegno di legge finanziaria determinati dai singoli provvedimenti collegati, quali determinati dal punto 3 della presente risoluzione; 2.3. i saldi per gli anni 1993, 1994 e 1995 indicati al precedente punto 2.1 (e i rispettivi componenti di cui al punto 2.2), in quanto gia' incorporanti le regole di variazione delle entrate e delle spese per l'impostazione del bilancio di competenza dello Stato, costituiscono limite e vincolo per la discussione e la deliberazione del disegno di legge finanziaria e dei provvedimenti collegati per il 1993 quali indicati nel successivo punto 3, ivi compresi il disegno di legge delega A.C.1568 e il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 384 del 1992, anche ai fini del rispetto della regola di copertura della legge finanziaria prevista dall'articolo 11, comma 6 della legge 5 agosto 1978, n. 468, che indica come vincolo insuperabile i saldi stabiliti dal documento di programmazione economico-finanziaria, come approvato dal Parlamento; 2.4. per gli anni 1994 e 1995 il Governo illustrera', per grandi linee le modalita' attraverso cui il Governo intende realizzare il passaggio dai saldi a legislazione vigente di ciascuno dei tre anni ai saldi iscritti per i medesimi anni nel bilancio pluriennale programmatico; 2.5. il disegno di legge finanziaria presentato dal Governo dovra' garantire il rispetto della regola della copertura per le nuove o maggiori spese di natura corrente (comma 5 dell'articolo 11 della legge n. 468 del 1978) anche per gli anni successivi al primo, evitando, ove possibile, o limitando agli importi strettamente indispensabili, il ricorso ai fondi negativi; 2.6. gli accantonamenti dei fondi speciali del disegno di legge finanziaria dovranno essere ridotti al minimo e la loro appostazione dovra' essere motivata nella relazione al disegno di legge; gli accantonamenti presentati dovranno essere limitati comunque ad un importo complessivo per ciascuno dei Ministeri interessati, dovendosi riferire alla politica complessiva da essi perseguita; dovra' essere eliminata in ciascun fondo la rubrica relativa alle Amministrazioni diverse, attribuendo le risorse ai singoli Ministeri sulla base del criterio della prevalenza. Nella relazione al disegno di legge finanziaria il Governo esplicitera' i programmi in cui e' articolata la politica dei Ministeri interessati; 2.7. la rimodulazione delle leggi di spesa pluriennale non dovra' fornire mezzi di copertura di nuove spese; 3. a presentare disegni di legge collegati che contengano esclusivamente misure di contenimento del disavanzo di competenza e di cassa con eccezione delle norme di riordino non aventi tale natura immediata gia' incluse nel disegno di legge delega nel testo approvato dal Senato. A presentare pertanto come disegni di legge collegati, in aggiunta al disegno di legge delega (in materia sanitaria, di pubblico impiego, di finanza locale e previdenziale), e al decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384 e ai successivi, eventuali decreti-legge costituenti parte integrante della manovra finanziaria, - e che devono essere considerati a tutti gli effetti disegni di legge collegati - non piu' di due disegni di legge collegati che riguardino, rispettivamente, il contenimento della spesa e l'aumento delle entrate. Il contributo al miglioramento dei saldi per il 1993, recato dal disegno di legge delega atto Camera n. 1568 e dal decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384, e' determinato rispettivamente in almeno 13.030 e in 46.900 miliardi di lire in termini di cassa. I disegni di legge collegati dovranno recare un contributo minimo al miglioramento dei saldi di competenza almeno pari a quello indicato nella relazione al disegno di legge finanziaria; 4. a corredare di relazione tecnica i disegni di legge e decreti-legge collegati, e tutti gli emendamenti ad essi presentati dallo stesso Governo, nonche' gli altri provvedimenti adottati in corso di esercizio per il perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica indicati nel documento, compresi gli schemi di decreti delegati predisposti in attuazione della legge delega, anche se recanti nuove o maggiori entrate o riduzioni di spesa; 5. ad aggiornare il Parlamento, sia agli effetti conoscitivi, sia al fine del rafforzamento della perseguibilita' degli obiettivi indicati, sull'evoluzione del quadro di riferimento macro-economico e finanziario rispetto all'attuale situazione ed all'andamento della finanza pubblica, sull'andamento dell'emissione di nuovi titoli del debito pubblico nell'ambito del limite massimo stabilito dalla legge di bilancio, sui risultati ottenuti con la manovra gia' predisposta, nonche' sul complesso degli ulteriori strumenti di correzione necessari. In occasione della prima relazione di cassa il Governo fornira' l'aggiornamento delle previsioni per il 1993. Nello stesso documento dovranno essere forniti i dati sull'ammontare degli oneri sul bilancio dello Stato in relazione ai mutui accesi dagli enti del settore pubblico allargato per ciascuno degli anni del successivo decennio. (6-00009)

 
Cronologia
mercoledì 23 settembre
  • Parlamento e istituzioni
    Vengono nominati i senatori e i deputati componenti la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, che sarà presieduta dal deputato Luciano Violante.

mercoledì 30 settembre
  • Politica, cultura e società
    Il Governo vara la legge finanziaria per il 1993: una manovra economica da 93 mila miliardi di lire con l'obiettivo di una drastica riduzione del deficit di bilancio.

venerdì 2 ottobre
  • Politica, cultura e società
    Si svolge uno sciopero generale del pubblico impiego contro la manovra economica.