Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00312 presentata da CASINI CARLO (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19921001
Ai Ministri dei trasporti e del tesoro. - Per conoscere - premesso che: 1) e' divenuta insostenibile la situazione economico-finanziaria delle Aziende esercenti trasporti pubblici di linea a causa: a) della insufficienza del FNT fino dalla sua costituzione; b) della esiguita' delle risorse destinate agli investimenti; c) della mancata copertura da parte dello Stato degli oneri derivanti dall'applicazione del CCNL autoferrotranvieri siglato in data 2 ottobre 1989 (rispettivamente per un importo di 443 miliardi, una riduzione pari a 526 miliardi per il triennio 1989-1991, la mancata copertura per il 1992 del contratto a regime pari ad altri 875 miliardi); d) della riduzione del FNT per lire 400 miliardi nel 1989; e) degli interessi passivi accumulati nei bilanci sia per i ritardati interventi nella erogazione sia per le carenze dei finanziamenti; 2) dopo la decadenza dei decreti legge che avrebbero dovuto provvedere al risanamento, l'unica legge che potrebbe consentire qualche manovra di ripiano limitatamente al periodo 1987-1990 e' la legge n. 403 del 1990 che da "facolta'" alle regioni di assumere mutui a ripiano delle perdite del suddetto periodo, ma che peraltro - trattandosi di facolta' -, molte regioni, tra cui la Toscana, omettono di provvedere; 3) in base ai princi'pi della Costituzione e alla normativa comunitaria, l'esercizio dei trasporti deve essere assicurato attraverso interventi pubblici che compensino gli squilibri economici delle gestioni e consentano l'efficente prosecuzione dei servizi, anche in considerazione della imposizione di un regime contributivo e tariffario che non rispetta il principio dell'equilibrio economico dei bilanci (in sospetta in violazione dei princi'pi della Costituzione di cui agli articoli 3, 41, 42 e 117, nonche' della regolamentazione comunitaria in materia di trasporti, dettata sia dal trattato CEE che dal regolamento CEE 1191/69 e successive modifiche); 4) le aziende non sono, in molti casi, in grado di garantire le regolari retribuzioni ai propri dipendenti e stanno mettendo in forte rischio i patrimoni aziendali; 5) l'intervento del ripiano dei disavanzi pregressi deve essere il piu' celere possibile, in quanto, in caso contrario si rischia il collasso del sistema di trasporti pubblici locali in tutta Italia, in un momento in cui l'iniziativa privata si dimostra sempre piu' necessaria all'economia nazionale, in vista di una integrazione europea del sistema trasporti; 6) le aziende private, fino ad oggi hanno vissuto "esclusivamente" sui contributi del FNT e sugli introiti degli incassi; mentre le aziende pubbliche sono state aiutate per ripianare i loro bilanci da ulteriori contributi a copertura dei deficit di esercizio da parte degli Enti locali proprietari; 7) esistono sostanziali differenze di costo tra aziende pubbliche e private ed e' indispensabile passare da un regime di ripiano a pie' di lista, quale e' stato quello adottato fino ad ora nel settore, ad un regime di concorrenzialita' che vada a premiare quelle aziende che possono operare a costi minori ed escluda dal mercato coloro che non rispecchiano produttivita' ed efficienza proprie di un sistema di trasporti europeo; 8) per raggiungere questi obiettivi, e' necessario prima di tutto poter ripianare il passato e mettere le aziende in condizioni economiche di sopravvivenza e contestualmente e' necessario prevedere tutti quegli strumenti di mobilita' della forza lavoro che consentano una riorganizzazione produttiva tale da portare ad una drastica riduzione -: se intendano assumere iniziative per ottemperare agli impegni assunti dallo Stato verso le aziende di trasporti privati di linee, in particolare contribuendone a ripianare i bilanci almeno per il periodo 1987-1990. (5-00312)