Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06334 presentata da THALER AUSSERHOFER HELGA (MISTO) in data 19921014
Al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: l'autostrada Alemagna (Venezia-Monaco) e' inserita nel Piano Decennale e nel Programma triennale ANAS 1991-1993 tra le autostrade da dare in concessione; la BATIA AG Munchen in data 4 settembre 1990, ha innovato l'istanza di concessione alla costruzione e all'esercizio dell'autostrada in argomento (gia' inoltrata nel 1971) con tracciato da Vittorio Veneto, confine di Stato con l'Austria; lo studio di fattibilita' dell'autostrada trasmesso nel febbraio 1992 dalla BATIA e' stato favorevolmente esaminato dall'ANAS sotto l'aspetto tecnico; vi sono state espresse nei giornali altoatesini gravi preoccupazioni in merito al concretizzarsi delle intenzioni alla realizzazione della predetta autostrada; sia il Presidente della Giunta provinciale, sia la comunita' comprensoriale della Val Pusteria oltre a tutti i comuni interessati hanno energicamente protestato contro la realizzazione di tale progetto -: se il Ministero sia intenzionato alla realizzazione di quella autostrada Venezia-Monaco e in caso affermativo a che punto sono gli accordi con la societa' BATIA; se ci si renda conto della gravita' delle conseguenze ambientali per la gente che vi abita e per il paesaggio circostante; se non sia il caso di informare le autorita' locali ed i comuni interessati. (4-06334)
L'ipotesi di un ulteriore collegamento stradale tra l'Italia, l'Austria e la Germania e' piuttosto remota, essendo sorta nel lontano 1970, nell'ambito delle iniziative rivolte a conseguire un piu' efficiente assetto della viabilita' europea, con l'obiettivo specifico di realizzare un piu' diretto collegamento tra la catena dei porti dell'alto Adriatico ed il sistema delle zone industriali del Centro Europa, attraverso il Traforo delle Alpi Aurine. L'ipotesi concerneva la costruzione di una autostrada Mestre-Monaco, che nel territorio italiano ha assunto la denominazione A27 "Di Alemagna", con capisaldi in Mestre-Treviso-Vittorio Veneto-Pian di Vedoia-Longarone-Ceralta-Carbonin-Dobbiaco-Brunico-Confine di Stato. Allo stato attuale la realizzazione dell'A27 in territorio italiano risulta limitata al tratto Mestre-Pian di Vedoia, lungo Km. 82, dei quali 59 in esercizio (Mestre-Vittorio Veneto) e 23 in costruzione (Vittorio Veneto-Pian di Vedoia). Per il restante tratto (lungo presuntivamente Km. 120) fino al confine con l'Austria (tra Lovello e la Vetta d'Italia) non risultano eseguite progettazioni, ne' a livello esecutivo, ne' di massima, ma solo uno studio di fattibilita', redatto a cura della Societa' Batia. Questa Societa' risulta fondata nel 1970 a Monaco di Baviera (su mozione del Parlamento della Baviera), con lo scopo e la ragione sociale di provvedere alla costruzione dell'Autostrada di Alemagna, da Vittorio Veneto fino all'innesto dell'esistente Autostrada Innsbruck-Monaco. Nello stesso anno per ragioni operative e per adempiere alle leggi italiane venne fondata la BATIA S.p.A., con sede in Milano, con lo scopo di ottenere la concessione della progettazione, costruzione e gestione del tratto italiano dell'Autostrada di Alemagna. La BATIA, pertanto, acquistava dalla SPEA di Milano - Societa' progettazioni Edili Autostradali - il progetto gia' fatto dando anche l'incarico di effettuare ulteriori studi per eventuali opportune varianti. Successivamente in data 15.11.71 la Societa' BATIA inoltrava istanza al Ministro dei lavori pubblici - Presidente dell'ANAS - tendente ad ottenere la concessione per la costruzione e l'esercizio, ai sensi della legge 59/61, di una autostrada con tracciato da Vittorio Veneto-Confine di Stato con l'Austria. Nel corso dell'anno 1972 il Ministero dei lavori pubblici promuoveva una serie di iniziative atte a consentire