Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00373 presentata da MARENCO FRANCESCO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19921009
Ai Ministri delle finanze e dei trasporti. - Per sapere - premesso che: permangono a tutt'oggi dal termine della prima guerra mondiale delle agevolazioni fiscali concesse al porto di Trieste, col fine di permettergli un inserimento sicuro nel nuovo mercato italiano, dopo aver perso quello austro-ungarico, di cui non faceva piu' parte a seguito dei trattati bellici che cedevano Trieste all'Italia; in particolare queste agevolazioni - che rendono piu' vantaggioso l'uso di tale porto - riguardano il differimento del pagamento dei diritti doganali d'importazione, il quale pagamento a Trieste puo' avvenire fino a sette mesi dal momento dello sdoganamento, con il computo degli interessi a carico dell'importatore per soli sei mesi e con un tasso che non viene - di prassi - nemmeno indicizzato alla svalutazione, mentre i diritti doganali per tutte le merci - ad esclusione solo di quelli del caffe', che possono venire pagati entro tre mesi - devono, negli altri porti italiani, essere pagati entro sette giorni, con un tasso di interesse aggiornato, secondo la legge, al rendimento dei BOT; duplice quindi il costo suppletivo per gli altri porti, sia per i termini di differimento che per il tasso d'interesse applicato, i quali percio' si vedono impossibilitati ad una libera concorrenza con le tariffe e i servizi offerti dal porto di Trieste e dunque in sostanziale distonia col regime economico vigente in Italia, per motivi non piu' giustificati da contingenze storiche o politiche; tale situazione non costituisce soltanto svantaggio per i porti concorrenti ma determina un traffico artificiale di merce che sbarca in altri porti italiani, raggiunge Trieste per la sola operazione doganale e continua infine per la destinazione ultima, quasi sempre molto distante da Trieste e vicina invece all'iniziale porto di scarico, con relativi costi per tali trasporti - frequentemente su strada - di tipo economico (anche sulla bilancia commerciale e valutaria con l'estero, con il pagamento dei carburanti in petrodollari), energetico, ecologico (per il sovrappiu' di inquinamento che si potrebbe evitare) -: se non si intenda intervenire urgentemente al fine di un ristabilimento delle condizioni di libera competizione economica tra tutti i porti italiani. (3-00373)