un tempestivo inizio degli adempimenti prescritti per l'affidamento della concessione: furono infatti interessati il Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero del Commercio con l'Estero ed infine il Banco di Roma che unitamente al Ministero del Tesoro autorizzava La BATIA a contrarre un mutuo estero. Quanto sopra consentiva alla BATIA di redigere, su specifica richiesta dell'ANAS, una bozza di convenzione per disciplinare la concessione di costruzione e di esercizio dell'autostrada in oggetto. Inoltre il Ministero dei lavori pubblici nel 1974 istituiva una commissione presieduta dal Direttore Generale dell'ANAS, con lo scopo di individuare le azioni necessarie per lo svolgimento dell'iter legislativo-burocratico provocato dalla richiesta di concessione da parte della Societa' BATIA. La sopravvenuta legge 492/74 bloccava le nuove costruzioni autostradali. Tale blocco venne rimosso dalla legge 531/82, che consentiva la ripresa del programma autostradale e permetteva di inserire l'Autostrada di Alemagna nel Piano decennale e nel programma triennale di interventi ove si trova tuttora inserita, tra le autostrade da dare in concessione (piano triennale ANAS 1991-1993). In data 4.9.1990 la BATIA rinnovava l'istanza di concessione alla costruzione ed all'esercizio dichiarando la propria disponibilita' a provvedere all'esecuzione senza contributo da parte dello Stato. Il 20.02.1992, sempre confermando le istanze precedenti, la Societa' BATIA trasmetteva all'ANAS uno studio di fattibilita' dell'autostrada, corredato da un piano finanziario e dalla dichiarazione che il finanziamento dell'opera era garantito dalla societa' BATIA AG-Munchen, senza contributo dello Stato italiano. Il suddetto studio di fattibilita' veniva esaminato nella seduta del 12.03.1992 con voto n. 281 del Consiglio di Amm.ne dell'ANAS, che esprimeva parere favorevole alla approvazione, evidenziando che la eventuale concessione dell'autostrada in argomento alla Soc. BATIA non rientrerebbe nella disposizione del Decreto legislativo 19.02.1991 n. 406 (che ha esteso la procedura concorsuale alle concessioni di progetti e costruzioni), in quanto non onerosa e con offerta presentata anteriormente alla data della entrata in vigore del predetto Decreto n. 406. In relazione tuttavia all'importanza della questione era stata avvertita la necessita' di eliminare ogni perplessita' sull'accoglimento dell'istanza, previa redazione di apposito quesito da inoltrare al Consiglio di Stato. Il quesito e' stato predisposto, ma non piu' inoltrato, essendosi nel frattempo consolidata l'opposizione alla costruzione della nuova autostrada, sia da parte dell'Austria e sia da parte degli enti territoriali e degli ambientalisti locali. Si citano, fra quelle avverse all'autorizzazione le seguenti: Delibera n. 71/R del comune di Dobbiaco del 3.9.72; Delibera n. 5782 della provincia Autonoma di Bolzano in data 3.9.92; Delibera n. 106 del comune di S. Candido in data 6.10.92; Risoluzione del 4.12.92 delle Associazioni Alpine della Repubblica Federale Tedesca, dell'Austria, dell'A.V.S., Associazione locale di lingua tedesca. Alla luce della ferma opposizione della popolazione della Valle di Pusteria rimasta sostanzialmente invariata sin dal lontano 1975, ed in considerazione delle notevoli difficolta' di inserimento ambientalistico e paesaggistico dell'opera in questione, in territorio morfologicamente assai complesso (cosi' come si evince dalla stessa relazione dell'ipotesi di fattibilita'), emerge chiara l'indicazione di dover soprassedere ad ogni iniziativa sia di natura amministrativa che tecnica a favore della succitata autostrada. Sembra pertanto potersi ritenere ormai superato il problema anche tenendo conto della volonta' politica dei tre Stati interessati: Italia-Austria-Germania. Il Ministro dei lavori pubblici: Merloni.